Vitalik Buterin sta scaricando parte dei suoi ETH. La notizia ha fatto il giro di X, suscitando subito l’attenzione degli appassionati dell’ecosistema Ethereum. Nelle ultime ore infatti il co-fondatore della seconda maggiore blockchain del settore avrebbe venduto ben 703 ETH, per un controvalore di circa $1.6 milioni, proprio in un momento non particolarmente brillante per il prezzo della moneta.
Come spesso accade in questi contesti, c’è qualcuno che grida allo “scandalo” e critica duramente Vitalik per aver deciso di monetizzare una parte delle sue riserve in una fase di debolezza del mercato. A dire la verità però, ci sono svariati motivi per credere che queste ultime vendite non abbiano nulla di anomalo, né tantomeno rappresentino un segnale negativo per lo stato di salute di Ethereum.
Vitalik vende i suoi ETH: le prove on-chain
Partiamo dai dati oggettivi e dai fatti: secondo quanto emerso dai dati Arkham in relazione al wallet di Vitalik Buterin, sembra che lo sviluppatore abbia venduto 703 ETH presso l’exchange decentralizzato CowSwap, riscattando una somma di circa $1,6 milioni in GHO, ovvero la stablecoin dell’ecosistema Aave.
L’operazione è stata svolta in più tranche, con 10 swap separati da 70,3 ETH ciascuno, verosimilmente per ridurre l’impatto sul mercato in termini di slippage ed ottimizzare l’esecuzione. La prima vendita delle serie è avvenuta intorno alle 17:30 (orario UTC) della giornata di ieri, mentre l’ultima è arrivata appena 1 ora fa, nel momento in cui vi stiamo scrivendo. Nel frattempo, durante lo stesso arco temporale, ETH ha perso circa il -3% del suo valore sul mercato.

Le vendite di Vitalik sono irrilevanti per Ethereum
A primo impatto chi è nuovo nel mondo crypto potrebbe pensare che l’attività di Vitalik abbia scatenato una pressione di vendita che si è riversata negativamente sul prezzo del token Ethereum. In realtà, dovete sapere che uno swap dal valore di appena $1,6 milioni è letteralmente una goccia nell’oceano rispetto ai $34,1 miliardi di volumi registrati da ETH solamente nelle ultime 24 ore.
Ogni ora di trading, qualsiasi exchange di medie dimensioni processa scambi per molto più di quanto fatto da Vitalik, dunque in termini volumetrici, capite bene che non è assolutamente un problema. Dovete poi anche considerare che il co-fondatore di Ethereum possiede ancora circa 235.269 ETH nel suo wallet pubblico, equivalenti ad oltre $540 milioni, a cui si sommano altri 4.300 WETH e 2.929 AETHWETH (token impegnati su Aave come supply).

Oltretutto non è la prima volta che Vitalik vende le sue monete: dal 2015 ad oggi si è liberato di circa 423.000 ETH, cifra ben più mastodontica rispetto agli appena 700 ether scambiati nelle ultime ore, senza innescare alcun problema strutturale per la criptovaluta, né tantomeno per il network.
Perché Vitalik vende periodicamente i suoi Ethereum?
A questo punto qualcuno potrebbe giustamente chiedersi perché Vitalik continui a vendere parte dei suoi ETH, se davvero crede nel futuro di Ethereum e nella crescita di valore della rete (e del token) nel tempo. La risposta è che banalmente sia la Foundation con i token presenti nella Treasury, sia Vitalik con i suoi personali fondi, effettuano vendite periodiche per finanziare un gran numero di iniziative.
Tra queste rientrano in primis i costi operativi per il sostegno della stessa infrastruttura Ethereum, gli stipendi degli sviluppatori e specialisti a libro paga, e le spese legate a provider terzi. Ci sono poi anche altri dispendi economici minori come sovvenzioni per team di sviluppo indipendenti, finanziamenti a progetti open source ed attività di ricerca, nonché anche iniziative educative e filantropiche.
Giusto per fare qualche esempio, solo la scorsa settimana Vitalik ha affermato di aver stanziato 16.000 ETH da investire nel corso dei prossimi anni in svariate applicazioni nel campo della finanza, privacy, comunicazioni governance, e tanto altro. Ieri, lo stesso Vitalik ha convertito 211 ETH in 500.000 USDC, per poi donarli ad un wallet di Kanro, una fondazione no-profit attiva nella ricerca scientifica.

Bazzecole per Ethereum
Sebbene certe cifre a 6 zeri potrebbero sembrare particolarmente rilevanti per noi utenti retail abituati a scambiare molto meno sul mercato, nella realtà dei fatti si tratta di importi del tutto trascurabili se rapportati alle dimensioni dell’ecosistema Ethereum. Non sono queste le attività che fanno veramente la differenza sul futuro della chain e del token ETH.
È oltretutto normale che in una qualsiasi attività di business ben strutturata ci sono svariati costi da sostenere (che comunque vengono compensati da ricavi provenienti dai servizi/prodotti che offre). Piuttosto, Vitalik e la Foundation devono preoccuparsi di continuare ad offrire al mondo on-chain un ambiente computazionale sicuro, efficiente, ed adeguato al fine di ospitare decine, se non centinaia di miliardi di dollari di TVL.
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