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Bitcoin mining: BAN di NEW YORK! | Ma non allarmiamoci…

Finalmente ci siamo. Lo Stato di New York ha approvato la legge che limiterà il mining Bitcoin all’interno del suo territorio. Limiterà, perché al contrario di quanto si è già letto in giro, principalmente su riviste e pubblicazioni USA, non sarà un ban. A non vedersi la licenza rinnovata saranno infatti quei miner che non utilizzano energie rinnovabili.

Ovvero quegli operatori che utilizzano fonti energetiche fossili per alimentare le proprie mining rig. Si tratta ad oggi della più restrittiva legge contro il mining in tutti gli Stati Uniti, che però dovrebbe avere un impatto molto limitato sulle attività di mining, che sono in larghissima parte altrove.

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Lo stato di New York fa sul serio: ban per il mining Bitcoin non sostenibile

È una delle leggi più dure al mondo, e di gran lunga la più dura negli Stati Uniti. Non sarà infatti possibile ottenere il rinnovo della licenza per quei miner Bitcoin che utilizzano fonti fossili per alimentare le loro attività. E non sarà possibile ottenerla anche per le nuove società che arriveranno.

New York continuerà ad essere il centro dell’innovazione finanziaria, mentre farà dei passi importanti per rendere prioritaria la protezione dell’ambiente.

Questo lo stringato commento del governatore dello stato, con l’approvazione della legge della quale si era già parlato tempo fa che ora diventa concreto e fattivo. Una mossa che per molti apparirà come un’ingerenza fuori dal comune della politica nei confronti di attività che in larga parte del mondo sono più che libere. Attività che però a breve dovranno cessare a meno che non decideranno di passare ad un’alimentazione completamente green.

Ecco cosa succederà

Una vittoria per Change the Code?

Potrebbe essere considerata, questa, come una vittoria per la campagna di Greenpeace USA, tesa a rendere sempre più difficoltose le attività di Bitcoin, a meno che questo non decida di passare ad un meccanismo di consenso in Proof of Stake, cosa che invece ha fatto Ethereum qualche tempo fa con il merge.

Difficile però imputare questa vittoria ad un gruppo, almeno a nostro avviso, che sta combattendo una battaglia ben diversa e puntando su altri fattori che riguardano il funzionamento corretto dell’ecosistema di Bitcoin.

Che tipo di impatto avrà su hashrate e sicurezza del network di Bitcoin?

Difficile dirlo adesso. In passato lo stato di New York era stato tra quelli più gettonati dai miner, che però nel frattempo (ovvero da quando questa proposta di legge ora entrata in vigore circola) avranno anche valutato la possibilità di muoversi altrove.

E siamo certi del fatto che molti altri stati saranno pronti a dare il benvenuto a quei miner che non si vedranno rinnovare la licenza. In testa probabilmente il Texas, con la Florida che da tempo prova ad attirare anche questo tipo di attività. Calcoli e considerazioni dovranno essere però rimandati ai prossimi mesi, quando le licenze andranno a scadenza e quando per i miner che ora operano nello stato di New York non rimarrà alternativa che quella del trasloco.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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