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Bitcoin e crypto: addio Super Bowl | Nessuna presenza!

Addio Super Bowl. La presenza crypto e Bitcoin è nulla. Lontanissima l'era in cui...

Oggi è il gran giorno del Super Bowl, ma al contrario di quanto avvenuto in anni precedenti, non ci saranno pubblicità legate al mondo Bitcoin, al mondo crypto e neanche agli ETF che sono stati recentemente approvati negli Stati Uniti d’America, anche se in quel caso sono state anche le tempistiche ad escludere questa possibilità.

Sembra passata un’era geologica da quando FTX, Coinbase, Crypto.com e altri operatori del settore spendevano milioni per pochi secondi di pubblicità, al picco del precedente bull market e per una serie di sport che, con il senno di poi, non sono stati poi così fortunati.

Il paragone con il 2022 è impietoso: fu l’anno che tutti ricordano come il più carico di pubblicità di crypto player durante la kermesse più importante dell’anno negli Stati Uniti d’America, almeno in campo sportivo.

Niente crypto pubblicità al Super Bowl di oggi: una lunga storia che…

Per quanto riguarda le pubblicità al Super Bowl a tema crypto c’è un prima di FTX e un dopo FTX. Il 2022 è stato l’anno spartiacque, perché mentre a febbraio una parte rilevante delle pubblicità era stata acquistata proprio da exchange e altri operatori, a novembre si sarebbe avuto il fallimento di uno dei più grandi exchange di sempre.

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Un anno spartiacque anche per chi prese parte a quelle pubblicità: in diversi sono stati letteralmente massacrati dopo aver prestato il loro volto alle pubblicità di exchange che poi sarebbero falliti o comunque per un settore che di lì a poco avrebbe vissuto la sua più grande crisi di sempre.

È stato il caso di Larry David, che più volte si è detto pentito di aver prestato il proprio volto alla campagna pubblicitaria di FTX. E lo stesso si potrà dire anche di Tom Brady, che non solo era stato volto pubblico di FTX, ma che aveva anche investito milioni nell’exchange che faceva capo a Sam Bankman-Fried.

Nessuna pubblicità anche dagli ETF

Non ci saranno, come aveva ventilato qualcuno a caccia di click e visualizzazioni, pubblicità per gli ETF su Bitcoin che sono stati approvati lo scorso 10 gennaio negli USA.

E questo per questioni legate alle tempistiche: al 10 gennaio, giorno dell’approvazione, gli slot erano stati belli che venduti e sarebbe stato forse un azzardo eccessivo comprarne uno senza avere la matematica certezza dell’approvazione da parte di SEC.

Al netto di questo, sarà comunque difficile veder tornare pubblicità ai ritmi e con la pervasività del 2022. Giro di pubblicità che però fu anche il più evidente top signal del precedente ciclo. Non c’è dunque, almeno per chi guarda ai prezzi, granché di cui rammaricarsi.

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