Tutti si stanno chiedendo se il rally di Bitcoin è destinato a proseguire con nuovi rialzi o se si tratta solo di uno sfogo speculativo che verrà presto assorbito al ribasso. Non è facile dare una risposta, in quanto i catalizzatori che hanno portato al pump sono anche di natura esogena al mercato crypto, ma possiamo comunque farci un’idea di quanto sia solido il movimento e quali siano i livelli di prezzo più importanti da difendere e da raggiungere per tornare in bull market.
Per analizzare al meglio la situazione, ci serve guardare a questi quattro aspetti:
- Quali mercati stanno contribuendo maggiormente al rally di Bitcoin, se spot o futures.
- Cosa stanno facendo gli holder in questo momento, se stanno vendendo (in perdita o profitto) o se stanno accumulando.
- Come sono cambiati i principali dati sulle opzioni, ovvero IV e skew.
- Quali sono i livelli chiave che possono determinare un cambiamento netto nella struttura di mercato.
Chi sta alimentando il rally di Bitcoin?
Al momento, sembra che la spinta rialzista che abbiamo osservato tra ieri e oggi provenga principalmente dalle borse futures. Questo lo possiamo facilmente intuire dai quasi 3 miliardi di liquidazioni che hanno interessato Bitcoin, Ethereum, e il resto dei crypto asset nelle ultime 24 ore.
Da una lettura più approfondita, possiamo notare come i volumi futures siano cresciuti più intensamente rispetto a quelli spot, e anche come il CVD sui mercati derivati abbia registrato una forte spinta positiva. Ma c’è anche un altro dato interessante da guardare.
Secondo la metrica “Bitcoin: Spot and Perpetual Futures Demand Growth”, il rally attuale sembra dominato da una contrazione della domanda spot e da una ripresa degli scambi futures. Le condizioni sono totalmente diverse rispetto all’inversione del precedente bear market che abbiamo osservato a gennaio 2023, quando c’era stata anche un’estensione del mercato spot, oltre a quello futures.
Inoltre, il mercato arrivava da una fase di profonda flessione in entrambe le piazze di trading, fattore che in genere – almeno secondo lo storico dei dati on-chain – necessita di tempo prima di un cambiamento strutturale.

Aggiungiamo anche che il Coinbase Premium Index è rimasto ancora in territorio negativo, nonostante un incremento dei prezzi di Bitcoin del +11,5% nelle ultime 24 ore, evidenziando la persistenza di una bassa domanda (spot) istituzionale oltreoceano.
Gli holder di Bitcoin stanno vendendo o accumulando? E in che condizioni?
Va riconosciuto come nella giornata di ieri il rapporto tra profitti e perdite realizzate su Bitcoin abbia rotto il punto di breakeven e sia tornato in zona positiva. Questo significa che, nel complesso, si sono verificate più vendite in gain che in loss, e questo è un elemento fondamentale per valutare la bontà del rally.
Tuttavia, è ancora presto per dire che sia cambiato il regime di profittabilità degli holder: su una media a 30 giorni il rapporto resta ancora negativo e sembra esserci anche una bassa convinzione da parte degli investitori sulla tenuta del rally.

In tanti hanno approfittato del rimbalzo per chiudere posizioni in parità (soprattutto gli STH), mentre gli operatori meno recenti sono rimasti ancora underwater. Secondo i dati Glassnode, gli LTH hanno movimentato in perdita oltre 221.000 $BTC nella sessione di ieri (media a 30 giorni), il dato peggiore da dicembre 2024.
Inoltre, in termini di perdite non realizzate, il dato resta relativamente elevato, con il 35% della supply ancora in perdita. Ad ogni modo, c’è stato un miglioramento evidente rispetto alle condizioni di estremo stress registrate negli ultimi mesi, e questo rally ha sicuramente contribuito a distendere il sentiment del mercato.
Che succede sul fronte delle opzioni?
Per quanto concerne il mondo delle opzioni, i dati sembrano incoraggianti. La volatilità implicita sta aumentando su tutte le scadenze dopo un periodo prolungato di mare piatto in termini di aspettative degli operatori professionisti. Qualche giorno fa vi avevamo spiegato come condizioni di bassa IV storicamente si siano spesso risolte con un’accelerazione dei prezzi, e così è stato anche stavolta.
La buona notizia è che per la prima volta dopo diversi mesi, il DVOL index di Deribit ha registrato un incremento nella IV media a 30 giorni mentre Bitcoin registrava un rialzo. Infatti, per molto tempo gli aumenti della volatilità implicita erano stati prevalentemente associati a fasi di debolezza del prezzo, con i trader che prezzavano gli scenari futuri con maggiore incertezza.

Nel frattempo, anche lo skew delta 25 si è raffreddato su tutte le scadenze, segno che si sta riducendo il premio relativo delle opzioni put rispetto a quelle call, e che si sta attenuando la domanda di protezione dal ribasso. Erano mesi che i trader non sembravano così poco preoccupati.
Inoltre, c’è da sottolineare come lo spread tra IV e volatilità realizzata (orizzonte a 1 settimana) sia diventato negativo, ovvero le opzioni prezzano movimenti maggiori rispetto a quanto effettivamente concretizzato dai movimenti del mercato. Questo è un fattore positivo poiché indica un ritorno dell’interesse dei trader verso scenari bullish in futuro.
Un altro dato positivo riguarda il fatto che per la scadenza di domani, venerdì 21 agosto, che presenta un valore nozionale di 1,6 miliardi di dollari, circa il 90% delle call si trova ITM, ossia sta guadagnando alle quotazioni attuali.
I livelli chiave da osservare
Innanzitutto, Bitcoin ha superato con forza la media di costo degli short-term holder, posizionata intorno ai $68.500. Questo livello deve essere ora difeso per evitare che gli utenti più attivi nel breve periodo tornino a capitolare in perdita, e nonostante molte prese di profitto di questa coorte di investitori, sembra che il prezzo – almeno per il momento – stia tenendo.
C’è però da superare ancora l’ostacolo principale, ossia il livello del True Market Mean, un indicatore che funge da media di carico aggregata di tutti gli operatori del network. Questa media si trova a $75.800, ed è ancora relativamente distante dai prezzi attuali. Poco sotto questo livello si trova anche una zona molto densa di liquidazioni short che potrebbe contribuire a gettare benzina sul rally.
Detto ciò, per un pieno recupero e un ritorno in bull market, sarà necessario rompere al rialzo gli $83.000, zona che, se conquistata, cambierebbe totalmente la struttura del grafico di Bitcoin. Intanto, il passo principale, prima di guardare a target più o meno lontani, è difendere la mega candela verde che si è formata sul grafico settimanale, ed evitare che il movimento venga assorbito.
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