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Tasse Bitcoin e Crypto Italia: come districarsi nel 2023!

È disponibile online la seconda puntata del Podcast di Criptovaluta.it. Secondo appuntamento nel corso del quale parliamo di un tema caro, ma non nel senso che vi aspettereste, a chi investe in criptovalute e Bitcoin.

Parliamo delle tasse su Bitcoin e cripto così come dovremo pagarle a partire dal 2023 e quindi con versamento nel 2024. E cioè del complesso di leggi che sono state inserite in Finanziaria. Quanto si paga? Perché? In che caso? Se sposto X da Y, devo pagare qualcosa? In meno di 30 minuti cerchiamo di offrire risposte a quesiti che interesseranno tutti, o quasi tutti i nostri lettori.

Niente paura se siete dei piccoli investitori e se continuate a hodlare senza vendere. In quel caso, cioè sotto i 2.000€ di guadagno o senza passare da euro, dollari e compagnia, non dovrete nulla all’erario.

Tasse crypto e Bitcoin: le novità in Italia

Sì, il nuovo governo ha battezzato la sua prima finanziaria con un nuovo complesso di norme che regolano non le criptovalute e Bitcoin, ma il modo in cui vengono tassate. Una mossa che in molti tra gli esperti hanno ritenuto come iniziativa più tesa a fare cassa che a offrire chiarezza ad un settore che, almeno da certe finestre, la crede a gran voce.

  • 2.000 euro la soglia

La prima novità è questa. Bitcoin e crypto, o meglio, i guadagni che conseguiremo dalla compravendita di queste attività non saranno tassabili fino alla soglia 2.000 euro. Al di sotto di questa soglia nulla è dovuto al Fisco.

  • Criptovalute asset a sé stante

Le criptovalute diventano asset a sé stante, ovvero non potremo compensare plusvalenze e minusvalenze con altre categorie di asset. È una novità importante, che cambierà di parecchio le strategie di chi investe multi-asset.

  • Quando siamo tassabili?

Quando rientriamo in valuta fiat, quando utilizziamo le criptovalute per fare acquisti di beni e servizi. E anche quando otteniamo cashback in cripto e quando… Ne parliamo in dettaglio all’interno del nostro Podcast.

Chiarezza tasse Bitcoin
Ci sono diversi aspetti ancora da chiarire
  • Italia sì, italia no

Come si comporta l’Italia rispetto ad altri paesi? Si paga tanto? Le tasse alte anche sui capital gain in generale sono una prerogativa italiana che non inizia e non finisce con le criptovalute. Sì, pagheremo più di tanti nostri vicini, ma non è una novità.

  • E se non pago?

La risposta senza peli sulla lingua è che sono affari tuoi. Ognuno può decidere di comportarsi come preferisce, assumendosene le ovvie conseguenze. Non è di questo che si occupa il nostro podcast: non ci sono consigli per aggirare le leggi o per evadere.

Tante questioni ancora da risolvere

Ci sono tante questioni ancora da risolvere, dalle posizioni degli stablecoin fino alla famosa imposta di bollo del 2 per mille. C’è sempre tempo, no?

Peccato che tali regole siano già in vigore e per qualcuno l’ansia sia già insostenibile. Davvero non ci si poteva aspettare di più? Scopriamolo nella seconda puntata del Podcast di Criptovaluta.it. Come sempre lo potete trovare su Spotify, su Google Podcast, su Apple Podcast, su Amazon e anche su Overcast. Una finestra audio sul mondo Bitcoin e cripto, senza peli sulla lingua.

Info su Gianluca Grossi

Capo-redazione ed analista per Criptovaluta.it - divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Segue da vicino gli ecosistemi di Ethereum, Solana e Fantom.

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Giorgio
Giorgio
7 giorni fa

Buongiorno amici, ora vi metto in crisi con un paio di domande sulle ” amate ” tasse.
La prima riguarda il trading.
Ammettiamo che oggi metto un k per fare trading su cripto e ammettiamo che a luglio questo k sono diventati 5, ho 4 k di plusvalenza derivata da trading che in teoria sono tutti e 4 plusvalenza giusto?
Ma io decido di non incassare in euro ma di convertire i 4 in bitcoin, qualunque sia il prezzo di btc e li metto sul mio wallet, questi fino a che non li tramuto in € non sono tassabili giusto?

Seconda domanda più complessa.
Ammettiamo che quest’anno decida di affittare una camera di un B&B e dica che se chi vuole soggiornare e paga in bitcoin può farlo con uno sconto sul prezzo.
Ammettiamo un controvalore di 50€ al giorno.
Premesso che in teoria fino a 6k all’anno non dovrebbero entrare in aliquota, ma se dovessero rientrare, per me equivarrebbe ad un acquisto di btc solo che invece che averlo pagato in fiat l’ho pagato prestando un servizio pubblico e quindi fino a che non li tramuto in fiat non sono tassati giusto?
Mentre invece per chi paga in btc sì è tassata la spesa giusto?

Vi do dieci blocchi di btc di tempo per rispondere….da…..adesso.
🤣🤣