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KOREA STRETTA

Crypto News: Corea vuole controllo exchange | Proposta per…

La Corea del Sud propone un particolare regime per difendere gli utenti da truffe e truffatori crypto. Ma funzionerà?

Il mondo crypto non ha un grande storico per quanto riguarda l’affidabilità dei dirigenti di diversi servizi, da exchange a conti, passando per le altre società che operano in questo settore. Gli anni più recenti sono stati costellati di fallimenti spettacolari, molti dei quali dovuti proprio all’ingordigia e alla scarsa affidabilità dei suoi rappresentanti.

La Corea del Sud avrebbe però una soluzione. Una recente proposta della CONSOB locale vorrebbe imporre a tutte le società crypto un report per ogni cambiamento al vertice e nei ruoli dirigenziali. Ogni cambio, in questo nuovo regime, comporterebbe una sorta di approvazione da parte delle authority.

Soluzione per il controllo del mondo crypto o effettivamente a favore dei clienti? Mentre tutto il mondo o quasi si sta interrogando su come arginare un fenomeno che piace molto poco ai governi, quella di Seul è forse la più radicale delle proposte. Sì, una proposta, perché di quanto proposto si dovrà discutere appunto in pubblico prima che passi e diventi legge integrante dei mercati finanziari coreani.

Per ogni cambio un’approvazione

In realtà non sarà un’autorizzazione vera e propria. Ciò che vorrebbero imporre le autorità coreane è la produzione di un report ogniqualvolta un exchange o un provider di servizi crypto voglia cambiare un dirigente o la struttura di comando.

Se c’è un cambio in termini di rappresentati odi dirigenti di un provider di servizi su asset digitali, il provider è obbligato ad attendere l’ok relativo alla comunicazione prima di effettuare tali cambi.

E in aggiunta, la CONSOB coreana vorrebbe imporre anche report per quanto riguarda le performance e i comportamenti dei dirigenti. Una mossa che i più radicali tra gli appassionati crypto vedono come indebita intromissione, come fumo negli occhi, mentre per i più legalisti si tratterebbe di una mossa che potrebbe proteggere, almeno in alcuni frangenti, gli utenti.

Si tratta di una misura che fa parte di un più ampio complesso di potenziali restrizioni che FSC sta cercando di imporre ad un settore che ha causato già diversi problemi nel Paese, con Seul che rimane una delle piazze più attive in questo comparto.

Una lotta senza quartiere, ma potrà spuntarla?

La Corea del Sud, patria di diversi progetti crypto finiti in malora – basti pensare alle avventure di Do Kwon – sta cercando di mettere in piedi un sistema di controlli capillari per evitare che certe situazioni si ripetano.

Controlli capillari che spesso sono stati commentati con una certa veemenza da parte degli appassionati del mondo crypto, nonostante si tratti comunque di decisioni che vengono prese e che avranno impatto a migliaia di chilometri da casa nostra.

Potrebbe essere davvero questa la soluzione per difendere gli utenti del mondo crypto da truffatori di ogni genere e sorta? Facci sapere la tua sul nostro Canale Telegram, dove troverai sia la nostra redazione, sia migliaia di nostri lettori.

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