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Russia legge bitcoin

Russia: ok a legge Bitcoin e crypto. Niente pagamenti interni, limiti a investimenti per retail

La legge sulle crypto in Russia è stata firmata dal presidente Vladimir Putin. Alcune parti in vigore già dal 1° settembre.
Russia legge bitcoin

Vladimir Putin, presidente della Confederazione Russa, ha firmato la legge che fissa le regole per il mercato crypto. La legge riguarda tutta la filiera: dagli exchange alla custodia, passando per broker e per altri tipi di partecipanti al mercato. Al contrario di quanto si era letto nel corso delle ultime settimane però, i pagamenti almeno nazionali via crypto rimangono proibiti. I residenti in Russia dovranno continuare ad utilizzare, almeno sul mercato interno, rubli veri.

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Dal 1 luglio 2027 potranno operare in Russia soltanto quegli operatori che si saranno iscritti al registro speciale. Secondo quanto riporta Tass, sarà necessario un capitale minimo di 15 milioni di rubli, equivalenti a 160.000€. Sarà inoltre attiva un’associazione di autoregolamento alla quale dovranno necessariamente iscriversi tutti gli operatori del settore.

Niente pagamenti in crypto

I pagamenti in crypto all’interno dei confini russi non saranno consentiti. Di più: secondo quanto riporta sempre Tass, sarà anche illegale la pubblicità di sistemi di pagamenti in crypto per beni e servizi.

C’è però un’eccezione: saranno considerati legali i pagamenti verso e dall’estero che saranno condotti tramite criptovalute. Saranno inoltre oggetto di eccezione i pagamenti di alcuni titoli finanziari e anche per la circolazione di quanto ottenuto tramite mining.

Un ruolo per le banche

Sarà inoltre consentito alle banche bloccare qualunque tipo di trasferimento sia ritenuto sospetto, ovvero verso exchange che non sono stati autorizzati.

Ci sarà per il resto una copertura completa dei diritti dei detentori di criptovalute, a livello patrimoniale, anche se queste non sono state dichiarate in precedenza.

Limite alle crypto sulle quali si potrà investire da retail

Saranno inoltre in vigore delle limitazioni importanti per quanto riguarda gli asset sui quali potranno investire i risparmiatori e i cosiddetti retail. Saranno a disposizione per loro soltanto le criptovalute che sono caratterizzate da sufficiente liquidità.

L’investimento massimo è di 3.500€ circa tramite un singolo intermediario. Secondo la formulazione della legge, tale limite potrà essere “aggirato” utilizzando più operatori.

Tali limitazioni non saranno in vigore per gli investitori professionali. Saranno disposti test per entrambe le categorie coinvolte.

Queste ultime disposizioni, sempre secondo Tass, saranno in vigore già dal 1° settembre 2026.

Si tratta di limitazioni maggiori di quelle che vengono imposte ai cittadini europei tramite MiCA. Non è noto per il momento quali e quanti exchange decideranno di registrarsi. Difficile la presenza degli exchange che hanno importanti mercati a occidente, dato che su tutti o quasi gli operatori del settore crypto russo gravano già sanzioni da parte di USA, UK e Unione Europea.

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