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Bitcoin: secondo Michael Saylor i consumi sono OK!

Ancora Bitcoin, ancora Michael Saylor, ancora energia e consumi. Il tema caldo, dopo la nascita del Council che cercherà di rendere più green il comparto, continua ad essere quello dei consumi della validazione PoW implementata da Bitcoin.

Michael Saylor di MicroStrategy, compagnia che continua ad essere al vertice mondiale dei detentori di Bitcoin quotati, torna sul tema con un tweet che farà parlare e che difende, ancora una volta, il più popolare token sul mercato. Primi risultati della campagna del Council per un BTC più ecosostenibile? Forse sì, anche se ci sarà ancora molto che arriverà dal nuovo accordo tra i principali miner d’America.

Saylor su BTC: consuma poco - di Criptovaluta.it
Saylor non le manda a dire: consumi sotto lo 0,25% dell’energia altrimenti sprecata

Un movimento che potrebbe riportare Bitcoin su un trend bullish anche per il mondo istituzionale. Potremo puntare sul futuro green di BTC anche su eToro (qui per un conto di prova gratis per sempre) – piattaforma cripto che anche su BTC offre CopyTrading (per copiare chi investe con profitto o spiarne le mosse) – e CopyPortfolios che includono anche un paniere dedicato al coin e alle aziende che vi investono.

Michael Saylor: “Bitcoin consuma lo 0,25% dell’energia elettrica che viene sprecata nel mondo”

Tutto è partito con un Tweet di Michael Saylor – che riapre uno dei temi caldi del momento su Bitcoin, ovvero il suo consumo energetico. Con un messaggio forte su libertà e prosperità che ha già dato il via ad un turbine di polemiche sul social network.

Bitcoin ricicla lo 0,25% dell’energia che viene sprecata a livello mondiale per creare prosperità e libertà.

Un tweet che, come sempre nella tradizione di Michael Saylor, non le manda a dire, citando in una slide i dati concreti dell’utilizzo energetico di Bitcoin. Meno dello 0,1% su base mondiale e circa lo 0,25% di quanto viene invece disperso dalla rete.

Sarà la seconda parte del tweet, con ogni probabilità, a creare qualche tipo di polemica. Perché Saylor parla di libertà e prosperità, cosa che almeno secondo i detrattori di BTC potrebbe essere garantita anche da altri sistemi più decentralizzati. Noi di Criptovaluta.it, non è un mistero, la pensiamo come Saylor – e andiamo anche a spiegare il perché.

Perché Bitcoin vuol dire libertà

Perché è la rappresentazione algoritmica del Rule of Law, che rimane il fattore X per definire una società giusta e libera oppure no. La legge deve essere uguale per tutti, senza che qualcuno abbia delle corsie preferenziali e senza che il comportamento di un potente possa essere coperto, anche in termini di costi, dalla collettività.

Bitcoin ha un algoritmo che gestisce le transazioni e la validazione – con un ledger che è sicuro e immutabile proprio in virtù del suo consumo energetico. Una libertà non da poco: dalle Banche Centrali, che possono manipolare la base monetaria come meglio credono (e spesso su spinta politica), dai governi e da chiunque da questa manipolazione possa guadagnarne.

Perché Bitcoin vuol dire prosperità

Perché nessuno può tassarci indirettamente tramite inflazione e perché nessuno, con un click o un colpo di penna, può decidere che domani ci saranno in circolazione il doppio dei Bitcoin. Un sistema che non può essere garantito ad oggi – e con questo grado di decentralizzazione – da sistemi che consumano meno energia.

BITCOIN BCE - di Criptovaluta.it
Il balance sheet di BCE – Banca Centrale Europea

Questo è il pensiero di Saylor – che condividiamo perché tecnicamente corretto – che potrebbe avviare una discussione anche con i nostri lettori che sostengono i sistemi PoS. Cosa che siamo, come sempre accade su Criptovaluta.it, aperti a fare. La sezione commenti, d’altronde, esiste proprio per questo.

Un bluff che però andrà combattuto ad armi pari

Siamo tra i più strenui difensori di Bitcoin, anche sotto il profilo energetico. Il nostro speciale sull’effettivo inquinamento dovuto a BTC dimostra la nostra posizione, corroborata dai fatti. Il FUD di tipo ecologico – mentre in realtà una parte rilevante dell’energia utilizzata per il mining è rinnovabile – continuerà incessante nella sua opera.

Motivo per il quale riteniamo che la presa di posizione di Saylor – nella creazione del Council – sia al netto degli errori organizzativi una buona cosa accaduta nell’ecosistema Bitcoin. Pur condividendo una parte delle critiche che la community ha mosso verso un incontro che è avvenuto a porte chiuse.

La battaglia è appena iniziata – e Bitcoin ha tutte le armi per spuntarla

La battaglia per l’ecologia di Bitcoin è appena iniziata – e i pezzi grossi dell’universo cripto hanno appena iniziato a controbattere all’ondata di FUD che purtroppo continua a colpire Bitcoin. Ci sarà tanta strada da fare – ma è comunque un inizio. Si può ripartire da Saylor? Non crediamo che Bitcoin abbia bisogno di eroi – ma comunque dell’aiuto di chiunque abbia mezzi per farlo. Che ognuno faccia la sua parte a difesa di questa incredibile invenzione. A prescindere dal suo background e dal suo conto in banca.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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