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Gary Gensler fa retromarcia su Bitcoin | Non potrà pensarci SEC

Gary Gensler si arrende, almeno su Bitcoin. Il leader di SEC sembrerebbe aver confermato pubblicamente che con $BTC non siamo nel campo dei titoli finanziari, definizione che ha delle ripercussioni importanti anche in termini regolamentari.

Sì, perché se così fosse confermato (e questo sembrerebbe essere l’orientamento prevalente della politica USA), SEC non potrebbe avere alcun tipo di controllo su $BTC, con la palla che passerebbe a CFTC. Cerchiamo di capire quali sono gli estremi di questa mossa e cosa potrebbe nascondersi dietro questa apertura.

Tutto questo mentre $BTC comunque mantiene il suo livello di prezzo sopra i 29.000$. Segno di una forza importante almeno rispetto alle fasi di crisi passate. Possiamo investirci con la piattaforma sicura Capital.comvai qui per ottenere un conto di prova gratuito con CAPITALE VIRTUALE SENZA LIMITI – intermediario che propone oltre a Bitcoin anche 476+ cripto asset aggiunti.

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Gary Gensler ci rinuncia: Bitcoin non è un titolo finanziario

Gary Gensler è da tempo che fa campagna, anche a livello politico, per una normalizzazione del settore cripto. Normalizzazione che, neanche a dirlo, passerebbe dall’agenzia governativa che presiede, ovvero la SEC.

Non sarà SEC a gestire l’affaire Bitcoin

Un pezzettino alla volta, un’audizione alla volta, Gensler vuole far passare il concetto che il grosso dei token siano in realtà delle Securities, quello che in italiano potremmo tradurre come titolo finanziario. Un’opinione che non è assolutamente disinteressata, dato che definire questo tipo di asset delle securities vorrebbe dire il dominio di SEC in termini regolamentari.

Tuttavia Gary Gensler, che pur conosce bene il funzionamento di Bitcoin e anche del resto del mercato, deve arrendersi almeno per quanto riguarda il primo per capitalizzazione sul mercato.

Bitcoin è un token commodity. Ha un grande valore di mercato, e andrà dall’altra parte [verso CFTC, altra agency].

Una resa verso appunto l’altra agenzia, quella che governa altri mercati e non i titoli finanziari. Una sorta di ammissione di resa, con il più succoso dei cripto asset che esce dunque, per stessa ammissione di SEC, dal suo possibile novero di normative.

Tutto questo però, aggiungiamo noi tenendo conto anche del caso Ripple – ammettendo che le opinioni espresse pubblicamente dal capo di SEC facciano effettivamente precedente. Quelle di Hinman, a quanto pare, non lo sono.

Intanto Greyscale attacca SEC

Intanto continuano le grandi manovre di Greyscale, gestore di fondi OTC sulle cripto che da tempo vuole trasformare il suo trust su $BTC in un fondo ETF a replica fisica. Non contento dei niet di Gary Gensler, il gruppo ha inondato di pubblicità Washington e altre località degli USA pregando gli interessati a commentare la decisione di SEC attraverso gli appositi canali.

Ne uscirà fuori qualcosa? Difficile dirlo adesso, ma la stessa Greyscale ha confermato di essere pronta a proseguire portando il caso anche in tribunale se dovesse essercene il bisogno. Un altro pezzo della dottrina Gensler potrebbe dunque venir meno. Vedremo, anche perché a rimorchio potrebbero arrivare altri gestori di fondi, tra le altre cose ben più ricchi e ben più organizzati di Greyscale a fare le medesime pressioni.

In una situazione del genere sarà sempre più difficile per Gary Gensler girarsi dall’altra parte e continuare a rifiutare un ETF spot su Bitcoin, che per molti potrebbe essere l’evento catalyst per una corsa verso il recupero dei livelli di prezzo dello scorso anno. Staremo a vedere come si evolve la situazione e quali saranno le risposte di SEC a pressioni che ormai montano giorno per giorno.

Info su Gianluca Grossi

Analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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