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Bitcoin e local crypto per NY

New York City: tutto su Bitcoin | Pronta anche una local crypto?

Alla fine a New York City l’ha spuntata Eric Adams, che già in campagna elettorale si era detto pronto a trasformare la città in un hub dedicato a Bitcoin. Qualcosa che i giornali, anche se in netto ritardo, hanno ripreso ora in concomitanza con l’elezione.

La notizia importante però non è questa – dato che Bitcoin può farcela benissimo anche senza il sostegno politico di un sindaco – ma l’idea di dotare una delle città più importanti del mondo di una criptovaluta propria, come è già avvenuto a Miami con MiamiCoin.

New York come miami - Bitcoin e valuta cripto locale
New York segue le orme di Miami?

Non solo $BTC dunque, che ormai è diventato materia di discussione aperta nella politica americana – ma anche token locali per la città stessa, che come vedremo potranno essere usati anche per pagare le imposte locali.

New York Coin: cosa sarà e come funzionerà

Miami ha accumulato negli ultimi mesi un vantaggio importante sulle altre città americane – e possiamo dire sulle altre città del mondo – per quanto riguarda l’apertura al mondo di Bitcoin e delle criptovalute.

Si è dotata infatti di una propria criptovaluta – MiamiCoin – che può essere già utilizzata per servizi pubblici pilota e che in futuro potrebbe diventare cruciale per quanto riguarda la fruizione di determinati servizi. Il token può essere inoltre utilizzato anche per il pagamento delle imposte locali.

Secondo quanto riportato da Forbes, anche il neo-eletto sindaco di New York vorrebbe seguire questa strada, andando a creare – come riportato durante un’intervista per Bloomberg – una criptovaluta propria della città. Così diventerebbe la seconda città di una certa proporzione ad accettare criptovalute per il pagamento delle tasse locali.

Un tentativo di ristabilire la parità con Miami, che tuttavia sembra essere molto più avanti rispetto alla Grande Mela – anche grazie ad un sindaco, Suarez, che ha deciso di farsi pagare direttamente lo stipendio in $BTC e che tra le altre cose avrebbe proposto a diverse società di mining di spostarsi proprio a Miami, approfittando dei prezzi dell’elettricità estremamente bassi.

Lotta impari, con il partito di Adams che…

La lotta sembrerebbe essere almeno per il momento decisamente impari, dato che Eric Adams arriva comunque dal Partito Democratico di New York, che già più volte si è espresso con toni non esattamente edificanti verso il mondo delle criptovalute – paventando anche ban per le attività di mining.

Data la rilevanza della città, l’operazione per la creazione di una criptovaluta propria potrebbe avere maggiore successo, pur se non si dovesse proseguire con una maggiore apertura a Bitcoin in parallelo.

America, politici e Bitcoin: è mania

In realtà Eric Adams non è l’unico politico di spessore degli Stati Uniti che ha mostrato una certa apertura verso Bitcoin. Oltre all’ala libertaria del Partito Repubblicano abbiamo anche Ted Cruz – sempre in quota Rep – che soltanto qualche giorno ha avviato le discussioni per imporre ai negozianti di Washington DC di accettare Bitcoin – che così, de facto, diventerebbe valuta avente corso legale, seppure in un ambito decisamente ristretto.

Il percorso per l’accettazione di Bitcoin si fa sempre più interessante – e anche gli States, che ufficialmente sono ancora piuttosto incerti sul fenomeno (basti pensare alle mosse a velocità alternata di SEC) – sono ormai pronti a salire sul treno.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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