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Bitcoin legal tender a Tonga | Vuole imitare El Salvador

+ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT+ Bitcoin a corso legale in un altro paese oltre a El Salvador? Potrebbe diventare realtà nel giro di poche settimane. Lord Fusitu, parlamentare di Tonga e già molto conosciuto nell’ambiente che gira intorno a $BTC starebbe infatti preparando una legge che renderà $BTC valuta avente corso legale nel piccolo paese del Pacifico.

Se la legge dovesse passare, si tratterebbe del secondo paese al mondo ad adottare Bitcoin come legal tender – segno del fatto che il grande successo dell’iniziativa di El Salvador sta creando degli emuli, anche se per il momento soltanto tra i paesi emergenti.

Tonga - corso legale BTC - di Criptovaluta.it
Lo sforzo di Lord Fusitu’a per un Bitcoin a corso legale a Tonga

Se la cosa dovesse effettivamente andare in porto, si tratterebbe di una grande notizia per Bitcoin. Possiamo investire con la piattaforma FP Markets (vai qui per una demo gratuita e ricca di funzionalità) – intermediario molto apprezzato dai professionisti e che offre la suite MetaTrader per investire sulle principali criptovalute, in modo completamente automatico.

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Cosa potrebbe succedere a Tonga?

Lo stesso che è successo a El SalvadorBitcoin potrebbe diventare valuta avente effettivo corso legale, da affiancare a quella che oggi è la valuta ufficiale del paese, ovvero il Pa’anga. Si tratterebbe di un regime di doppia circolazione, senza che però siano chiari i sistemi che permetteranno lo scambio. Con ogni probabilità si potrebbe replicare la formula già vista a El Salvador, con un App governativa affiancata da bancomat diffusi in tutto il paese.

A preparare la proposta è Lord Fusitu’a, proprietario terriero e parlamentare del microstato del Pacifico, che è già molto conosciuto tra i massimalisti Bitcoin e che si spende ormai da tempo per la causa delle criptovalute, o meglio, per la causa di Bitcoin.

Quante probabilità ci sono che la norma venga approvata?

Siamo ancora, mutuando la terminologia che arriva dallo sviluppo software, in fase pre-alpha, ovvero in uno stato embrionale. Non è chiaro quanto appoggio potrà trovare Fusitu’a in questo suo sforzo.

Per il momento l’ostacolo più grande sarebbe quello della Banca Centrale, che perderebbe parte del suo potere di gestione dell’economia nazionale e che naturalmente opporrà tutte le sue resistenze. Certo è che il successo ottenuto da El Salvador sarà un argomento importante da portare al tavolo della discussione, in particolare in un paese dove le rimesse degli emigrati sono una parte consistente dell’economia.

Si creerebbe dunque un vantaggio importante, perché si andrebbero a tagliare le esose commissioni dei principali money exchange, cosa che si è per l’appunto già verificata a El Salvador. Un risparmio che si traduce in denaro che rimane nelle tasche, in primo luogo, delle fasce più bisognose della popolazione.

Un microstato, che però lancerebbe un messaggio molto importante

Non dobbiamo girarci intorno: Tonga non è una delle economie più rilevanti del mondo e l’adozione o meno di Bitcoin avrà un impatto quasi nullo sul volume di utilizzo di Bitcoin. Parliamo di un’isola nel Pacifico di poco più di 700 kmq e con circa 100.000 abitanti. Una piccola città italiana, in rapporto.

L’adozione di Bitcoin sarebbe però un importante simbolo per la comunità internazionale: non sarebbe più una mattana estemporanea di Nayib Bukele, presidente di El Salvador, a rendere BTC valuta avente corso legale in un paese. Ma un percorso che in molti stati potrebbero cominciare ad adottare, in particolare se di successo come già visto a El Salvador.

Qualcosa che potrebbe cambiare per sempre il sentiment intorno a Bitcoin, donandogli quella legittimità anche per il cosiddetto uomo della strada, che dovrebbe cominciare a considerarla nella stessa ottica nella quale si considerano le valute straniere.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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