Salta al contenuto principale
Economia

Il ritorno di Mario Draghi: ultimo tentativo europeo per AI, produttività, mercato unico dei capitali e ripresa economica

Mario Draghi è l'ultima risposta europea allo strapotere USA in tutti i settori che contano. A Baden-Baden un primo tentativo con Rhine Group.

16:00 • Pubblicato 26/09/2026

Gianluca Grossi Avatar

Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

Fact Checked
Perché fidarti di Criptovaluta.it®

Per poter salvare questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

Per poter mettere mi piace a questo contenuto devi essere loggato.

Se non hai ancora un account, registrati da qui

Gli USA hanno Elon Musk, l’Europa dovrà cercare di recuperare con Mario Draghi. In settimana si è chiuso il primo meeting del think tank dedicato al recupero della competitività europea, che non può che passare – secondo le ultime esternazioni dell’ex premier italiano e governatore di BCE – anche dagli investimenti nella filiera dell’intelligenza artificiale.

Offerta

Dato che si è chiuso da poco il primo meeting di tre giorni – è forse il caso di fare il punto della situazione, anche perché l’ultimo intervento nello spazio pubblico di Mario Draghi è considerato da molti, anche nel settore privato, come ultimo tentativo di invertire una rotta assai preoccupante dell’Europa e dell’area euro, almeno in termini economici.

Chi ha partecipato?

Non c’è soltanto Mario Draghi. L’altro promotore dell’iniziativa – che sarà permanente – è infatti Patrick Collison, co-fondatore e CEO del gigante dei pagamenti Stripe. L’iniziativa nasce in modo esplicito dal rapporto sulla competitività europea che fu realizzato dallo stesso Draghi e vede la partecipazione anche, al massimo livello dirigenziale, di Luis Garicano – professore alla LSE e anche ex eurodeputato. L’idea sarebbe dunque quella di unire competenze del settore privato a quelle politiche e di maggiore impatto in Europa.

I lavori si sono svolti su paper preparatori e hanno applicato la cosiddetta Chatham House Rule: le opinioni non vengono attribuite ai singoli, con l’obiettivo di realizzare documenti e iniziative collegiali sotto il nome del think tank Rhine Group.

  • Tecnologia e AI

È forse il comparto di maggiore attenzione per il think tank. L’idea sarebbe quella di invertire un trend che vede l’innovazione europea finire poi commercializzata o finanziata fuori dai confini europei, dove si intende principalmente negli Stati Uniti.

  • Capitale e scale-up

Funzionale al primo punto è un grande ripensamento riguardo il mercato dei capitali in Europa. Troppo frammentato oggi per garantire l’ingente liquidità di cui possono avere bisogno settori che sono nella prima fase di sviluppo. L’idea, che in realtà circola da tempo sia nei ministeri delle finanze sia a livello più specificatamente europeo, è quella di creare una maggiore integrazione finanziaria tra i mercati nazionali. Il risparmio, inoltre, andrebbe mobilizzato verso infrastruttura, innovazione e industria. Qui c’è un recente studio di BCE che indica come gli europei investano molto meno nel settore azionario rispetto agli americani, questione che ritenuta parte del problema più ampio di scarsa liquidità per le aziende sui mercati.

  • Deregulation

Anche se forse sarebbe eccessivamente riduttivo includere le iniziative del Rhine Group in questo senso. L’Europa ha un problema di regole, sia quantitativo che qualitativo. Si dovrà cercare di operare anche in tal senso, sempre però con l’obiettivo di una maggiore integrazione.

Il meeting segreto?

La questione della semi-segretezza del meeting e delle attività del think tank scatenerà di nuovo quel vecchio filone complottista che parte dal Britannia e che considera l’attività dell’ex premier italiano come meritevole di ulteriori approfondimenti.

In tanti si lamentano che il documento prodotto dallo stesso Draghi nel 2024, nonostante sia rimasto sulle prime pagine dei giornali per settimane, abbia partorito un topolino dalla montagna di copertura mediatica. I più cinici diranno che starà all’Europa e agli europei decidere, alle urne, in quale direzione andare. Se verso quella di Washington, se verso quella di Pechino o ancora se verso una sorta di terza posizione.

Ritardo europeo importante

Un recente studio pubblicato da Synergy sulla capacità dei data center di grandi dimensioni fotografa in dettaglio la situazione in Europa. La classifica delle prime 20 aree a livello mondiale vede solo la presenza di Dublino, con gli USA che occupano 15 delle prime 20 posizioni e la Cina e Singapore che occupano le restanti 4.

I dati raccolti da Synergy Research Group

Un ritardo accumulato per diverse ragioni e che sarà difficile da colmare sul breve e medio periodo. Rhine Group non si occuperà certamente solo di data center, ma sarà questo uno dei temi più facilmente misurabili.

author image

Caporedattore e Content Strategy

5 certificazioni verificateVedi le credenziali

Expertise

  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

Commenta

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
telegram Unisciti a Telegram VIP x social Criptovaluta è anche su X