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Bitcoin: news dal caso Mt. Gox | Si parte (forse) il 15 settembre

Un altro rinvio per quanto riguarda i 137.000 Bitcoin inerenti il fallimento di Mt. Gox e che dovrebbero essere distribuiti ai clienti che furono vittima dell’hack di una delle piattaforme storiche di scambio di $BTC e crypto token. Secondo quanto è stato diffuso da diverse testate infatti, se ne inizierà a parlare il prossimo 15 settembre, con una timeline ancora piuttosto incerta.

Rimandata dunque ancora l’ora X, che pur tante ansie sta creando in particolare in chi non ha effettivamente capito la portata della questione anche in relazione al mercato di Bitcoin e alle tempistiche che un’operazione del genere richiede (e probabilmente all’impossibilità di riconoscere tanti di quei clienti).

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Mt. Gox: ci sarà da aspettare molto

La vicenda dovrebbe essere nota a tutti coloro i quali non sono esattamente dei novizi del mondo di Bitcoin. Parliamo degli oltre 130.000 BTC che dovrebbero tornare nelle mani dei legittimi proprietari in seguito alle decisioni che si sono susseguite in diversi tribunali giapponesi. Bene, questa enorme mole di $BTC che dovrebbe riguadagnare la via del portafoglio di chi li aveva persi ai tempi desta da qualche tempo un po’ di preoccupazione, in particolare tra chi crede che questi Bitcoin finiranno immediatamente sul mercato.

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Ritardi che diluiranno la pressione

Bene, se siete tra questi potete tirare un sospiro di sollievo, perché in realtà non solo la data è stata rimandata – si partirà il 15 settembre con le procedure – ma non si tratterà neanche di una distribuzione agile. A quanto pare infatti il trust che ha in carico questo enorme quantitativo di Bitcoin non sarebbe ancora pronto a restituirli ai legittimi proprietari: ci sarebbero infatti da espletare delle complicate procedure di KYC per ciascuno dei clienti, nonché procedere ad una restituzione ex lege che pone più di qualche problema di carattere burocratico.

Quello che sembra più probabile è che ci vorranno settimane se non mesi per vedere questa massa di Bitcoin tornare ai legittimi Wallet, cosa che ad ogni modo diminuirà ulteriormente l’eventuale pressione di vendita che genereranno.

Concentrarsi probabilmente su altro

Chi vuole effettivamente capire che tipo di futuro di breve periodo attende Bitcoin dovrebbe con ogni probabilità andare ad occuparsi di altro. Abbiamo parlato poco fa del rapporto di Bitcoin con l’inflazione Europea – così come di altre questioni che attanagliano più in generale l’intera economia mondiale.

Anche se si tratta di una quantità importante di Bitcoin, difficile che riesca a produrre i disastri che si aspettano i più pessimisti. E quindi sì, tiriamo un sospiro di sollievo, in particolare in relazione alla questione Mt. Gox.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.
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One comment

  1. ottimo. speriamo che vengano restituiti al ritmo di 0.5% all’anno… anche perché questi non sono bitcoin che erano stati comprati a 35k USD… il prezzo medio di acquisto rischia di essere attorno i 50 USD, figuriamoci se non li vendono immediatamente anche se “solo” a 20k……..
    d’altro canto sarebbe estremamente bullish venire a sapere che il 75% dei detentori ha perso le chiavi, non sa piu di averli, fa parte delle centinaia di milioni di persone decedute negli ultimi 8 anni…
    si lo ammetto, sono terribilmente preoccupato da tutta questa liquidità di ritorno sul mercato…………

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