Aave sta correndo, ma non tanto in termini di performance del proprio token nativo – che dopo un +70% dai minimi di giugno registra una fase di leggera distribuzione nelle ultime settimane – quanto nelle metriche on-chain del protocollo. Solo negli ultimi 30 giorni la piattaforma ha attirato oltre 1 miliardo di dollari di nuovi prestiti, incrementando contestualmente anche la base dei depositi.
Più prestiti attivi significano più ricavi per il protocollo Aave, grazie all’aumento della mole complessiva degli interessi pagati dai borrower. Di questo recente incremento, una buona fetta appartiene ai mercati dell’ecosistema Monad, rete molto apprezzata dai degen per le sue peculiarità altamente scalabili, oltre che per gli ottimi incentivi sulla liquidità offerti da Merkl.
Aave accelera nei prestiti attivi
A luglio la DeFi ha spiccato il volo, con tanti inflow arrivati proprio dai mercati di Aave, e ora agosto sembra continuare su questa traiettoria. Da inizio mese il controvalore di asset presi in prestito sul protocollo è cresciuto di circa 290 milioni. Se contiamo gli ultimi 30 giorni, questa cifra supera la soglia di 1 miliardo di dollari, portando il totale dei prestiti attivi a 11,3 miliardi di dollari.
Ethereum concentra circa 8,8 miliardi dei borrow, pari al 77,9% del totale, con una partecipazione però sempre più diversificata verso altre reti secondarie rispetto agli ultimi mesi. Una piccola parte arriva anche dal protocollo Aave V4, che nell’ultimo mese ha registrato un aumento di quasi il 50% del capitale preso in prestito.
Chiaramente, se aumenta il debito complessivo degli utenti, il più delle volte cresce anche la liquidità fornita in supply. E infatti, anche questa volta l’incremento dell’attività di borrowing ha combaciato con un’aggiunta di circa 3,1 miliardi di dollari nei depositi, evidenziando un ritorno dell’interesse per le strategie di yield in DeFi.

Anche la leva complessiva sembra essere leggermente in aumento negli ultimi 30 giorni, con un tasso di borrow per le principali stablecoin che ha guadagnato qualche frazione di punto percentuale. Tuttavia, c’è ancora molta strada per tornare al periodo di massima espansione di Aave, a settembre 2025, quando si contavano 30 miliardi di dollari di prestiti attivi e 75 miliardi di dollari di asset in deposito.
Monad brilla come chain alternativa ad Ethereum su Aave
In questo momento Monad rappresenta la quarta chain con più prestiti attivi su Aave, dietro solo a Base (a pochi milioni di dollari di distanza), Plasma ed Ethereum. Di recente questo network ha superato anche Arbitrum e Avalanche, portando il valore totale dei borrow a 305 milioni di dollari, con un tasso di utilizzo pari al 49%.
Come anticipato sopra, parte di questo successo dipende dagli incentivi forniti dal protocollo Merkl, e finanziati dalla Monad Foundation con 15 milioni erogati nei primi 12 mesi dal lancio in mainnet, a cui si aggiungono 500.000 $GHO offerti da Aave. Per fare qualche esempio, in questo momento il lending di $USDC sulla chain paga il 5,72% di APY, quello di $USDe il 6,16%, mentre quello di $WETH il 2,78%.
Non è un caso infatti se dei 623 milioni forniti in supply su Monad, la maggior parte siano stablecoin, ossia gli asset più soggetti ad incentivi. Gli utenti sfruttano questo vantaggio per posizioni di looping (i tassi di borrow sulle stablecoin sono inferiori rispetto a quelli di lending) e per prendere a debito capitali in modo più efficiente.

Monad si espande in DeFi: opportunità di crescita per il token $MON
Va sottolineato come Monad sia una delle poche chain che attualmente si trovano ai massimi storici di TVL. In totale, secondo i dati di DeFiLlama, la rete presenta un valore di asset bloccati pari a 865 milioni di dollari, di cui il 36% relativo alle attività su Aave. Anche le stablecoin sono in forte espansione sul network, con 670 milioni di dollari di liquidità che circolano nelle varie applicazioni DeFi, in crescita del +11,3% nell’ultima settimana.
Vediamo numeri positivi anche per il comparto degli asset RWA, dove si concentrano 463 milioni di dollari di asset reali, per lo più relativi a stablecoin e strategie di credito on-chain. Tutti questi risultati potrebbero rappresentare il prossimo driver rialzista di $MON, token nativo di Monad, che rispetto al prezzo di TGE a novembre 2025 perde qualche punto percentuale, rimanendo però con performance relative di gran lunga superiori a quelle di tanti altri token del settore crypto.
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