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PROPOSTA BAN CRYPTO

Senatore USA vuole ban Bitcoin e crypto | Ecco perché (NON) succederà

Il mondo è bello perché è vario. E riteniamo che questa diversità sia fonte di bellezza anche quando riguarda una delle istituzioni politiche più potenti del mondo, e cioè il Senato USA. Tra i tanti supporter di Bitcoin e del mondo crypto c’è anche chi ha lanciato una chiamata per il ban totale del comparto. Una notizia che farà preoccupare molti ma che al tempo stesso in realtà ci racconta come funzioni la politica in luoghi del mondo dove il dibattito pubblico sembrerebbe essere comunque funzionale.

A chiedere il ban per tutto il mondo cripto è il Senatore Sherrod Brown, che ritiene che una proibizione urbi et orbi sia una delle opzioni sul tavolo, al fine, dice lui, di limitare i rischi che sono associati con queste tecnologie.

Nel frattempo però siamo in una fase di rimbalzo dopo le preoccupazioni di ieri. Un buon segno di vitalità mentre ci avviciniamo al periodo delle vacanze. Possiamo investire con eTorovai qui per ottenere un conto virtuale gratuito con il TOP degli STRUMENTI CRIPTO e NON – un intermediario che ci offre la possibilità di investire su 78+ crypto asset in un ambiente sicuro e affidabile.

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Il Senatore USA: “Ban crypto una delle possibilità

Sì, la proposta è di quelle che sembreranno folli per almeno due ordini di motivi. Il primo è che non sembrerebbe possibile, come insegna la Cina, bandire Bitcoin oppure ancora il resto del mondo crypto. Tali sistemi sono nati per l’accesso diretto da parte degli utenti a network e protocolli e per quanto in molti seguirebbero le indicazioni di governi e parlamenti, in realtà in tanti altri finirebbero per continuare ad utilizzarli.

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Non è la prima, non sarà l’ultima

In secondo luogo la proposta sembrerà assurda ai più sottili dei nostri lettori per le motivazioni che hanno innescato la discussione. Ovvero il collasso di FTX e tutto quanto ne è conseguito a livello finanziario. Senza dimenticare poi le solite accuse infondate di utilizzo da parte dei cybercriminali coreani, dei trafficanti di droga e, questa sembrerebbe essere nuova o quasi, anche di chi fa tratta di umani.

Tutto questo in un relativamente breve intervento di Sherrod Brown, senatore democratico dell’Ohio, che ha così parlato al Senate Banking Committee che presiede.

Ho passato una parte importante dell’ultimo anno e mezzo in questa posizione… cercando di istruire il pubblico sulle cripto e sui rischi che comporta a livello nazionale, e anche per i consumatori che vengono gabbati e spinti verso l’investimento.

Non è chiaro quale sia la colpa di Bitcoin e cripto se SBF ha sottratto miliardi di dollari e se ha gestito il suo fondo hedge in modo che definire allegro sarebbe un eufemismo. Ma questo ci arriva dal Senato USA, o meglio, da un singolo senatore. E per dovere di cronaca dobbiamo essere qui a riportarlo.

Quanto è fattibile? Quanto seguito avrà una posizione del genere?

Zero o quasi. Per entrambe le domande. Il caso FTX ha offerto il fianco a politici di ogni genere e grado che vogliono coccolarsi una parte di elettorato (ignorante in materia) a colpi di ve l’avevo detto. Sta di fatto che in realtà poco di quanto accaduto a FTX può essere imputato a tecnologie cripto, e che il processo stabilirà responsabilità chiare che con il mondo di Bitcoin e dintorni c’entrano poco o nulla.

Continueremo a sentirne delle belle. Di cotte e di crude come si dice dalle nostre parti. La reazione corretta sarà però quella di rispondere educatamente a tali obiezioni e cercare di spiegare, in particolare a chi ne sa ancora poco, cosa è successo veramente a FTX. Questo se si vuole cercare di portare a casa questa battaglia.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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