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Bitcoin, Azioni AMC e Gamestop: i piccoli che battono i grandi…

EDITORIALE CRIPTOVALUTA.IT – Bitcoin, ma anche azioni GameStop e, proprio nelle ultimissime ore, le azioni AMC Entertainment. I piccoli provano a prendersi una rivincita contro i grandi e lo fanno con asset forse lontani dagli snob dei piani alti della finanza, ma che sono costati già miliardi a chi si riteneva padrone incontrastato del denaro e degli investimenti a livello mondiale

Tre storie che con un collegamento forte, almeno per chi sa leggere tra le righe e segno che il mondo è cambiato – o almeno sta provando a cambiare. Con le criptovalute e il retail investing che potrebbero mettere la parola fine su un mondo dominato da pochi sin dai suoi esordi. Milioni di investitori hanno costretto – e continuano a costringere – grandi fondi speculativi sulla difensiva e le criptovalute, che seguiamo ogni giorno sul nostro sito, stanno giocando un ruolo importante, anche se non l’unico.

AMC, GME e BItcoin - gli strumenti dei piccoli contro i grandi
I piccoli possono battere i grandi – e su BTC, AMC e GME lo stanno facendo

Qualcosa che, come vedremo, è stato reso possibile grazie all’arrivo di piccoli e piccolissimi investitori su criptovalute e stocks – con il secondo dei mercati che era stato pressoché precluso alla cosiddetta gente comune. Tutto questo grazie a piattaforme come eToro (qui per un conto dimostrativo gratuito per sempre), che offre 2.300+ asset a listino, comprese 23 criptovalute e tutti gli strumenti per giocarsela, finalmente, alla pari con i padroni del mondo finanziario (criptovalute e azioni a zero commissioni, comprese GME e AMC). Anche grazie alla qualità delle analisi e degli strumenti che mettono a disposizione, in modo semplice, sulle loro piattaforme.

GameStop, AMC, ma anche Bitcoin: dove si gioca la partita tra popolo e elite

La lotta tra le elite, finanziarie e non e popolo non è nata ieri e – purtroppo – non finirà oggi. Se il popolo parte sempre o quasi da una forte posizione di svantaggio, oggi ha più strumenti, sia in termini di asset, sia in termini di interazione con i mercati. Possibilità che avevano già messo in guardia grandissimi investitori come Warren Buffett, da sempre piuttosto restii a far entrare sul mercato i piccolissimi trader e investitori.

Tuttavia, come è noto, difficilmente si riesce a fermare il vento con le mani – e questo ha avuto delle ripercussioni enormi per fondi come Melvin Capital – che hanno pagato (e potrebbero continuare a pagare a carissimo prezzo) un falso senso di impunità e dominio sui mercati.

Short squeeze AMC - di Criptovaluta.it
Short Squeeze – potrebbe arrivare anche su Bitcoin – almeno secondo alcuni analisti
  • Il caso di GameStop

È stato il più emblematico e quello che ha lanciato un movimento partito da Reddit WallStreetBets sulle prime pagine di tutti i giornali. Il legame con Bitcoin e le altre criptovalute potrebbe sembrare debole, ma chi avrà pazienza di arrivare fino in fondo a questo nostro editoriale, riuscirà ad avere un quadro molto più preciso della situazione. Ma Andiamo con ordine.

GameStop è una nota catena di rivenditori di videogiochi e console, che già prima dello shock esogeno dovuto alla pandemia COVID 19 navigava in pessime acque. La distribuzione dei titoli avviene già in larga parte via internet. Un ottimo momento per andare short, ovvero per vendere allo scoperto, con la quantità di azioni in vendita che, grazie agli artifici della finanza, era di diverse volte superiore rispetto al numero di azioni effettivamente circolanti.

Si è partiti con i meme, che poi sono diventati terribilmente seri, tutto su Reddit, per poi percolare anche su altri social network. Un autentico esercito di micro-investitori è riuscito, a più riprese, a portare il valore di GameStop su livelli molto elevati, costringendo fondi come Melvin a liquidare le proprie posizioni e a incassare perdite oltre il 35% del loro capitale totale. Tutto questo ha anche contribuito a rilanciare il gruppo, che presto offrirà anche una sua piattaforma NFT.

  • Stessa cosa per azioni AMC Entertainment

Lezione che però non è servita ai fondi speculativi, che si sono fatti incastrare in una posizione simile su AMC – società che controlla i cinema in tutti gli Stati Uniti. Anche questo un business che ai fondi sembrava ideale per uno short di enormi dimensioni.

Dopo aver fallito l’assalto più volte – il disorganizzato popolo di internet è riuscito ad innescare, almeno parzialmente, lo short squeeze. Con altri danni incommensurabili a chi pensava di poter fare il bello e cattivo tempo sui mercati. Ovvero, ancora una volta, i fondi.

Un movimento che a qualcuno ricorda Robin Hood, ma che si prende molto meno sul serio e che ha dimostrato di avere le proverbiali Diamond Hands – ovvero di poter tenere posizioni anche quando le perdite sono consistenti. E che ancora una volta l’ha fatta ai padri padroni degli stock market internazionali.

Bitcoin? È un’altra lotta, anche se su tempi molto dilatati

In molti, arrivati a questo punto del nostro editoriale, si chiederanno il collegamento con Bitcoin – che pur oggi è nei portafogli di tantissimi investitori di grandi dimensioni. Il collegamento è presto fatto – ed è relativo anche alla grande correzione che BTC ha subito nelle scorse settimane.

  • Bitcoin è arrivato al suo massimo storico grazie ai piccoli investitori

A portare in alto il prezzo, sopra quota 60.000$, sono stati gli acquisti spot, ovvero gli acquisti di criptovaluta diretta e non le operazioni fatte tramite derivati. E questo è uno straordinario segnale di forza per un progetto che, seppur ormai entrato dalla porta principale delle banche, rimane orizzontale e dal basso. Gruppi come Tesla? Hanno dato una mano – ma il grosso dei BTC oggi è ancora nelle mani di investitori privati e non instituzionali.

  • Il treno, per i grandi fondi, passa sempre due volte

Se per noi comuni mortali certi treni passano una sola volta, i grandi fondi hanno il metaforico potere di chiamare il capo stazione e far tornare indietro la locomotiva. È quello che almeno in parte è successo con il crollo del settore criptovalute, alimentato a colpi di FUD per abbassarne il prezzo. E per entrare sul mercato spendendo una frazione del valore reale.

Una lotta che però è stata combattuta eroicamente dalla community di piccoli investitori in Bitcoin, con il prezzo del token che ha tenuto sopra i 30.000$ prima e si è proiettato di nuovo verso i 40.000$. Segno che anche in un mercato meno liquido di quello azionario, i piccoli possono dire la loro. E che lo scenario internazionale della finanza dovrà ora fare i conti anche con le formiche che hanno accumulato satoshi, così come anno fatto per le azioni GME o AMC.

Re dei volumi sul mercato: AMC e Bitcoin

In un mercato che oggi offre comunque accesso a migliaia di titoli, è incredibile vedere come i re degli scambi siano AMC e Bitcoin. Segno che il coordinamento tra i piccoli non ha bisogno di essere organizzato – e che sono in tanti sia ad essere attratti da possibilità di grandi guadagni, sia invece dalla lezione che si potrebbe impartire, una volta per tutte, ai grandi fondi.

Volumi di scambio Bitcoin AMC in testa - di Criptovaluta.it
AMC e Bitcoin dominano i mercati per volume

La cosa è evidente anche su intermediari come Capital.com (qui per un conto di prova gratuito e illimitato) – che pur offrendo 3.000+ titoli, molti dei quali proprio sul mercato azionario, fanno registrare i volumi maggiori sui due simboli della lotta del popolo, dei plebs, conto il grande potere finanziario.

I piccoli potranno vincere? E Bitcoin che ruolo giocherà?

Sì, potrebbero vincere, anche se i cosiddetti grandi hanno dalla loro una potenza di fuoco incredibile – e non soltanto in termini di denaro. Dopotutto abbiamo appena assistito, nella scorsa settimana, al fuoco di fila di banche centrali, di intermediari, di banche e di opinionisti di regime, tutti concentrati a screditare Bitcoin (ma anche le strategie di short squeeze collettive) – riavvicinando la narrativa proprio a quanto serve ai grandi fondi per re-impossessarsi del mercato.

Così come abbiamo assistito in passato ad intermediari e broker (mai tra quelli consigliati da Criptovaluta.it), che hanno impedito a tanti investitori di entrare sul mercato, proprio a tutela dei grandi fondi. Una lotta che sarà durissima, ma della quale Bitcoin sarà uno dei player principali. E con l’arrivo mainstream della Finanza Decentralizzata le banche avranno sempre meno potere per indirizzare i mercati a favore di loro amici e loro azionisti.

Con un segnale di fondo che getta il sereno sul futuro delle lotte di popolo: soltanto qualche giorno fa Marathon è dovuta tornare sui suoi passi, per quanto concerne l’approvazione del prossimo soft fork di Bitcoin, spinta proprio dai piccoli (ma influenti) investitori privati e appassionati di criptovalute. No, i grandi non possono fare più quello che vogliono – anche grazie a BTC e alla sua straordinaria community.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

4 commenti

  1. Stone Greenhouse

    articolo superlativo, uno dei migliori di sempre! mi sono emozionato 🙂

  2. Salve, so che magari non verra’ accettato il mio commento pero’ sono d’accordo con voi ma diro una parolaccia e forse non mi accetterete il commento, spero che quei figli di pu**** cre*** tutti, vadano in rovina con le loro famiglie, speriamo che i piccoli riescano a sconfiggere questa finanza drogata da questi dementi.

    • Ciao Massimo, abbiamo oscurato le parole off topic, tuttavia siamo un sito che non banna le opinioni, comunque rispettabili, degli utenti – compresa la tua.

      Torna a seguirci!

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