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ATTACCHI STRUMENTALI BITCOIN

Capire gli attacchi a Bitcoin | Un manuale anche per Carlo Cottarelli

Un vademecum per tutti, anche per quel Carlo Cottarelli che non sembra averci capito molto di Bitcoin e che nonostante questo stato di ignoranza (non eterno, ci siamo passati tutti) ha deciso comunque di commentare su $BTC. Un decalogo per capire da dove arrivano gli attacchi a Bitcoin e perché nel grosso dei casi siano totalmente strumentali.

Un decalogo a nostro avviso più che mai necessario, perché soltanto attraverso la conoscenza delle vere motivazioni di chi attacca Bitcoin riusciremo a capirne la portata rivoluzionaria, l’importanza per il futuro nostro personale e dell’umanità e anche le possibilità che vinca una battaglia molto dura.

Anticipiamo il nostro punto di vista: Bitcoin vincerà, o comunque riuscirà a respingere attacchi il grosso delle volte strumentali. E chi vuole cominciare a capire come funziona e come può cambiare il nostro atteggiamento verso il denaro. Chi vuole acquistare il coin vero e magari custodirlo per fatti propri può trovarlo su Crypto.comvai qui per ottenere un conto gratuito con bonus incluso – un intermediario che ci permette di acquistare tutti i Bitcoin che vorremo poi trasferire altrove.

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Un decalogo per capire i detrattori di Bitcoin: dalla politica agli altri progetti, passando per gli ambientalisti

Bitcoin è perfetto? Probabilmente no, e se così fosse non avremmo dei proposal per introdurre nuove funzionalità e non avremmo continue discussioni anche tra gli esperti. Un discorso però diverso dall’accettazione supina di tutte le critiche che gli vengono mosse, spesso con secondi fini o dettate da mera ignoranza. Sì, lo spunto per questo breve vademecum è nato dalle dichiarazioni di Carlo Cottarelli ieri, che sono sono soltanto il rant di chi non conosce Bitcoin, ma il sunto di tante convinzioni superficiali che purtroppo ancora dominano il discorso pubblico.

Qualità Bitcoin attacchi analisi
Comprendere la qualità e le motivazioni degli attacchi a Bitcoin è importante
  • 1. Sì, Bitcoin è libertà

Anche se su Criptovaluta.it ci occupiamo frequentemente delle questioni più strettamente finanziarie legate a Bitcoin, ci prendiamo spesso del tempo e degli spazi per cercare di spiegare la qualità e la quantità di libertà che è in grado di garantire. In un mondo dove il 30% della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi bancari, Bitcoin è libertà. In un mondo dove i conti bancari possono essere sequestrati anche per ritorsioni politiche è sicuramente libertà. Così come Bitcoin è libertà di fronte alla più grande minaccia all’orizzonte nel sistema monetario, le valute digitali delle banche centrali o CBDC.

  • 2. Non serve “credere” a Bitcoin

Il sistema monetario fiat è per definizione basato sulla fiducia. Se tutti hanno fiducia del valore del dollaro questo continua ad averne. Questa fiducia di primo livello è in realtà cappello per tante altre situazioni che ci obbligano alla fiducia. Dobbiamo fidarci della solidità delle azioni della banca centrale, dobbiamo fidarci della sua indipendenza dal potere politico, dobbiamo fidarci di manovre che negli ultimi anni si sono sempre rivelate fortemente espansive. Fidarci, fidarci e ancora fidarci. Di cosa dobbiamo fidarci per Bitcoin? Di assolutamente nulla.

Il codice è aperto e tutti possono studiarlo. Chi non ha le capacità per farlo ha a disposizione un’enorme quantità di materiale prodotto da terzi e comunque tutto il tempo per adeguarsi. E nessuno deve fidarsi della bontà di alcuno per usare Bitcoin. Basta creare una coppia di chiavi e avremo tutto quello che serve per interagire con il sistema.

  • 3. Bitcoin inquina

Bitcoin ha un elevato consumo energetico dovuto al mining. Nell’autodafé occidentale contro l’inquinamento e l’impatto ambientale i due piani vengono spesso confusi. Per qualcuno è ignoranza, per altri sapiente voglia di confondere la discussione pubblica. È assolutamente vero che i consumi di Bitcoin sono rilevanti. È assolutamente falso che questi abbiano necessariamente un andamento parallelo con l’impatto sull’ambiente.

Le forze di mercato stanno spingendo già da sole Bitcoin e i miner di una certa consistenza verso soluzioni più green per la produzione di energia. E il mining Bitcoin come industria è tra le più green, in rapporto, del mondo. Ed è tra quelle che più rapidamente stanno muovendosi verso produzione energetica sostenibile.

  • 4. Bitcoin consuma energia oggi tanto necessaria perché scarsa

Una fesseria che purtroppo viene ripetuta anche ai piani alti della politica europea, con i massimi organi dell’unione che avrebbero invitato gli Stati membri a bandire il mining Bitcoin nel caso di scarsità di energia disponibile durante l’inverno. Su questo tema torneremo a breve con un nostro speciale. Per ora, per chi ha voglia di approfondire, si deve partire da un concetto di base, ovvero l’utilizzo non rival di energia.

Avere energia prodotta a Bengasi o a Ulanbator non vuol dire che possa essere disponibile a Viterbo. E l’energia che viene prodotta in grandi quantità in aree dove non può essere efficientemente consumata è quella che fa più gola ai miner, perché a bassissimo costo. Basta unire questi puntini per capire il grado di fesserie strumentali che vengono diffuse purtroppo anche dall’UE.

  • 5. Bitcoin è uno schema Ponzi

O una catena di Sant’Antonio, se vogliamo dirla all’italiana. Bitcoin non è uno schema Ponzi più di quanto lo siano le Azioni Eni oppure il Dollaro USA. Qualunque dovesse essere l’asset che ho acquistato, avrei ovviamente vantaggi se un enorme di persone lo dovessero acquistare dopo di me. E non è questa la caratteristica che contraddistingue gli schemi Ponzi.

La caratteristica di base degli Schemi Ponzi è che vengono GARANTITI ai first comers, a quelli che arrivano prima, dei RITORNI. Ritorni che vengono garantiti dall’arrivo di denaro fresco, fino a quando il giochino si rompe. Comprando Bitcoin nessuno vi garantisce dei ritorni periodici. E se doveste avere dei ritorni, saranno determinati solo dal fatto che avrete venduto i vostri Bitcoin a qualcun altro che sarà disposto a spendere di più di quanto li avevate pagati voi. Nessuno schema Ponzi, e chi dice il contrario o è in malafede o parla a vanvera. O in alcuni casi entrambe le cose.

Bitcoin non è perfetto? E quindi?

Bitcoin potrà non essere perfetto, potrà non risolvere tutti i problemi del mondo, ma nei suoi primi 13 anni di attività si è dimostrato solido, resiliente, sicuro, affidabile e anche libero. Se è vero che in molti almeno in Italia e in Europa vi si sono avvicinati a causa dei grandi aumenti di prezzo a mercato che ha avuto, è altrettanto vero che centinaia di migliaia di persone nel mondo lo utilizzano perché unica alternativa con queste caratteristiche.

Rimarrà difficile cercare di schivare informazioni tendenziose, attacchi camuffati da attenzione per l’ambiente e difesa dal terrorismo. Ma sarà nostro compito – e anche il vostro, cari lettori – di cercare di spiegare agli altri cosa hanno davvero davanti.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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3 commenti

  1. Questo articolo è straordinario, per chiarezza e competenza. Tutti i detrattori, interessati, potranno capire molto sui Bitcoin, perfino l’incompetente Cottarelli…

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