Home / Ora la crypto di Donald Trump ha anche una banca. Ricevuto ok preliminare da OCC. La concorrenza però…

Trump bank analisi

Ora la crypto di Donald Trump ha anche una banca. Ricevuto ok preliminare da OCC. La concorrenza però…

Continua la corsa del settore cripto alle licenze bancarie classiche.
Trump bank analisi

Abbiamo una banca! O meglio, ce l’hanno Donald Trump e figli. Il progetto crypto WLFI ha ottenuto infatti in via preliminare un’approvazione condizionale della richiesta di ottenere un bank charter nazionale da parte di OCC. Si tratta di uno step intermedio che dovrebbe condurre infine all’ottenimento della licenza completa. È un passaggio che abbiamo visto affrontare già a diversi operatori del settore crypto e in particolare del comparto stablecoin, con Circle e Ripple che hanno già ottenuto approvazione.

Bitpanda ha per te 15€ in Bitcoin. Ottienili qui, iscrivendoti e investendo almeno 50€ su uno qualunque dei prodotti offerti dal gruppo. Con Bitpanda puoi investire non solo in crypto, ma anche in azioni, ETF, commodities.

OCC garantisce un’approvazione condizionale e preliminare della vostra richiesta di charter, confermando che questa rispetta i requisiti imposti dai regolamenti.

È questo quanto si legge nella lettera che OCC – che è l’agenzia governativa che si occupa di questo tipo di licenze – ha inviato a WLFI dopo la richiesta. Vale la pena di ricordare ai nostri lettori che le questioni di cui sopra sono gestite da WLFI con una nuova società, un trust di diritto USA che ha come obiettivo quello di essere al 10% “compliant” con le leggi USA.

Licenza in ottica stablecoin?

Probabilmente sì. L’ottenimento di un national charter bancario permette infatti ai gestori di stablecoin di gestire in proprio le riserve e anche di avere canali diretti per lo spostamento di denaro senza dover far riferimento a terzi. Ed è proprio per questo motivo che si sono mosse in tal senso altre due società che emettono stablecoin, ovvero Circle e Ripple, con la seconda che ha scelto un percorso di rapida regolamentazione per la sua RLUSD, una stablecoin che è legata al dollaro USA.

Zack Witkoff ha commentato su X l’ottenimento dell’ok preliminare indicando la volontà, tramite WLFI, di costruire il “dollaro digitale più utilizzato e affidabile del mondo, andando così a rafforzare il ruolo del dollaro su scala globale”.

Una questione politica

In realtà leggendo il commento di Zack Witkoff è chiaro che la narrativa delle stablecoin come strumento per rafforzare il dollaro sia quella dominante ai piani alti della politica americana. Dopotutto il padre è uno dei consiglieri più fidati del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ed è proprio con questa motivazione – il rafforzamento del dollaro sui mercati internazionali – che la stessa Casa Bianca ha spinto per una pronta e liberale regolamentazione del fenomeno negli Stati Uniti.

Difficile per ora immaginare però che USD1, la stablecoin di casa Trump e Witkoff, possa anche soltanto impensierire il dominio, negli USA, di USDC di Circle. In aggiunta negli ultimi tempi sono anche arrivati degli importanti concorrenti, come Open USD.

Un mercato così competitivo, quello delle stablecoin, che anche avere il presidente dalla propria parte potrebbe rivelarsi come non sufficiente.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments