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Bitcoin sfonda quota 10.000$ – potrebbe dipendere dall’halving

Bitcoin sfonda quota 10.000 dollari. Un traguardo impensabile soltanto fino a qualche giorno fa e che oggi invece sembra essere un ulteriore trampolino di lancio verso nuovi traguardi. 

Ma cosa si nasconde dietro l’ultima corsa di Bitcoin? C’è qualcuno che parla di una nuova bolla, ma la realtà è che il processo di halving si fa sempre più vicino e che potrebbe spingere in molti a investire ancora di più sul BTC circolante. 

Che cos’è l’halving?

È una questione che concerne il funzionamento tecnico di Bitcoin. Per la produzione dei token della celebre criptovaluta, è necessario risolvere un blocco, ovvero portare a termine dei complicatissimi calcoli crittografici, che oggi si svolgono grazie a grosse reti di computer specificatamente concepite per il mining di Bitcoin. 

Alla soluzione del blocco, i computer che hanno preso parte al calcolo ricevono in cambio 12,5 BTC al tasso di oggi, mentre fino al 2012 ne ricevevano ben 50, e fino al 2016 ne avevano ricevuti 25.

Si tratta di uno schema che è insito nel funzionamento di Bitcoin dalla sua concezione e che vedrà il suo prossimo dimezzamento il 20 maggio 2020. 

Si passerà a 6,25 BTC di ricompensa per la soluzione di un blocco, il che vorrà dire da un lato maggiore difficoltà nel portare a casa la pagnotta per i miner, dall’altra una riduzione della quantità di BTC che arriveranno sul circolante. 

Una banale questione di inflazione e deflazione

Chi segue da vicino i mercati valutari, sa che una riduzione dell’emissione di una determinata valuta porta – ferme le altre condizioni – ad un apprezzamento della stessa rispetto alle altre. 

Si tratta di una banalissima applicazione della legge della domanda e dell’offerta, dove ad una riduzione dell’offerta, ferma la domanda, non può che aumentare il prezzo dell’asset, in questo caso Bitcoin. 

Il procedimento di halving è, per dirla tecnicamente, hard coded nel codice di Bitcoin, ovvero è previsto sin dall’inizio e nessuno può intervenire per invertirlo. 

E i miner? Non protestano per questo procedimento? Assolutamente no, perché ad una riduzione del montante si accompagna sempre un aumento del valore dei bitcoin. Se ne ottengono meno, per capirci, ma valgono molto di più. 

È proprio questo che è avvenuto difatti negli anni successivi ai primi due halving: nel 2013 e nel 2017 Bitcoin ha raggiunto il massimo del suo valore. 

L’anomalia, se così vogliamo chiamarla, rispetto a quanto avvenuto prima è che questa volta sembra che i mercati, imparando la lezione, abbiano anticipato il movimento al rialzo. 

Manca ancora poco meno di 1 anno all’halving e già in moltissimi stanno puntando forte su una ulteriore fase bullish di Bitcoin. 

I bitcoin sono comunque una massa finita

Chiudiamo ricordando che secondo l’algoritmo che muove Bitcoin e li crea, si arriverà ad un massimo di 210.000 blocchi. Seguendo il tasso di creazione di Bitcoin di oggi, questa soglia verrà raggiunta nel 2140, ma non è detto che, al crescere del valore di BTC, non crescano anche le risorse investite nel mining, accorciando il tempo che ci separa da questo traguardo.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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