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Crack Quadriga: l’FBI chiede la collaborazione degli utenti

Tutte le forze dell’ordine degli Stati Uniti investigano sul crack di QuadrigaCX, exchange canadese che ha ormai interrotto le operazioni da qualche tempo e che ha lasciato diversi utenti con account di migliaia di dollari da recuperare.

Questo è quanto emerge da un recente comunicato stampa dell’FBI, che invita inoltre gli utenti a partecipare alle indagini, offrendo informazioni che potrebbero rivelarsi molto prezioso per il Bureau e per le altre organizzazioni che starebbero provando a far luce sull’accaduto.

È disponibile, sulla stessa pagina del comunicato stampa, un questionario al quale si può rispondere in modo volontario, con l’FBI che invita quante più vittime possibile a prendere parte alle indagini.

Secondo Fortune le indagini sarebbero partite a Marzo

Secondo quanto riportato da Fortune, rivista specializzata in investimenti ed economia, le indagini dell’FBI sarebbero partite a Marzo, di concerto con la Royal Canadian Mounted Police.

Secondo quanto riportato da Jennifer Robertson, moglie del fondatore Gerald Cotten, questi sarebbe morto dorante un viaggio di beneficienza in India lo scorso dicembre.

Poco dopo 1 mese, l’azienda avrebbe richiesto la consulenza per le procedure fallimentare ad Ernst & Young. La società di consulenza però non sarebbe riuscita a recuperare il grosso degli asset in capo alla società, entrando in possesso di soli 21 milioni di asset contro i 160 milioni di dollari di debiti che la società vantava nei confronti degli utenti.

Le procedure fallimentari per l’exchange sono iniziate lo scorso Aprile e sono tuttora in fase di definizione.

Una storia triste per il mondo delle criptovalute

QuadrigaCX è stato a lungo il più importante exchange di criptovalute con base in Canada.

Il crack dell’exchange ha colpito circa 115.000 utenti, per un totale custodito in criptovalute di circa 250 milioni di dollari canadesi.

Per il momento Ernst & Young è riuscita a recuperare soltanto 5 dei cold wallet in amo all’azienda, che però erano completamente sprovvisti di criptovalute.

Il mistero della morte di Cotten

Sono in molti a non credere alla notizia della morte di Cotten, soprattutto tra quegli utenti che hanno maggiormente perso denaro dalla bancarotta dell’exchange.

Secondo altri, invece, la morte del CEO dell’exchange avrebbe fatto emergere inconsistenze tali da rendere impossibili il proseguimento delle operazioni.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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