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Bitcoin sfonda gli 80.000$. Trader asiatici si rifugiano nelle crypto. Meno bene l’oro, ma il super trade continua

Bitcoin supera quota 80.000$ durante la sessione asiatica. Spinta dagli ETF coinvolge anche il Lontano Oriente.
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Bitcoin ha superato gli 80.000$ durante la sessione asiatica, nonostante almeno sul fronte azionario le notizie che arrivano dal Lontano Oriente non siano delle migliori. In verde, ma fiacco, Nikkei, male Shenzhen, Seul, Hong Kong e Shanghai. Bitcoin però – che in tanti stanno cercando di proporre come una sorta di assicurazione contro il caos monetario e politico, non sembra curarsene – e all’apertura delle più rilevanti borse di quella parte di mondo salta uno scalino che aveva avuto difficoltà a superare durante la giornata di ieri.

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La situazione rimane comunque volatile: Bitcoin e il resto del comparto crypto hanno infatti sofferto, successivamente al boom, l’incertezza che arriva da un mondo azionario in cerca di autore e che attende, tra le altre cose, le trimestrali di Nvidia, che arriveranno domani, mercoledì 26 agosto.

Ancora spunti di Bitcoin: torna un vecchio parallelo

Le spiegazioni del ritrovato vigore di Bitcoin sono ricorrenti tra gli analisti più seguiti del comparto. La crisi dei bond USA, che ha spinto il Tesoro a intervenire a più riprese e a lanciare messaggi minacciosi ai mercati, ha trasformato di nuovo $BTC in un asset che è assicurazione contro la cattiva gestione della cosa pubblica, in particolare nelle economie sviluppate e negli USA.

Non può essere però questa la spiegazione di una corsa che ha riguardato, nella giornata di ieri, principalmente la sessione asiatica. Può esserci il ritorno di un vecchio parallelo da bull run che aveva animato già il periodo tra inizio 2025 e ottobre dello stesso anno. Ovvero una tendenza dei trader asiatici a uniformarsi al risultato degli inflow degli ETF USA su BTC e sulle criptovalute in generale.

USA ETF ANALISI
L’andamento daily degli ETF su Bitcoin negli USA

Su questo fronte i risultati sono ancora una volta positivi: nella giornata di ieri, lunedì 24 agosto, gli ETF su BTC hanno incamerato altri 337,56 milioni di dollari, secondo i dati che sono stati diffusi da SoSoValue, e quelli su Ethereum invece hanno incamerato 115,57 milioni di dollari. Il rapporto pressoché costante di questi ultimi giorni di 3:1 tra BTC e ETH lascia pensare che i posizionamenti long di questi ultimi giorni siano riconducibili a investitori più strutturati, che stanno articolando delle posizioni di medio e lungo periodo.

Scarso l’appoggio delle liquidazioni

È stato comunque contenuto l’apporto delle liquidazioni. Nessuno short squeeze, con modeste liquidazioni per 268 milioni di dollari che hanno principalmente colpito chi era short. Siamo comunque, per quantità, molto lontani da quanto accaduto la scorsa settimana, in occasione della prima importante corsa di $BTC di questo ciclo.

Rimaniamo comunque su livelli di liquidazioni che non si vedevano da fine luglio, con una concentrazione che è partita appunto durante la scorsa settimana, a segnalare ancora una volta un cambio di paradigma per quanto riguarda la volatilità, i volumi e l’interesse degli investitori per questo mercato.

L’oro in leggera ritirata

La legge del debasement trade – la strategia più discussa in questa fase di mercato – sembra volere Bitcoin e oro alternarsi in questa corsa verso gli hard asset, ovvero quegli asset che non possono essere in alcun modo creati dal nulla e che rappresentano la più solida base monetaria.

Durante la sessione asiatica i futures sull’oro hanno sofferto in modo importante e dopo aver toccato un massimo di 4.750$ l’oncia, hanno avviato una leggera ritirata, perdendo quanto guadagnato nelle ore precedenti.

Non dovrebbe comunque essere un problema: l’atteggiamento sull’oro dei mercati è piuttosto rialzista, come testimoniano le previsioni aggiornate di Citi, che sono in realtà soltanto le ultime in ordine di comparsa sulla scena pubblica in questo senso.

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