Montagne che partoriscono topolini. Ci eravamo abituati a questo, in relazione ai tanti incontri, interventi, summit, riunioni a tema crypto alla Casa Bianca o comunque ai massimi vertici del governo americano. L’incontro del 19 agosto però sembrerebbe essere stato diverso. Non solo si è parlato della possibilità concreta di portare Hyperliquid a operare negli USA in modo “compliant”, ma anche di acquisti di Bitcoin da parte del governo degli Stati Uniti. Una questione, l’ultima citata, della quale non si parlava da tanto tempo.
Donald Trump ha infatti confermato che il governo ha discusso della possibilità di acquistare considerevoli quantità di Bitcoin. Si torna dunque al piano della Riserva Bitcoin poi sparito dai radar per difficoltà legali? Troppo presto per dirlo, ma i mercati sembrerebbero aver apprezzato.
Vago, troppo vago?
In realtà Trump ha risposto a una domanda di quelle che vogliono poi ottenere una risposta da sbattere in prima pagina. Gli è stato chiesto se fosse possibile acquistare Bitcoin per quantità considerevoli e il presidente degli USA ha risposto, in realtà molto diplomaticamente:
Ne abbiamo discusso, sarebbe un bene per il dollaro. Se avete dei suggerimenti, ascolterei sicuramente.
Niente di nuovo dunque, in realtà, perché sapevamo già che tali discussioni c’erano state (anche perché erano state trasmesse in mondovisione o quasi). Dalla risposta di Trump ci sembra però di evincere una certa difficoltà nel portare a termine questo proposito.
Le difficoltà le conosciamo già: il governo USA non ha autonomia di spesa in questo senso e dovrebbe passare per l’ok da un Congresso relativamente ostile all’idea. È lo stesso Congresso che non è stato capace di approvare, entro la pausa estiva, quel Clarity Act che avrebbe finalmente portato chiarezza all’interno del mercato USA, in relazione alle criptovalute.
Bitcoin forte per il governo USA, ma per altri motivi
In realtà la forza relativa di Bitcoin in questa fase è forse più da imputarsi alla decisione del Tesoro USA di raddoppiare il programma di acquisti di bond, una decisione che per molti è la conferma della tesi del debasement trade portata avanti anche da BlackRock.
In un mondo ideale – principalmente quello dei social network – una maggiore difficoltà per i principali debiti pubblici non potrebbe che riflettersi in modo positivo su Bitcoin.
Una tesi, quella del debasement trade, che è tutto fuorché dimostrata e che ha bisogno forse di qualche dato in più.
Intanto però Bitcoin e il resto del mondo crypto reagiscono in modo positivo, forse più per il fiume di liquidazioni che hanno innescato i recenti rialzi che per un’effettiva credibilità della tesi del debasement trade.
Perché se è vero che il Tesoro può aver dato una mano, è altrettanto vero che nessuno sano di mente riterrebbe asset come $HYPE (il migliore della giornata), un caposaldo contro la svalutazione del denaro.
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