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Sui blockchain quantum sicurezza

La blockchain di Sui introduce la protezione quantum: account sicuri senza cambiare indirizzo

Nel mondo crypto la sicurezza viene prima di tutto. I developer di Sui stanno preparando la rete alla prossima era degli attacchi quantum.
Sui blockchain quantum sicurezza

Non solo Bitcoin, ma anche le blockchain di nuova generazione si stanno preparando per affrontare la futura minaccia del quantum computing. Il team di Sui ha annunciato ieri l’integrazione di due schemi di firma resistenti agli attacchi quantistici, capaci di proteggere i fondi in criptovalute degli utenti senza richiedere la migrazione dei fondi, il passaggio su un nuovo indirizzo o un hard fork della rete.

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La questione del quantum sta diventando sempre più seria tra gli addetti ai lavori del mondo on-chain: in un futuro non troppo lontano, si ipotizza che i computer quantistici – tramite l’algoritmo di Shor – saranno in grado di ricavare la chiave privata partendo semplicemente dalla chiave pubblica (per le reti che usano firme basate su curve ellittiche). Questo potrebbe di fatto mettere a repentaglio i fondi di migliaia di utenti e minare la fiducia di tutto il settore crypto.

Non si tratta tuttavia di un problema immediato: gli esperti stimano che ci vorrà ancora qualche anno prima che il pericolo diventi concreto. Intanto però, c’è chi inizia a prepararsi come meglio può, tra ecosistemi come Sui che propongono una soluzione tecnica e personaggi come Jim Cramer che scelgono di vendere i propri Bitcoin.

La soluzione di Sui contro i futuri attacchi quantum

Gli sviluppatori della rete Sui hanno annunciato l’introduzione di due nuovi sistemi di firma, ciascuno pensato per scenari di rischio differenti, con un rollout progressivo che punta a completarsi entro la fine del Q1 2027.

Sui si prepara all’era quantum introducendo due schemi di firma

Andando più nello specifico, le differenze tra le due soluzioni matematiche sono le seguenti:

  1. ML-DSA-65: questo è lo schema dedicato agli account standard della blockchain di Sui e sarà impiegato come nuovo sistema di firma per approvare le transazioni. In pratica il wallet, partendo dalla seed phrase, genera una nuova chiave privata che si basa su problemi matematici più complessi (crittografia basata su reticoli) rispetto a quelli che un quantum computer potrebbe risolvere tramite Shor.
  2. SLH-DSA: qui invece si utilizza un approccio diverso, basato sugli hash crittografici, focalizzato sulla protezione di smart contract ad alto valore, come quelli che proteggono vault e asset particolarmente importanti. A differenza del sistema precedente, questo non verrà integrato a livello di protocollo, ma all’interno del codice Move aggiungendo firme più lente ma molto più difficili da decifrare, offrendo di conseguenza un livello ulteriore di sicurezza.

Perché due schemi di firma diversi? In questo modo Sui non deve dipendere da una sola tecnologia che, se compromessa, potrebbe portare a danni sistemici praticamente totali. Si tratta solo di un modo per diversificare il rischio e aggiungere un fattore di sicurezza in più per i vault della rete, ossia i target più golosi per gli attaccanti quantum.

Gli utenti non devono fare nulla per la transizione al quantum

Il dettaglio forse più interessante di questa integrazione di Sui riguarda il fatto che serviranno poche modifiche a livello infrastrutturale: non servirà infatti implementare nuovi fork grazie alla compatibilità dei due schemi di firma con l’attuale sistema di account della blockchain.

Inoltre, lato utente sarà richiesto il minimo sforzo: non ci sarà da cambiare wallet, in quanto la nuova firma dello schema ML-DSA-65 sarà prodotta a partire dalla seed phrase del proprio portafoglio. Anche l’indirizzo non dovrà necessariamente cambiare, grazie alla funzionalità dell’Address Aliases, che permette di aggiornare la chiave di autorizzazione di un account mantenendo lo stesso indirizzo e gli asset associati.

Per quanto tutto ciò potrebbe sembrare banale, rappresenta in realtà un vantaggio competitivo enorme da parte di Sui rispetto ad altre blockchain meno elastiche dal punto di vista crittografico. Pensate ad esempio cosa significherebbe chiedere a tutti i 166.000 indirizzi attivi giornalieri della rete di spostare i fondi su un altro account o installare un nuovo wallet, con tutte le complicazioni del caso e gli scammer che ne approfitterebbero per diffondere phishing e altre tipologie di truffe crypto.

Ci sono degli svantaggi?

L’unico fattore negativo degno di nota riguarda il probabile aumento della dimensione delle transazioni che ne scaturirà dall’introduzione delle due nuove soluzioni. Infatti, le firme post-quantum sono molto più ingombranti rispetto alle classiche firme basate su curve ellittiche, e richiedono dunque più spazio di blocco, generando potenzialmente congestione nel network.

Questo potrebbe essere uno svantaggio non indifferente per una rete come Sui che ha puntato molto sulla scalabilità e sull’elevato throughput. Ad ogni modo, secondo il team del progetto, il costo da pagare in termini di performance per la protezione quantum non sarà così elevato da compromettere in modo significativo l’attività dei nodi della rete.

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