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Il flop UE da 387.000€ | Sul metaverse lo spreco di fondi

Sessantacinquemila euro / 00. Così come lo scriveremmo su un (corposo) assegno. È questa la spesa per singolo partecipante del party nel metaverse della scorsa settimana, organizzato nientepopodimeno che dall’Unione Europea. Spesa faraonica dunque? Perché tutti si immaginano un party, quando organizzato da istituzioni così importanti, sicuramente pieno di gente.

E invece no. La spesa totale è stata di circa 387.000€, con soltanto sei persone che si sono presentate ad una festa il cui obiettivo, immaginiamo, era quello di svecchiare un po’ l’immagine delle istituzioni europee. Tutto questo all’interno di una settimana di martellamenti costanti verso il mondo cripto tanto da parte della Commissione ECON quando dalla Banca Centrale Europea, con quest’ultima però che poco attratta dal metaverse per i suoi strali continua a prendersela invece con Bitcoin.

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Il party folle dell’Unione Europea: 6 partecipanti, 387.000€

Non è stata un grande idea. Non sarà stata una grande esecuzione. Non sono stati soldi ben spesi. 387.000€ per un parti dell’Unione Europea nel metaverse, concetto sul quale forse, almeno da qualche lato, si sta esagerando.

Finché sono aziende private a lanciarsi (magari in progetti commercialmente attivi come The Sandbox) passi, ma quando ad essere spesi sono 387.000€ del contribuente, è più che corretto che ci sia qualcuno che vorrà vederci chiaro.

Metaverse UE sprechi
Sprechi? Ora anche nel metaverse

Preoccupazioni aumentate poi dal fatto che i partecipanti sono stati soltanto sei. Una feste delle medie andata male, anzi malissimo, lasciando però sul groppone delle istituzioni europee un conto molto salato.

Il concerto era costituito da un DJ che ripeteva la stessa musica.

Questo uno dei commenti, pochi in realtà, di chi ha avuto l’ardore di visitare un metaverse così flop che più flop non si può. Un flop che lascerà tanto da pensare sia su questo tipo di iniziative, che evidentemente non interessano il pubblico, sia sul modo in cui si spendono denari che, con la crisi che morde, in molti riterrebbero più utili altrove.

Metaverse mania per il settore pubblico: ma perché?

Sarà una delle domande che impegneranno diversi appassionati di settore. Il mondo dei metaverse è ancora agli albori, per molti per il momento costituito soltanto da brutte copie dei videogiochi di una volta, per altri una grossa opportunità commerciale.

A prescindere da come la si veda, rimane però la domanda fondamentale: ha davvero senso questo grande interesse del settore pubblico per una tecnologia così acerba? Non si rischia il faccioqualcosismo, di fronte ad una tecnologia le cui implicazioni e possibilità sono ancora difficili da afferrare anche per gli addetti ai lavori? Fateci sapere la vostra, nella speranza che le sagre estive che preferiamo non si trasformino in eventi di questo tipo.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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Klaus Marvin
Klaus Marvin
2 mesi fa

Ultimamente i mass media stanno facendo pubblicità del metaverse che a mio avviso è importante in ambito lavorativo e soprattutto in medicina associato alla robotica. Per quel che riguarda il party non commento nemmeno, chissà quante altre cazzate dovremo aspettarci da questi incapaci. Quello che mi piacerebbe vedere e sono sicuro che vedremo è la pubblicità sull’importanza di Bitcoin a fianco delle monete tradizionali quando sarà integrato nel sistema finanziario e questo le istituzioni lo dovranno accettare e divulgare attraverso i mass media. Buona giornata.

jacopo
jacopo
2 mesi fa

temo si tratti proprio di “faccioqualcosismo” per darmi un’immagine di istituzione al passo coi tempi e coi giovani 😀
il metaverso per ora è solo un concetto che nessuno sta riuscendo nemmeno lontanamente a mettere in pratica. Triste, perchè la tecnologia necessaria ce l’abbiamo già da 20 anni buoni. Mi ricordo server di Ultima Online in cui ci si menava in 100+ persone… certo, chi non aveva buone connessioni laggava da schifo e si ritrovava fantasmino prima di aver tirato una spadata / castato il suo primo spell, ma vabbè, la rete era quello che era.
I moderni mmorpg non hanno alcun problema a radunare centinaia di persone nella stessa area con fluidità perfette. Togliete le costruzioni del gioco e sostituitele con i negozi moderni, spruzzate con un paio di link a siti esterni, sostituite la valuta in game con euro o dollari et voilà, il metaverso è pronto già oggi.
Invece abbiamo roba tipo the Sandbox che sono più le volte che non si carica di quelle che funziona, e anche se si carica mi fa rimpiangere Ultima Online.
Siamo in una fase in cui a fare giochi (o “metaversi”) su blockchain sta provvedendo un gruppo di programmatori che ha ZERO esperienze di gaming. E si ritrova quindi a dover affrontare gli stessi problemi di 20 anni fa, senza sapere come già erano stati risolti. Sto semplificando, certo, ma la sensazione che ho è che gli attuali giochi su blockchain o fanno cagare o sono bellissimi ma al momento sono solo screenshot e promesse: non c’è nulla di giocabile e soddisfacente.
Basterebbe (per modo di dire) prendere una casa che SA produrre videogiochi tipo Blizzard (per quanto sia diventata un conglomerato di str*nzi negli anni) e affiancarla a giusto 2-3 programmatori che ne sanno di blockchain/social (chennesò polygon) e avremmo un metaverso che è 200 volte meglio degli attuali (che non ci sono in realtà)
Queste iniziative delle istituzioni attualmente sono nè più nè meno del risultato di quello che verrebbe fuori se mia nonna provasse a mettere su un sito web 😀