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Ron Paul su Bitcoin: “Merita di competere con il dollaro!”

Non tutti i politici temono Bitcoin. Alcuni, in particolare sul fronte libertario, vedono nella criptovaluta una grandissima occasione per superare banche centrali e valute FIAT. È il caso del noto Ron Paul – personaggio di spicco tra gli anti-statalisti e libertari americani, che spesso e volentieri torna proprio a parlare di Bitcoin, tanto in TV quanto sulla carta stampata.

Già membro del Congresso (e candidato presidenziale), Ron Paul ha sempre visto in Bitcoin il cuore della concorrenza e del libero mercato – intesa come libera interazione tra soggetti non intermediata dallo stato. E poche ore fa è tornato a parlarne con toni particolarmente entusiastici. “Fatelo competere contro il Dollaro“, ha tuonato, all’interno di una lunga battaglia dello stesso Paul contro la Federal Reserve.

Ancora Ron Paul a difendere Bitcoin dalle lunghe mani statali

Qualcosa di inaspettato? Assolutamente no – anche se quanto affermato da Paul non può che riportarci al nostro approfondimento di ieri su Bitcoin, AMC e mercati – con la principale criptovaluta del mondo che può, almeno a nostro avviso, davvero giocare un ruolo fondamentale all’interno del mercato.

Bitcoin? Deve competere con il dollaro secondo Ron Paul

Che Ron Paul non fosse il più grande sostenitore del Dollaro USA non dovrebbe essere un mistero per nessuno. Da sempre rappresentante dell’ala più anti-statalista dell’arco politico americano, Paul non ha mai fatto mistero della sua impostazione fortemente austriaca in economia – e dunque indirettamente anche contro il controllo della moneta da parte delle banche centrali.

Nonostante sia un politico ormai di lunghissimo corso – e piuttosto avanti con l’età – Ron Paul è sempre stato tra i più accesi sostenitori di Bitcoin, da lui individuato come alternativa possibile ad un mondo dove il denaro è pienamente sotto il controllo statale. Una posizione ribadita sugli schermi di Kitco News, in un lunghissimo intervento che ha riguardato anche l’inflazione attesa a causa delle manovre fortemente espansive della FED.

Un lungo intervento, che consigliamo di seguire a tutti coloro i quali hanno un approccio anche di tipo politico a Bitcoin – e non solo dunque dall’angolo degli investimenti.

Oggi possiamo comprare e vendere oro, e saremo tassati. Se facciamo profitti in Bitcoin, saremo tassati comunque. Non si dovrebbe tassare il denaro. Se hai acquistato un dollaro 1 anno fa e ha perso il 10% del valore, non puoi registrarlo come perdita.

Questo all’interno di un discorso molto più complesso, dove Paul punta ad equiparare Bitcoin ad una valuta a tutti gli effetti. E dunque con tutte le caratteristiche del denaro. Una posizione, ripetiamo, non nuova – ma che è comunque interessante ascoltare.

Per la libertà di scelta

Il lunghissimo intervento di Ron Paul è stato interessante anche perché ha affrontato uno dei temi che troppo spesso non fanno parte del dibattito pubblico intorno a Bitcoin: la libertà di scelta.

Io sosterrò sempre la libertà di scelta. Devono essere le persone a decidere, non il governo. Saranno mercato e libertà di scelta a indicare il migliore tra Bitcoin e Dollaro USA.

Una posizione che – se paragonata al discorso pubblico in Italia ed Europa – appare sicuramente come massimalista ed estremista. Ma che dovrebbe essere fatta propria da tutti coloro i quali vedono in Bitcoin una forza anche anti-sistema e di libertà.

Bitcoin – a quanto pare – non è solo. Nonostante banche centrali e politici stiano facendo di tutto per continuare a diffondere FUD e per cercare di intrappolarlo in normative restrittive. Il cammino verso l’adozione sistematica è ancora lungo – ma i primi passi, permettetecelo, sembrano essere piuttosto incoraggianti.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

One comment

  1. spettacolare!!! Lunga vita alle crypto anarchiche!!!

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