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+Allarme Bitcoin+ Ancora FUD cinese | Ma è tutto falso!

È ban in Cina per Bitcoin, per l’ennesima volta. Il ciclo del FUD targato Repubblica Popolare, ormai a corto di idee, reitera per ancora la proibizione di qualunque tipo di attività di mining di criptovalute e Bitcoin, che pure stava vivendo una giornata moderatamente positiva, torna a perdere.

Una situazione che ha francamente dell’assurdo – ma che potrebbe essere al contrario un segnale molto positivo per Bitcoin – vittima di quello che ormai sembrerebbe essere un disegno ben articolato per distruggerne il valore, perché di annunci creati ad arte si tratta, come vedremo nel nostro speciale.

Una situazione che i mercati sconteranno nel giro di poche ore al massimo e che potrebbe aprire ad un forte rimbalzo e recupero – nonostante nel momento in cui scriviamo i mercati siano ancora in profondo rosso. Possiamo entrare sul mercato con la piattaforma eToro (qui per ottenere un conto dimostrativo gratuito e illimitato) – tra i migliori intermediari grazie ad un’interfaccia semplice, ma ricca di strumenti e minimi di investimento molto bassi (bastano soli 50$).

Possiamo inoltre utilizzare anche il CopyTrading – per copiare chi è più bravo di noi e sta ottenendo dei buoni risultati sul mercato – oppure optare per quanto viene offerto dai CopyPortfolios – che propone portafogli di cripto miste.

La Cina ci riprova: il mining bandito… per la terza volta in pochi mesi

Ci risiamo: la Cina torna alla carica e bandisce su tutto il territorio il mining di Bitcoin – cosa che i nostri lettori ricorderanno essere avvenuta già qualche tempo fa, con una parte estremamente rilevante dell’hashrate di Bitcoin che si è già trasferito da tempo altrove. O meglio, torna sull’argomento facendo circolare di nuovo una nota del 3 settembre, con un tempismo molto sospetto.

Una non-notizia, che riportiamo integralmente anche per avere un quadro per quanto possibile completo della follia che sta avvenendo in questo momento su mercati ancora con i nervi a fior di pelle dopo una settimana fatta di paura per tutta la finanza mondiale.

In una nota il pianificatore centrale cinese ha infatti indicato la proibizione del finanziamento di qualunque tipo di attività legata al mining di criptovalute. Cosa che in realtà era già in vigore (e ripetiamo, pubblicata già il 3 settembre nella medesima forma) – e che ha portato tutte le attività di un certo spessore in Cina a trasferirsi altrove, tra Kazakhstan e Stati Uniti.

La nota prevede anche la proibizione dell’accesso al mercato dell’elettricità – per un doppio divieto che cambierà esattamente zero per il funzionamento di Bitcoin – dato che, lo ricordiamo, di grandi miner in Cina non ne sono rimasti.

Classico FUD made in China: ma perché?

E su questa risposta si potrebbero innescare discussioni che durerebbero settimane. La spiegazione ufficiale è che la Repubblica Popolare starebbe attaccando Bitcoin in quanto particolarmente vorace di energia elettrica. Tutto questo in un piano di riduzione delle emissioni – che a Pechino vorrà dire anche un taglio deciso ai consumi. E si parte ovviamente da un comparto che, nonostante sia estremamente redditizio per gli imprenditori del paese, va contro l’ideologia di controllo totale e assoluto dell’economia e della società da parte del Partito.

Ci sono poi spiegazioni, ufficiose e alcune ai limiti dell’assurdo, che però sempre più persone stanno iniziando a prendere sul serio. La Cina sembra avere un conto aperto con Bitcoin – con il desiderio ossessivo di provarne a distruggere il valore. Un attacco agli USA – che sono l’economia che più si giova dell’ecosistema Bitcoin e che ha molte società quotate del comparto? O, come circolò un tempo su 4chan il desiderio di abbattere alcuni imprenditori che hanno in cassa una gran quantità di $BTC?

Difficile rispondere, se non sottolineando come tali comunicati – ormai ripetitivi e tutti uguali l’uno con l’altro, vengano diffusi con precisione e tempistiche chirurgiche – senza che aggiungano nulla di nuovo alla situazione ma sempre con il potere di mettere sotto pressione Bitcoin.

Cosa sta succedendo in realtà?

In realtà l’annuncio che sta facendo il giro del web è datato 3 settembre e ha ripreso a circolare, per scatenare incertezza sui mercati, in concomitanza con un’importante scadenza di opzioni. Tutto calcolato – e tutto in perfetto stile governo di Pechino, che deve essersela legata al dito contro Bitcoin e che torna alla carica dopo che un po’ tutti lo avevano dimenticato, almeno nel comparto delle criptovalute.

Lo stesso è inoltre avvenuto con una nota del 15 settembre della Banca Centrale Cinese – anche questa inspiegabilmente ripresa a girare negli ultimi minuti, ripresa, neanche a dirlo da Reuters, che aveva già fatto una pessima figura nella questione Litecoin e Walmart.

Qual è la buona notizia?

La buona notizia è che Bitcoin – oltre ad un brevissimo sell-off, sembra essere in grado di reggere. Ad ogni reiterazione delle mattane del governo cinese, gli effetti sono più contenuti. E il sell-off di pochi minuti fa, che comunque riporta BTC esattamente dov’era ieri, è da ascriversi alle operazioni di poco conto. Una situazione che, tra le altre cose, potrebbe cambiare rapidamente e che invitiamo a seguire con l’analisi tecnica offerta da Capital.com – intermediario tramite il quale potremo anche entrare sul mercato per sfruttare questa situazione.

Potrebbe essere per molti – e neanche questo ci stupirebbe – occasione per rinforzare le proprie posizioni, tutto questo mentre Bitcoin si avvicinerà, inesorabilmente, ai target price delle previsioni da noi chiaramente indicati, nero su bianco, al contrario – passatecelo – di quanto fa tanta concorrenza. Rumore intermedio, che non cambia di una virgola il quadro generale su Bitcoin – con la Cina che ci prova di nuovo con tutte le sue forze. Forze che, sarà il mercato a smentirci o meno, sembrano essere sempre meno vigorose.

Cosa aspettarsi per il weekend su Bitcoin?

Rimane la grande incognita del weekend – in un mercato generale (parliamo anche di quello azionario) dove la paura è ancora tanta e dove bastano notizie ininfluenti come questa ad innescare delle crisi di nervi.

A nostro avviso – e non abbiamo motivo per ritenere il contrario – si tratta di una fase di accumulazione come quella che abbiamo visto tra i 30.000$ e i 35.000$. Fase di accumulazione che potrebbe interrompersi in qualunque momento. La soglia dei 50.000$, che oggi appare così lontana, è in realtà molto più vicina di quello che si potrebbe credere.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

7 commenti

  1. hanno provato a controllare BTC, non ci sono riusciti… allora l’hanno bandito.
    mi pare sempre più una guerra BTC contro digital yuan (leggi: resto del mondo vs Cina), sono assolutamente d’accordo con la vostra analisi… sulle cripto si gioca in realtà una battaglia di geopolitica enorme.
    Ma sono dell’idea che questa volta i “compagni” abbiano fatto il passo più lungo della gamba!

    … e poi scoppia la bomba annunciata Evergrande. E’ uno smacco assurdo: stanno facendo la stessa fine dei sistemi capitalisti che dicevano di voler combattere. Gente (del loro popolo) che ha comprato case in costruzione e rischia di non vederle mai. Interverranno, oh se interverranno! Scorporeranno e salveranno il
    salvabile. Ma si giocheranno una grossa fetta della reputazione che si erano saputi costruire. Lungimiranti un c****, questa volta!

    E siamo a 2 grossi scivoloni in un solo anno….

  2. Grazie per questo articolo. Quando mi accorgo di uno strano crollo nel grafico delle criptovalute, la prima cosa che faccio è venire qui nella speranza di leggere qualcosa di utile e intelligente, e anche stavolta la speranza non è stata tradita. Buon lavoro!

    • Grazie mille di cuore Ernesto per il tuo bel commento. Non sono un ipocrita, quando leggiamo questi commenti, oltre che a riempirci di grande orgoglio, ci danno una carica pazzesca perchè ci fanno assolutamente capire che il nostro lavoro è apprezzato e stiamo facendo le cose nella direzione giusta. Grazie ancora da parte di Gianluca . 🙂

    • Grazie mille Ernesto, facciamo questo tipo di lavoro soprattutto per questo. E continueremo a farlo con tutta la dedizione possibile. Dispiace che tanti “colleghi” abbiano ripreso la velina senza spiegare cosa sta succedendo veramente.

      • Purtroppo molti “colleghi” o presunti tali, dicono cose facendo finta di non capire. Insomma mentono sapendo di mentire, e per quale motivo? Perchè “fa notizia”.

        Noi su criptovaluta.it abbiamo una politica diversa e ci fa piacere che utenti come Ernesto possano apprezzare.

  3. Ho letto questo articolo .Sono un pensionato che ha investito una piccola somma da una piattaforma su dei dasheuro .Ho acquistato una parte a 220 un altra parte a 171 dopo un crollo di una ventina giorni fa e ieri dopo ennesimo ribasso un ultima parte a 141.
    Cosa ne pensate da esperti di questo tipo di criptovalute ??
    Ciao a tutti

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