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Allarme sul piano da 500 miliardi di Nvidia: a lanciarlo è il re dei bond. “Perché non usare le banane come collaterale?”

Le polemiche sull'ultima iniziativa di Nvidia sono tante. Anche da chi ha un certo peso sui mercati.
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Jeffrey Gundlach è – a buon diritto – considerato una sorta di divinità del mercato del credito e dunque anche dei bond. E non sembra essere entusiasta delle ultime mosse di Nvidia. Nello specifico, sul suo account X ha pubblicato un tagliente commento sul piano da 500 miliardi con il quale Nvidia proverà a finanziare alcuni dei suoi clienti, ottenendo come collaterale gli stessi datacenter e chip che questi costruiscono e utilizzano. Mexem ti permette di investire sui migliori asset, con 500€ di cashback sulle commissioni. Puoi anche ottenere un bonus da 50€ se investirai almeno 500€.

Gundlach in realtà dà voce a quelle che sono le preoccupazioni di tanti. Si tratta infatti di un piano di finanziamento che avrà come collaterale asset la cui vita utile è in verità assai complicata da calcolare. E che i cosiddetti hyperscaler, almeno a bilancio, sovrastimano.

Il duro messaggio di Jeffrey Gundlach

Il messaggio è tra i più duri:

Il fondo di Nvidia da 500 miliardi (da non confondere con un finanziamento) non invecchierà bene. Gli asset con una vita utile incerta come collaterale di debito a lungo termine? Perché non fare allora un ABS trentennale che ha come collaterale magazzini di banane? Funzionerà, ci saranno nuove banane che avranno una vita utile indefinita.

Il messaggio è relativamente criptico, almeno per chi non bazzica certi mercati. In soldoni, Gundlach non è convinto che sia una buona idea avere come collaterale (e dunque come garanzia) asset che non sappiamo per quanto tempo conserveranno valore. Si tratta comunque, alla fine, di chip, che possono diventare obsoleti o anche rompersi se utilizzati sempre su livelli di carico molto elevati.

Per quanto sia molto difficile calcolare appunto la vita utile, Nvidia vorrebbe utilizzarli come collaterale del fondo da 500 miliardi che starebbe creando. E che starebbe creando con l’aiuto di diverse società top di Wall Street, tra le quali anche Blackstone e BlackRock.

Se il re dei bond se ne tiene alla larga…

Jeffrey Gundlach non deve avere per forza ragione, ma ha tanta esperienza (e risultati da mettere sul tavolo) e sarà dunque utile ragionarci. Il che non vuol dire ritenere il ciclo AI agli sgoccioli, ma considerare la bontà di certi prodotti che dovrebbero accompagnarlo.

Le critiche di Gundlach a questo prodotto non sono le uniche. Diversi analisti hanno sollevato questioni simili e probabilmente se ne continuerà a discutere anche nelle prossime settimane. Giova ricordare che conteggi bizzarri sulla vita utile dei chip sono al centro della teoria ribassista sul mondo AI di Michael Burry.

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