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Libra, criptovaluta addio? Zuckerberg punta tutto su Facebook Pay: ecco cosa sta succedendo!

Fino a non troppo tempo fa Libra era il progetto sulla bocca di tutti. Poi, travolta dallo scetticismo, la criptovaluta di Facebook è praticamente sparita dalla circolazione. Ma che fine ha fatto Libra? Il progetto di Facebook prenderà piede o sarà accantonato?

Libra non piace (quasi) a nessuno

L’ambizioso progetto di Libra sembra essersi imbattuto in una cattiva nomea – forse esagerata, indotta dallo stretto collegamento sussistente tra la criptovaluta il suo principale artefice, Mark Zuckerberg.

E così, con discreta gradualità, le maggiori economie del mondo hanno dato collettivamente il ben servito agli auspici criptovalutari di Facebook e ai suoi piani di dominio della crittografia mediante la valuta digitale centralizzata.

Il gigante dei social media ha ammesso che le cose non stanno andando come aveva pianificato e… alcuni segnali fanno capire che probabilmente il progetto della criptovaluta verrà rinviato a data da destinarsi, abilmente sostituito da una piattaforma di pagamento alternativa.

Facebook: nessuna criptovaluta ma… qualcosa si muove

Era abbastanza chiaro fin dall’inizio, e diverse volte ne abbiamo parlato anche su queste pagine. Le mire criptovalutarie di Facebook erano semplicemente troppo alte, soprattutto considerando il suo trascorso non particolarmente brillante sul fronte della privacy. Dunque, la semplice mancanza di fiducia per il colosso della Silicon Valley è probabilmente stato elemento sufficiente per indurre le autorità di regolamentazione e i banchieri di tutto il mondo a sbattere la porta in faccia a Libra.

Il risultato più visibile è stato un esodo di massa dei partner dell’Associazione Libra, compresi i pesi massimi dei pagamenti su cui l’azienda aveva scommesso e, probabilmente, aveva anche centrato i suoi piani tecnologici.

L’Associazione si è dunque ritrovata sempre più sola, il progetto si è sgonfiato e, oggi, qualsiasi notizia su Libra fa a malapena la comparsa nelle ultime pagine dei giornali.

Il lancio di una piattaforma di pagamenti: Facebook Pay

Facebook sembra essere pienamente consapevole di quello che sta avvenendo, tanto da aver portato contemporaneamente avanti un altro progetto, legato al lancio di una piattaforma di pagamenti alternativa.

Secondo un post sul blog aziendale, il nuovo sistema – Facebook Pay, sarà lanciato entro pochi giorni negli Stati Uniti. La piattaforma sostiene di poter fornire, grazie a questo servizio, una “esperienza di pagamento conveniente, sicura e coerente”, fruibile con Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp.

A prima vista, l’applicazione Facebook Pay non è diversa da PayPal o Alipay o da tutte le centinaia di applicazioni di pagamento presenti sul mercato. Dunque, gli utenti interessanti devono abilitare l’applicazione, aggiungere un metodo di pagamento (come una carta di credito) e utilizzarla per poter inviare o ricevere pagamenti. Tutto qua?

Si!

Non vi è alcuna criptovaluta, né blockchain. E Facebook ha ben chiarito che non ha nulla a che vedere con Libra. “Facebook Pay è costruito su infrastrutture finanziarie e partnership esistenti, ed è separato dal portafoglio di Calibra che invece funzionerà sulla rete di Libra” – ha affermato Facebook.

Insomma, il comunicato stampa con cui viene lanciato Facebook Pay sembra sancire la morte del prorgetto Libra. E il fatto che il comunicato abbia citato insistentemente il termine “sicurezza”, fa ben capire che Facebook è pienamente consapevole del fatto che la sua nomea non è stata ancora purificata dai negativi trascorsi, e che la sicurezza è una delle maggiori preoccupazioni per gli utenti di Facebook.

Conclusioni

Insomma, facciamo il punto:

  • Libra è in una situazione molto scomoda, considerato che i suoi partner hanno abbandonati il progetto, probabilmente nel timore di essere in qualche modo coinvolti con le critiche e le difficoltà che sono scaturite e scaturiranno a realizzare tale progetto;
  • Zuckerberg è consapevole di tutto ciò, e sembra aver messo in freezer il progetto criptovalutario, premendo il pedale dell’acceleratore su Facebook Pay;
  • Facebook Pay non ci sembra niente di particolarmente innovativo, e l’impressione è che sia una sorta di ripiego rispetto alle ambizioni originarie.

Vedremo, nelle prossime settimane, se ci saranno delle novità interessanti in materia.

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Info su Roberto Rossi

Giornalista pubblicista, specializzato in tematiche economiche e valutarie. Appassionato di fintech, è consulente degli investimenti finanziari.

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