Negli ultimi giorni si è consumato l’ennesimo controverso episodio legato a Donald Trump e al suo rapporto con il mondo crypto. Il 29 agosto, il profilo X di Real Trump Coins – brand legato al Presidente USA e da lui promosso pubblicamente in passato – ha invitato i propri stakeholder ad acquistare $GOLD, un nuovo token presentato come il “Trump Digital Gold”, che, con il senno di poi, si è rivelato un vero e proprio scam.
Dalle elezioni di novembre 2024, la famiglia Trump è stata spesso al centro di questioni “border line” con il settore crypto. Nella dichiarazione finanziaria relativa al 2025, il tycoon aveva riportato entrate per 1,2 miliardi di dollari, per lo più derivanti dalle attività di World Liberty Financial. Incassi milionari sono arrivati anche grazie alle vendite di $TRUMP, token che oggi perde l’8,3%, forse anche in parte per colpa del nuovo caso che ha coinvolto il marchio vicino al Presidente americano.
Questa volta però, sembra che Trump e il suo team non siano effettivamente responsabili di quanto accaduto, almeno secondo quanto affermato dal profilo di Real Trump Coins, che cita il coinvolgimento di alcuni “bad actors”. Cerchiamo di ricostruire meglio quanto accaduto.
La vicenda di Real Trump Coins e della promozione di $GOLD
Tutto ha inizio il 29 agosto, quando l’account X di Real Trump Coins, una società di merchandising che vende al pubblico monete da collezione in oro e argento, ha pubblicato questo tweet in cui presentava il token $GOLD.
La moneta in questione è stata descritta come una nuova forma di “oro digitale” distribuita sulla blockchain di Solana. Nello stesso messaggio c’era il link di un sito (non quello ufficiale del brand) dove poter acquistare il token, con tanto di contract address alla fine del tweet.

Il tweet è stato poi cancellato, ma in tanti hanno avuto modo di leggerlo e di considerarlo un messaggio legittimo, alla luce del supporto pubblico dimostrato da Donald Trump nei confronti del progetto Real Trump Coins.
Purtroppo il token $GOLD ha avuto vita breve, e non ha lasciato agli utenti neanche il tempo di capire ciò che stava accadendo. In pochi minuti la moneta è cresciuta fino a 60 milioni di capitalizzazione, per poi perdere il -98,4% in una singola candela rossa che ha sancito definitivamente il rug pull. Da lì in poi i prezzi sono scesi di un ulteriore -77% fino alle quotazioni attuali.

Il team di Real Trump Coins nega il coinvolgimento con $GOLD
A distanza di poche ore dall’incidente il profilo di Real Trump Coins ha pubblicato un post mortem in cui viene spiegato che la società non ha autorizzato il lancio, la promozione o qualsiasi altra attività legata ai token digitali. Il team attribuisce la responsabilità ad attori di terze parti che avrebbero utilizzato illegalmente i canali del brand per promuovere lo scam.
Lo stesso team continua affermando di essere in collaborazione con le autorità per fare chiarezza sulla vicenda e condannare i “cattivi attori” legati alla truffa.
In totale, secondo quanto ricostruito dagli analisti on-chain, i creatori di $GOLD avrebbero guadagnato circa 1 milione di dollari dall’operazione, acquistando grandi quantità di token prima della promozione pubblica, per poi scaricare l’intera posizione dopo il rialzo innescato dall’ingresso di molti investitori retail.
Il token $TRUMP, che risulta estraneo alla vicenda, ha perso parecchio terreno sui grafici proprio in concomitanza con il lancio di $GOLD. La moneta è passata dai 3$ registrati il 29 agosto fino agli attuali 2,3$, con molti investitori che verosimilmente non hanno apprezzato la presunta promozione di un nuovo progetto legato al Presidente Trump.
Truffe dagli account X dei personaggi famosi
Non è la prima volta che il profilo X di una persona famosa o di una nota società viene sfruttato per sponsorizzare una crypto scam. Appena un mese fa l’account del CEO di Robinhood è stato violato per nominare il ticker di una memecoin che riportava il suo stesso nome, e che avrebbe fruttato un profitto a sei zeri per l’autore del crimine.
In passato molte altre celebrità hanno lanciato, in maniera più o meno volontaria, un asset crypto dal proprio profilo X, invitando i propri follower ad acquistare il token per trarre vantaggi esclusivi. Spesso le stesse si sono poi giustificate indicando di essere stati hackerati e di non aver autorizzato la promozione, lasciando poi agli investitori il brutto conto da pagare.
In altre occasioni, come quella del lancio della crypto di Kanye West lo scorso anno, il debutto è stato accompagnato da una campagna marketing e dal supporto dell’artista tramite vari contenuti (anche un video in cui diceva di acquistare il token). Oggi tuttavia, quel token registra un -88% sui grafici.
In ogni caso, quando a lanciare un token è una persona completamente estranea al settore crypto, forse dovremmo farci due domande sulla legittimità di quel progetto, ricordando magari i molteplici rug pull che ci hanno accompagnato in questi ultimi anni.
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