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Con Coinbase prestiti istantanei – e il collaterale è in Bitcoin!

L’exchange Coinbase continua nel suo percorso di trasformazione in hub finanziario classico con alla base però le criptovalute. Il popolare exchange, che si è recentemente quotato al NASDAQ, ha infatti allargato il suo progetto pilota di prestiti con collaterale in Bitcoin ad altre aree geografiche.

Da ieri questa modalità di prestito è disponibile in diversi stati USA – con la possibilità per gli utenti di usare Bitcoin come collaterale per ottenere il 40% del controvalore con un prestito in valuta fiat. Tutto questo senza che ci sia bisogno di verifiche sulla solidità e solvibilità del cliente e senza che ci siano i lunghissimi controlli che invece sono tipici delle banche.

Da Coinbase prestiti istantanei – bloccando i propri Bitcoin

Un grande passo avanti per Coinbase (qui per un conto gratuito), che offre oggi molto di più dell’accesso ad un pur folto listino di criptovalute in compravendita. Oltre ai prestiti (che speriamo arrivino anche in Europa a breve), questo intermediario offre anche la possibilità di ottenere criptovalute gratuitamente con il suo programma Earn, semplicemente imparando qualche dettaglio sui progetti e rispondendo a dei quiz.

Un player che allarga sempre di più il suo nucleo di servizi, con una costante: sono sempre le criptovalute ad essere al centro delle interazioni, anche nel caso di prestiti come quelli che vengono offerti, per ora solo negli USA, bloccando i propri Bitcoin.

Prestiti con collaterale Bitcoin: cosa sono e come funzionano?

Siamo davanti ad un prodotto di tipo finanziario classico, ovvero un prestito senza vincoli, che possiamo ottenere semplicemente bloccando i nostri Bitcoin, che saranno garanzia per quanto otterremo in prestito da Coinbase.

  • Interessi di poco meno dell’8%

Che rimangono relativamente bassi se dovessimo confrontarli con quanto viene offerto dalle banche per il credito di consumo. Certo, siamo lontani dai tassi che vediamo con i mutui, ma dobbiamo anche ricordare che non ci saranno credit check e che non ci saranno lungaggini di carattere burocratico.

  • Non c’è bisogno di vendere i propri token

E questo è uno dei vantaggi più importanti offerti da Coinbase con il proprio servizio. Immaginiamo di avere bisogno di liquidità immediata. Invece di vendere i nostri Bitcoin, potremo ricorrere a questo servizio. Ottenendo liquidità istantanea o via PayPal, oppure con un versamento sul nostro conto bancario.

  • Necessario ripagare ogni mese solo gli interessi

Anche per quanto riguardale modalità di restituzione c’è la massima libertà per l’utente finale. Perché si dovranno versare mese per mese soltanto gli interessi maturati, con un minimo di 10 dollari. Quando vorremo potremo chiudere il prestito restituendo la quantità di cash che abbiamo ottenuto in prima istanza.

  • Limiti, quantità di denaro e altri fattori

Per quanto riguarda il massimo che possiamo ottenere è di 100.000$, sempre andando però a usare come collaterale Bitcoin, in un rapporto del 40%. Quindi per ottenere 4.000$ di cash, dovremo bloccare 10.000$ di controvalore in Bitcoin. Per quanto riguarda le tempistiche, l’approvazione è, almeno per gli stati in cui questo servizio è già attivo, istantanea. E il prestito può essere esteso fino ad 1 anno.

Il servizio per ora è attivo solo negli USA. E per l’Europa…

Probabilmente ci sarà da aspettare parecchio, dato che il mercato del credito nell’UE è regolamentato in modo molto più stringente che negli USA. Una cattiva notizia per chi voleva utilizzare i propri BTC come collaterale per un prestito.

Tuttavia, dati i programmi già preannunciati di Coinbase per un’espansione radicale delle proprie operazioni anche in Europa, non è detto che non ci saranno sorprese per il futuro prossimo. Noi continueremo a seguire la situazione, nella speranza di poter utilizzare presto i nostri BTC per necessità che vanno oltre l’investimento. La rivoluzione del mondo cripto è appena iniziata – e questo tipo di iniziative fanno sperare davvero per il meglio.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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