La stagione dei form 13F, che raccontano quasi tutto degli investimenti dei big, è terminata. Ed è ora di fare qualche conteggio. Di bizzarri ce ne sono diversi, ma pochi battono quello che stiamo per condividere con voi. L’italiana Intesa Sanpaolo è infatti la quarta entità per investimenti negli ETF su Ripple XRP, superata soltanto da Goldman Sachs, Jane Street e Millennium Management. Delle detenzioni crypto del gruppo bancario italiano avevamo già parlato in passato. Vedere però la classifica completa – condivisa da Bloomberg – fa sempre un certo effetto.
In totale il gruppo ha 14 milioni di dollari investiti, al 30 giugno, sugli ETF su Ripple quotati negli Stati Uniti. Contattata al tempo da Criptovaluta.it®, la banca affermò che si trattava di operazioni di prop trading. A quanto ci risulti non dovrebbe trattarsi di operazioni di market making e dunque potrebbe trattarsi di esposizione direzionale long, o anche di posizioni a copertura di altri strumenti.
Poche sopra Intesa
La prima è Goldman Sachs, che però opera come AP e market maker per diversi dei fondi quotati negli States. Lo stesso è valido per Jane Street, che è molto attiva nel trading ad alta frequenza e, appunto, nel market making per questi prodotti.

La posizione di Intesa Sanpaolo è consistente e vale quasi il doppio della quinta in classifica, Marex UK. Per il resto si tratta di posizioni di fondi hedge, principalmente, la cui natura non può essere discussa qui in quanto mancano elementi sufficienti.
Buone performance per gli ETF su Ripple
Gli ETF su Ripple valgono nel complesso circa 1,8 miliardi di inflow cumulativi, che sono inoltre arrivati durante una stagione negativa di prezzo per il mondo crypto e che ha colpito in particolare, tra le top, proprio Ripple.
Il segnale di interesse istituzionale c’è. La posizione di Intesa Sanpaolo (che nel Q2 ha ridotto significativamente le posizioni su Bitcoin) è indicativa di questo atteggiamento di diversi player sofisticati del comparto.
Operatori sofisticati che però non giustificano la grande attrattiva per questi titoli, con inflow che continuano a essere importanti, in particolare in relazione all’intera capitalizzazione di mercato di Ripple XRP.
Le posizioni di Intesa sono detenute tramite l’ETF su XRP di Grayscale, l’ultimo per asset in gestione (82 milioni di dollari al controvalore di oggi). Negli USA ci sono poi ETF gestiti, su XRP, da Bitwise, Franklin Templeton, Canary e 21Shares. Intesa dovrebbe essere il più significativo dei detentori dell’ETF specifico di Grayscale.
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