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BITCOIN NON C'ENTRA NULLA

BASTA associare Bitcoin a FTX | Vademecum per gli amici della stampa (e non)

Ci risiamo. Per la stampa generalista è un’occasione troppo ghiotta: associare il fallimento di FTX a Bitcoin permette di seguire una narrativa sbilenca, comoda e soprattutto pigra, perché non richiede alcun tipo di analisi né la capacità di dire qualcosa di intelligente.

Bitcoin non ha fallito, così come – non me ne vogliano gli amici massimalisti – non ha fallito neanche il mondo della DeFi. Si è trattato di un banale, per quanto articolato, furto di proprietà e asset che non sarebbero mai dovuti essere nella disponibilità di Sam Bankman-Fried.

Bitcoin ne esce a pezzi? Ha sicuramente accusato il colpo in termini di prezzo. Così come lo hanno poi accusato anche tutti i soggetti coinvolti nell’orbita. Ma includere Bitcoin in questa catena di fallimenti è intellettualmente disonesto e non fa grande onore a chi scrive certe filippiche, che si tratti delle importanti colonne delle prime pagine dei giornali o di qualche account LinkedIn al quale è scappata un po’ la mano.

Tutto questo mentre, aggiungiamo noi, tutti gli altri operatori continuano ad operare correttamente, alcuni dei quali anche potendosi ben fregiare oggi di aver già inserito meccanismi all’interno delle proprie infrastrutture affinché quanto accaduto non possa mai verificarsi. È il caso di Krakenvai qui per aprire un conto gratuito – e anche di tanti altri che svegliati dal disastro SBF hanno promesso di fare lo stesso. Ma non è soltanto questo il punto.

No, Bitcoin non c’entra nulla

Chi vi scrive conosce bene le difficoltà di parlare ad una classe giornalista che si è – nella stragrande maggioranza dei casi – sempre ben guardata dal cercare di capire cosa ci fosse dietro, sotto e davanti a Bitcoin. Dato che per l’ennesima volta però – e con la complicità di una stampa troppo pigra e compiacente – si rischia un plot twist, o meglio di cambiare l’angolo per nascondere fallimenti e mancanze altrui, fare il punto della situazione diventa necessario.

Cognizione di causa - Bitcoin FTX
Qualche elemento in più per parlare con cognizione di causa
  • Bitcoin non c’entra nulla

Durante tutta la settimana che verrà ricordata come la più complicata della breve ma intensa storia del mondo Bitcoin (e dintorni), il protocollo ha continuato a funzionare senza perdere neanche un colpo. I blocchi sono stati prodotti, le transazioni sono state eseguite e chi deteneva i propri Bitcoin per conto proprio non ha avuto alcun tipo di contrattempo.

  • FTX era soprattutto altro

Cominciamo ad aggiungere qualche particolare alla storia, dato che chi ne sta scrivendo non sembra avere alcun tipo di dimestichezza con quello che FTX era e faceva. FTX è stata una piattaforma di enorme successo in particolare grazie ai volumi fatti registrare su contratti derivati che avevano come sottostante il prezzo di Bitcoin e delle principali criptovalute.

Sebbene Bitcoin e il mondo che collateralmente gli è nato intorno (e sì, che è geneticamente, moralmente, filosoficamente, politicamente enormemente diverso) siano stati tema delle attività di FTX, questa andrebbe considerata oltre che come exchange come piattaforma di trading di derivati. Come ne esistono a migliaia per prodotti più classici come le azioni o le materie prime o le valute fiat del Forex.

  • Il token $FTT era aria fritta, ma non aveva nulla a che vedere con Bitcoin

Gli ambienti più radicali che si radunano intorno a Bitcoin hanno sempre predicato – avendo ragione al 100% – una differenza genetica rispetto al mondo dei cryptotoken che continua ad espandersi, più quantitativamente che qualitativamente. Ragione da vendere, ma nonostante i loro enormi sforzi sembra che la questione sia ancora di difficile comprensione alla stampa.

Bitcoin ha una politica monetaria impressa nel suo codice di funzionamento, che nessuno può modificare a piacere e che rendere l’intera impalcatura antitetica sia al mondo delle valute fiat, sia a quello delle cripto.

Per quanto tra bianco e nero, per diversi, esistano diverse tonalità di grigio, questo non è stato il caso di $FTT, il token legato a FTX, emesso a piacimento e messo a bilancio in modo altrettanto fantasioso. I giornalisti che hanno una certa dimestichezza con casi diversi ma non troppo (pensiamo a Parmalat, o ai bilanci delle società di calcio, tanto per citare scandali recenti di casa nostra) dovrebbero cercare di capire questo. E di capire che il crack di FTX è stato in primo luogo il crack di Alameda, nonché un volgare furto su enorme scala. Che, lo ripeto ancora una volta, non ha nulla a che vedere con Bitcoin.

Bitcoin va avanti
Dum Romae consulitur, Bitcoin continua a produrre blocchi
  • Trading degenerato: non è nato e non morirà con le cripto

Dove con degenerato non si vuole dare alcun tipo di giudizio morale o etico (che magari qualcuno vorrà dare, ma sono anche affari suoi) ma utilizzare il calco di degen, termine piuttosto noto nell’ambiente quando ci si riferisce ad operazioni con ritorni troppo alti, leve fuori dalla grazia di Dio, etc.

Ci sarà pure qualche vostro collega in grado di raccontarvi cosa succede nei fondi hedge di mezzo mondo, sui banchi OTC e in quel mondo sotterraneo della finanza fatto di algoritmi, di telefonate e di operazioni non troppo limpide. Un fenomeno nato con le cripto? Ma siamo sicuri sicuri?

Per concludere: Bitcoin non c’entra niente, chi parla di regolamentazione non ha chiara la vicenda, e sarebbe un ottimo momento per studiare un po’ tutti

L’avvelenata di oggi non finisce qui. Basta aprire il famoso social network dei consulenti un tanto a ora per leggere una lunga sequela di fesserie – passatemi l’ineleganza del termine – su cosa sia avvenuto e su quali siano i rimedi.

Neanche a dirlo, servirebbero più regole, e soprattutto più nuove. In un’eterna rincorsa al fatto del momento che ignora due questioni fondamentali del caso FTX.

Appropriazione indebita già punita
Quali nuove regole, di grazia?
  1. FTX aveva così tante regolamentazioni da riempire

FTX si è presentata in tribunale per le procedure di fallimento concordate con un parterre di 134 aziende, il grosso delle quali regolamentate secondo quanto previsto dalle giurisdizioni nelle quali operavano.

Sì, avevano una licenza anche in Europa. A Cipro, emessa da CySEC. Quindi di che nuove regole si parli non è chiaro. E no, tra gli adulti non basta gridare “ci vorrebbe una legge” per risolvere ogni tipo di problema e conflitto umano. Semplicemente non funziona così, e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

  • Quanto ha fatto Sam Bankman-Fried è già illegale secondo i codici penali di tutti i paesi del mondo

Sapete quanti codici penali al mondo mancano di regole per punire il comportamento di SBF? ZERO. Sapete quanti codici penali hanno bisogno di regole per punire quello che è stato un furto su larga scala? Ancora una volta zero.

Sarebbero mancate delle regole per vigilare sui comportamenti di FTX? Spiacenti: tanto per fare un esempio il gruppo non era regolato solo negli USA, ma anche in Europa. Qui per chi si fosse perso la nostra inchiesta, con i regolatori locali e anche europei che hanno avuto 8 mesi per vederci chiaro e non l’hanno fatto.

Quindi parlare di fare nuove regole per evitare che gli uomini smettano di rubare, fuggire con il bottino, gonfiare bilanci deve essere chiamato per quello che è: animismo, convinzione che scrivendo qualcosa in Gazzetta Ufficiale 100 volte questo smetta di accadere. Non abbiamo bisogno di nuove regole, ma di applicare quelle che già ci sono.

Prendendo magari spunto proprio da Bitcoin: un sistema monetario fatto di regole, senza spazi per i capricci personali, per chi è più potente degli altri e anche per chi è più uguale degli altri. E magari di una stampa che ne La fattoria degli animali di Orwell non stia sempre e soltanto a sentire le ragioni del maiale Napoleone.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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5 commenti

  1. il problema e’ che incidenti di questo tipo, come Luna o FTX succedono un po’ troppo frequentemente. E’ un ecosistema pericoloso, ben piu’ di quello borsistico. Per non dire che il bear market si e’ mangiato in media il 90% di capitalizzazione. Forse chi vuole regolamentare il tutto, con la scusa di tassare e controllare gli investitori, non ha poi tutti i torti.

    • Un automobile di per sé non è pericolasa, è pericoloso invece l’idiota che si lancia a 100km/h in centro paese ubriaco e strafatto, questa è la verità e chi non la comprende se ne vada dal mondo cripto e che non rompa più i cosiddetti coglioni. GRAZIE.

      • Un’automobile ha sia un valore intrinseco, dovuto al lavoro speso per costruirla, che un valore d’uso. Le criipto sono truffe, raggiri; sono una soluzione altamente inefficiente in cerca disperata di un problema: sono quindi pericolose di per sè. Il tuo paragone è campato per aria.

        • Credo che non si sia compreso il mio esempio, che non voleva essere un paragone con le automobili in questo caso.
          Il fallimento di ftx non ha nulla a che vedere con il mercato delle criptovalute in sé.
          Quello che volevo dire è semplicemente questo, se io decido di entrare in questo mercato, come già più volte detto e ridetto da tutti gli specialisti di questo settore, devo essere conscio del rischio di volatilità che ha in questo momento il settore, tra parentesi questa volatilità piace agli investitori e soprattutto agli speculatori.
          È mia premura prepararmi, è mia premura essere in grado di stare su questo mercato, è come dire, è mia premura saper guidare un’auto e prendere la patente.
          Diverso invece è il discorso ftx.
          Perché io non devo e non posso preoccuparmi del fatto che la dirigenza di un exchange come ftx, sia composta da malfattori, truffatori, criminali, incompetenti, figli di buona donna.
          A maggior ragione non devo preoccuparmene perché sulla carta è un exchange certificato, si suppone controllato, soggetto a audit, con tutti i lustrini e le medaglie non solo in Europa ma anche e soprattutto negli USA.
          Allora diciamocelo non è il mercato in sé che è pericoloso, sono certi soggetti ad esserlo, perché il mercato cripto è goloso per tanti, per tutti, ed è facile con il giro di miliardi che ha quotidianamente che qualche idiota faccia l’idiota, non è normale invece che chi doveva controllare forse era a farsi le pippe in bagno.
          Ecco per non dire tutta questa manfrina con decine di caratteri ho fatto quell’esempio.
          Credo che i più svegli e più intelligenti avessero già capito quello che volevo dire in quelle quattro parole, ma probabilmente tu, non fai parte di questo cerchio sempre più ristretto a parer mio di persone.

  2. Come sempre Giorgio ha fatto un esempio perfetto. Da FTX comunque non me lo sarei mai aspettato. Purtroppo il messaggio che si vuole far passare e che il mondo cripto ti fa perdere soldi e basta, invece è una grande opportunità ma andiamo avanti a testa bassa e combattiamo anche questa nuova battaglia. Sono sicuro che essendoci troppi interessi attorno a questo comparto rivedremo tornare il sereno, prima però aspettiamoci altri fallimenti da effetto domino ma ormai siamo preparati a tutto. Buona giornata.

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