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RIPPLE TRIBUNALE

Ripple cavalca pivot e tribunali | Ecco dove può arrivare XRP

Sì, è una bella giornata per il mondo cripto, con un verde diffuso che è largamente collegato alla possibilità di pivot da parte della Federal Reserve, ipotesi suggestiva ma che comunque posa su piedi di argilla. A performare sensibilmente meglio dell’intero comparto è Ripple, che continua a godere di quanto avvenuto la scorsa settimana in tribunale, in una causa contro SEC che ormai non dovrebbe riservare più rischi per la criptovaluta in questione.

Importanti vittorie in tribunale, sebbene non definitive, che hanno spinto in alto il prezzo di Ripple e che hanno consentito, almeno per il momento, di guadagnare un po’ di ottimismo sulle piazze, che sono tornate compatte ad acquistare $XRP. Solo un assaggio, dicono in molti, di quanto potrebbe verificarsi quando la causa si chiuderà, a qualche mese di distanza da oggi.

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Per SEC è ormai la fine, e Ripple brinda

Dietro la grande corsa di Ripple delle ultime ore c’è la convinzione, ormai sempre più solida, che per SEC siano rimaste pochissime speranze di andare effettivamente a colpire il gruppo alla fine di una causa legale che si trascina da quasi due anni. Il giudice Torres ha infatti accordato il rilascio delle e-mail e di altre comunicazioni di colui che al tempo era il direttore di SEC, ovvero William Hinman. Qualcosa contro il quale SEC si era scagliata in modo veemente tramite i suoi avvocati.

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Finalmente ci siamo? Quasi…

Per capire l’importanza di questa decisione è bene fare qualche passo indietro e ricordare ai nostri lettori il perché della presenza di Ripple in tribunale. Ripple è stata infatti accusata di aver venduto token che in realtà sono titoli finanziari e che dunque sarebbero dovuti passare attraverso le complicate e costose procedure che riguardano la quotazione di certi titoli negli USA. Un’ipotesi contro la quale però Ripple si è sempre opposta, citando posizioni che ai tempi erano piuttosto chiare da parte di SEC.

Posizioni che sarebbero state diffuse anche in pubblico dall’allora direttore William Hinman, con le opinioni del direttore che sono appunto cruciali nella strategia difensiva di Ripple Labs, il gruppo che controlla $XRP, la sua commercializzazione e il suo sviluppo. Ci sarebbe poi il discorso tenuto allo Yahoo Finance All Markets Summit del 2018, con l’allora leader, che appunto confermerebbe questa teoria.

I documenti in questione, quelli che il giudice Torres ha ordinato di rendere pubblici, potrebbero dunque contenere la chiave di volta per decidere di questo processo e lasciare così Ripple libero di tornare negli USA, anche per stringere accordi commerciali sulla falsa riga di quelli che sta già stringendo in Medio e Lontano Oriente, così come in Europa e in Africa.

Non tiene il segreto professionale

Gli avvocati di SEC dovranno pertanto trovare qualche altro appiglio per continuare a sostenere la sua balzana (è opinione comune) accusa. Cosa che potrebbe togliere dalle spalle di Ripple quello che è un autentico macigno. E che per l’appunto permetterebbe a Ripple di tornare a volare.

Gli speculatori e anche gli investitori di lungo periodo hanno già iniziato ad acquistare, certi che tali documenti, sebbene non decisivi, sposteranno in modo definitivo l’ago della bilancia del processo a favore di Ripple.

Per quanto poi si possano avere delle riserve su certi comportamenti di Ripple, in particolare verso Bitcoin (attaccato talvolta con strategie piuttosto subdole), siamo davanti ad un processo che sarà definitorio per tutto il comparto cripto. Perché se dovesse spuntarla SEC, sarebbero guai grossi per tanti altri progetti.

Vittoria di SEC che per il momento tutti o quasi si sentono di escludere, anche alla luce di questa recente decisione del giudice che sta guidando la causa. Pronti a brindare?

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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