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Parlamento testo UE anti Bitcion

Norma anti Bitcoin muore sul nascere | Parlamento UE torna sui suoi passi

No, non ci sarà alcun ban di Bitcoin nell’Unione Europea. E di più: non avverrà alcuna discussione su un testo nato male e morto dopo pochi giorni di protesta, un testo che aveva fatto il giro del web, sollevato enormi proteste da parte degli appassionati e costretto alcuni parlamentari a ritirare il sostegno.

Tutto è bene quel che finisce bene, anche se ci sarà sicuramente da tenere la guardia alta, affinché testi così ambigui (e che avrebbero potuto mettere seriamente in pericolo legalmente Bitcoin in Europa) non vedano più la luce.

Testo Anti Bitcoin cassato
Parlamento UE si arrende alla protesta: via il testo anti-Bitcoin

Nel complesso un’ottima notizia per Bitcoin, che pur aveva ignorato la prima circolazione di quel testo e che si trova in un buono stato di forma in seguito ad evoluzioni se vogliamo positive sul fronte ucraino. Possiamo investirci con la piattaforma sicura eToro – vai qui per ottenere un conto di prova gratis che include tutti i TOP strumenti per il trading – intermediario che offre molto anche a chi non ha grande esperienza.

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Cassato l’emendamento – e non se ne parlerà probabilmente mai più

Un emendamento ad un lungo testo, un emendamento che, sebbene ora il propositore Stefan Berger si affanni a dichiarare come frainteso avrebbe avuto delle ripercussioni molto importanti sul futuro di Bitcoin all’interno dei confini dell’Unione Europea. Lo riportiamo nella nostra traduzione italiana, così da permettere a tutti di farsi un’idea direttamente dal testo.

È urgente sottolineare la necessità di meccanismi di consenso più amici dell’ambiente e richiamare la Commissione all’identificazione di meccanismi che possano essere una minaccia all’ambiente in relazione al consumo energetico, alle emissioni di CO2, all’utilizzo di risorse, di produzione di rifiuti elettronici. I meccanismi di consenso non sostenibili dovrebbero essere applicati soltanto su una piccola scala.

Un testo piuttosto chiaro, anche se ora sconfessata dallo stesso Berger. Bene, la buona notizia è che non dovremo preoccuparcene più, perché la discussione è stata sospesa probabilmente per sempre, dato che a seguito delle enormi proteste che sono seguite molti dei parlamentari hanno ritirato il loro appoggio.

Festeggia l’industria, ma potrebbe essere troppo presto per tirare un sospiro di sollievo

Il testo è stato cassato – ed è sicuramente un motivo di gioia per tutti gli operatori del settore, gli appassionati e gli investitori. Tuttavia gli attacchi da un fronte ambientalista sui generis che non ha effettivamente capito il funzionamento di Bitcoin e del suo mining potrebbero continuare, anzi, lo faranno quasi sicuramente.

Abbiamo avuto modo di parlarne per 30 minuti con Federico Rivi, cercando di fare il punto della situazione su un tema che sarà sempre più caldo, e che sarà ancora per un bel pezzo uno dei fronti di attacco più naturali per i detrattori di Bitcoin. Capirne le implicazioni, anche per diffondere un po’ di informazione concreta a riguardo, è d’obbligo.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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6 commenti

  1. Vorrei ci fosse maggior chiarezza, vito cosa riporta questo altro articolo https://www.coindesk.com/policy/2022/02/24/eu-parliamentarians-push-to-limit-bitcoin-use-over-energy-concerns/

    non mi sembra sia una questione del tutto abbandonata.

  2. “L’unione europea si arrende” “probabilmente non se ne parlerà piu”, ma su che base?
    A me sembrano frasi poco professionali per la categoria dei giornalisti e la solita occasione per fare pubblicità alle piattaforme di tradind a scopo personale.
    Vorrei meno inquinamento informativo.

  3. Non capisco
    Perché non levano tutto soprattutto ora che la Russia potrebbe beneficiarne

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