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CRACK FTX VERITA

FTX: vi stanno raccontando bugie! | CySEC e CONSOB dovrebbero…

Il rapporto tra FTX e regolatori europei e italiani è stato commentato più volte nelle ultime ore, in particolare da parte di testate generaliste, che non hanno fatto altro che eco alla fitta schiera di consulenti della compliance che chiedono a gran voce ulteriori regole per il mondo cripto.

Per quanto dura possa sembrare la mia posizione, ritengo che si tratti di commenti mal pensati, mal pensanti e probabilmente fatti da un nugolo di sedicenti professionisti che non ha mai messo piede su FTX, che non ha alcuna idea di come funzionino le regolamentazioni per gli intermediari finanziari in Europa e che ha anche un interesse diretto affinché il settore cripto diventi un lungo percorso ad ostacoli, fatto di carte bollate, consulenze, analisi di terzi.

Se è vero che il mondo delle criptovalute è ampiamente non regolato, è altrettanto vero che il crack di FTX non ha assolutamente nulla a che vedere sulla supposta assenza di regole per il mondo cripto. FTX è (o sarebbe il caso di dire, era) un intermediario di asset finanziari e di criptovalute, era sottoposto a regolamentazione ai quattro angoli del mondo e operava regolarmente anche su asset che erano di piena competenza delle authority di vigilanza finanziaria.

La situazione, lo ripeto a scanso di ogni equivoco, è molto complessa. Per fare chiarezza servirà capire di cosa stiamo parlando, di cosa è avvenuto sul piano regolamentare e del perché chi grida a più regole per il settore cripto o non ha capito nulla o fa finta di non aver capito, pregustandosi una torta di consulenze che potrebbe valere milioni soltanto in Italia.

FTX e cripto: non è una questione di regole (almeno come ve la raccontano)

Il riflesso è di quelli pavloviani: problemi per un operatore che trattava asset cripto ed è subito corsa a chi urla più forte, sui social (e in particolare su LinkedIn) sulla necessità di nuove regole per un settore che sarebbe, dicono sempre loro, un Far West. Un Far West nel quale sarebbero inevitabili conclusioni di questo tipo.

Fesserie.

Non solo un mercato per la compravendita di criptovalute
  • FTX era un intermediario che operava come exchange centralizzato

E qui è tutta la differenza per il Caso Terra Luna. Se nel crollo spettacolare del progetto di Do Kwon si poteva ragionevolmente discutere dell’anarchia di una certa parte del mondo cripto – in quel caso il problema era uno stablecoin algoritmico – farlo con FTX è folle, se non stupido o con altri tipi di interessi alle spalle.

FTX è in primo luogo un exchange di criptovalute e di titoli finanziari che sono regolamentati in praticamente qualunque giurisdizione del globo. Sui titoli finanziari che vendeva tornerò con maggiore dovizia di particolari più avanti. Per ora ci basti sapere che FTX non ha messo in piedi protocolli truffaldini cripto, fatta eccezione per l’emissione di un token proprio che, già dalle prime analisi del bilancio della società tra attivi e passivi, si è rivelato essere ben poca cosa rispetto al disastro generale e diffuso in capo a Alameda e FTX.

  • Alameda e FTX hanno sottratto fondi degli utenti

Fondi che erano costituiti da cripto, ma anche da euro, dollari e un’altra decina di valute fiat. Quanto è avvenuto non è il crollo di un protocollo cripto o DeFi, ma piuttosto l’appropriazione indebita di fondi sui quali FTX aveva obbligo di custodia.

Potremmo vederla anche da quest’altro angolo: FTX ha provato a fare riserva frazionaria mentre non ne aveva diritto e in assoluto spregio di regole alle quali aveva deciso di sottostare ottenendo licenze anche in Europa.

In altre parole, ci sono già violazioni importanti delle regole che sono attualmente in vigore e che sono valide per tutti gli intermediari finanziari anche in Europa. Se poi c’è qualcuno che pensa che il furto o l’appropriazione indebita non sia regolamentate, si faccia avanti. Per evitare brutte figure segnalo che almeno sul nostro territorio sono normate sin dai tempi dei sette re di Roma. Ai tempi era prevista la vendetta del pater familias, poi si passò a metodi, se vogliamo, più civili per punire il reo.

CONSOB, CySEC e le altre authority non avevano potere su FTX: FALSO

L’interrogazione parlamentare presentata ieri e della quale abbiamo dato su Criptovaluta.it notizia in esclusiva è tesa anche ad accertare le competenze di CONSOB in merito. Ci penserà il MEF a rispondere, ma non posso esimermi da aggiungere qualche elemento utile alla discussione.

Irregolarità FTX - analisi
In realtà di irregolarità…
  • FTX vendeva titoli derivati

Sì, una parte rilevante delle transazioni sulla piattaforma di FTX accessibile anche agli utenti europei era su derivati PERP, che se vogliamo erano futures senza scadenza. In altre parole non stavate trattando direttamente Bitcoin o qualunque altra criptovaluta. Ma stavate trattando un pezzo di carta digitale il cui prezzo replicava quello del sottostante.

Indovinate un po’? Questo mercato è regolamentato in Europa (così come quasi ovunque) e ha costretto a FTX, al fine di operare in Europa, a dotarsi di licenza cipriota che è valida poi in tutto lo spazio dell’Unione.

Al contrario di quanto vorrebbero però farvi credere, FTX seguiva almeno sulla carta diverse delle norme imposte su questo tipo di attività in Europa. Un esempio su tutte: gli utenti all’interno della piattaforma europea potevano accedere a una leva massima di 1:2, così come imposto da ESMA.

Così come erano titoli derivati e pienamente all’interno del raggio potenziale di azione di CONSOB le azioni tokenizzate che l’exchange vendeva.

Discorso ovviamente diverso per quegli utenti che erano dirottati sull’entità delle Bahamas che faceva comunque riferimento al gruppo.

  • Trading offshore

Stando all’enorme mole di documentazione che abbiamo raccolto con Criptovaluta.it, molti degli utenti hanno continuato ad accedere alla versione offshore dell’exchange, così da avere leva molto più elevata e condizioni di trading più libere.

Lo sappiamo dall’intestatario dei bonifici in ricezione per depositare denaro sulla piattaforma, trasferimenti che molte volte sono stati effettuati verso l’entità bahamiana (tramite conto svizzero) e non verso K-DNA / FTX EU. Anche per questo specifico aspetto, ci risulta che le authority di vigilanza europee abbiano poteri enormi di intervento, compreso l’oscuramento del sito. Cosa che si è puntualmente verificata.

  • Fondi dei clienti

Secondo le normative CySEC che poi riprendono quelle valide su tutto il territorio sotto il controllo di ESMA, ci sono dei requisiti ben precisi per la custodia degli asset e dei capitali che sono di proprietà dei clienti. Basta guardare a qualche ricevuta di bonifico di versamento per rendersi conto del fatto che, con ogni probabilità, ci sono state irregolarità ricorrenti nella gestione di FTX.

In una situazione del genere pensare che CONSOB non sia intervenuta perché non ha alcun tipo di potere sugli exchange cripto è follia. Semplicemente per il fatto che FTX non era soltanto un exchange di criptovalute, ma anche un dealer di titoli che rientrano appieno nelle attribuzioni delle autorità di vigilanza della finanza classica.

Inutile far finta che non esistano regole sull’omicidio quando ci scappa il morto

La situazione è un po’ quella di chi predica per l’inserimento nel codice penale di norme contro l’omicidio ogniqualvolta qualcuno ammazzi qualcun altro. Tali regole esistono, il fatto che esistano non impediscono purtroppo a qualcuno di contravvenire e di avere comportamenti criminali.

Reati regole FTX
Come lo è l’uccidere altri

Solo per quest’anno abbiamo avuto oltre 300 omicidi in Italia nonostante l’articolo 575 del Codice Penale esista da un pezzo. Vuol dire che le regole sono inutili? Ovviamente no. Vuol dire semplicemente che aggiungere altri articoli del codice penale che puniscano la stessa fattispecie è un esercizio retorico forse buono per LinkedIn ma che poco aggiunge ad una potenziale soluzione del problema.

I comportamenti tenuti da Sam Bankman-Fried, dai suoi sodali e dalle società che controllavano sono già considerati attività criminali da quasi tutti i codici penali del mondo. Compreso quello delle Bahamas. E una parte molto rilevante delle attività di FTX non riguardava, almeno nei confronti del pubblico, neanche la compravendita di criptovalute, ma quella di titoli derivati.

Senza partire da questi punti sarà impossibile avere una discussione produttiva su cosa è successo, su come evitare che accada e su come affrontare anche a livello regolamentare l’intera vicenda. C’è qualcosa che si potrebbe fare? Probabilmente sì, ma ritenerlo un problema di criptovalute farà fare qualche click, ma indica anche quanto poco si sia compreso di questa importante e dolorosa vicenda.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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7 commenti

  1. Finchè Sam non si becca un mandato d’arresto non mi riesco a spiegare nulla di questo mondo… chi ha fatto frodi simili o anche “meno” gravi è in fuga da mesi (Do Kwon), mentre questo sta ancora nella sua villona a twittare vaccate e deletare vecchi tweet. Ma di cosa stiamo parlando????? E vale sia per l’Europa che per l’America, eh…

    Detto questo, in merito all’argomento “stampa generalista”, ieri sera ho avuto la malaugurata idea di leggere i commenti sul fatto quotidiano all’ennesimo articolo “crollano le crypto”. Beh saranno stati 100 e più commenti, di cui almeno 90 sono riassumibili così: “ahah stronzi vi sta bene, le crypto sono materiale speculativo per polli che credono che si possano fare soldi facili; io sono furbo e non ci sono cascato, voi ve le meritate tutte”.
    L’italiano medio è un deficiente/analfabeta funzionale che non solo commenta senza sapere nulla ma credendosi un esperto (perchè fidatevi si vedeva lontano un miglio che quasi tutti parlavano a caso facendo di tutta l’erba un fascio, mettendo btc e ftx e le blockchain nello stesso esatto calderone), ma gode pure delle sfighe altrui perchè in realtà sta solo rosicando per chi con le crypto ha fatto davvero i soldi. Pazienza se poi tiene 100k euro sul conto corrente da 10 anni e adesso ne ha 101k e crede di averci guadagnato, senza sapere nemmeno cosa vuol dire avere un’inflazione al 10%.

    Siamo veramente un paese di poveri stronzi senza speranza 🙂
    E quando questi poveri stronzi dovranno venir da noi a comprare crypto, e noi gliele venderemo a 100x il prezzo attuale, finiranno una volta per tutte di mangiarsi il fegato, cosa che hanno già iniziato a fare da tempo.
    Perdonate lo sfogo ma va bene essere incompetenti; essere incompetenti e voler dar lezioni agli altri, rallegrandosi perchè un TRUFFATORE scappa col bottino, proprio no!

    Il tempo è galantuomo, l’ho già detto di recente, vedremo se avrò ancora ragione o no 😛

    • Non so dirti quanto sono d’accordo con te caro Jacopo.
      Io lo sostengo da anni che la STUPIDITÀ aumenta, dilaga come fosse un virus senza vaccino.
      Attenzione ho detto STUPIDITÀ non IGNORANZA, ho conosciuto persone nel mio settore, di una certa età ormai in pensione, ignoranti sotto l’aspetto scolastico ma in quanto a intelligenza davano il filo da torcere agli ingegneri.
      Ormai io sono diventato un fondamentalista dell’intelletto e della logica, chi è stupido….via, con me non puoi avere a che fare.
      Io di certo non sono un genio, altrimenti ero al CERN di Ginevra a spaccare particelle subatomiche, ma sono certificatamente una persona con un QI al di sopra della media( una volta per fare solo dei colloqui in certe aziende ti facevano il QI).
      E me ne vanto in questo mondo di perfetti babbuini scesi dagli alberi una decina di miglia di anni fa e che ora hanno in una mano il telecomando del televisore e nell’altra una birra alla Omer Simpson.
      Oggi parli con i ragazzi che entrano in azienda, non tutti per carità, ma con molti ti cadono le braccia e anche tutto il resto, cercano su google un’informazione superficiale e sono laureati in quel settore cazzo…….io voglio ritirarmi nei boschi e dissociarmi da tutto il resto del mondo……….ha ragione Sgarbi……CAPRE CAPRE CAPRE.
      Senza offesa per le povere e simpatiche caprette

    • 90 minuti di applausi.. purtroppo la maggioranza dei nostri connazionali crede di essere Dante e Leonardo, ma in realtà vale una caccola di Pierino, perché a parte pizza, pasta e non è buona a fare un cazzo, e soprattutto con mentalità arretrata e fatta esclusivamente di luoghi comuni.
      Stanno ancora lì con il blocchetto degli assegni sto vecchi rincoglioniti che “dirigono” il mainstream dell’opinione finanziaria…quelli più evoluti ti appellano bancomat una carta di debito e fanno fatica a capire che differenza ha con una di credito…ma che vogliamo davvero spiegare a questi cercopitechi cos’è una Blockchain o una TxID?
      In più sono al 100% rosiconi, laidi e invidiosi con chi fa i soldi o ottiene successo
      Degli sfigati, di cui mi accollo la sfiga personale di esserci nato Min quell’oramai defunta e scomparsa repubblica

  2. Ahh finalmente, la gente che paragona FTX ad un mt.gox oppure a Terra non capisce nulla. Ftx non era solo per le criptovalute! Assurdo comunque, che nonostante ftx sia stato nella merda più totale, se ne parla di meno di altri casi.

  3. D’accordissimo con Jacopo

  4. ftx, un exchange che faceva soldoni grazie alle commissioni di trading. Apprezzato da tutti compresi istituzionali per le sue avanzate funzionalità. E’ fallito? E chi se l’aspettava? Ragionandoci un pò era prevedibile il crollo di Terra anche se eravamo ancora sull’onda di questo eldorado dove qualsiasi nuovo progetto sembrava trasformarsi in oro. Ma improvvisamente tutti i nodi stanno venendo al pettine.
    Qui, secondo me, si è trattato di un misto tra gestione allegra e furto vero e proprio perchè di soldi ne entravano a palate e improvvisamente come per magia sono spariti

    • E poi, chi è su questo mercato da anni, è ovvio che comprende la differenza tra il Fallimento di Terra o Celsius. Qui stiamo parlando di una corazzata del settore. Tutti gli altri possono solo parlare a vanvera

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