La rete Mantle si conferma giorno dopo giorno una delle infrastrutture più promettenti dello spazio DeFi. I dati on-chain mostrano nuovi massimi storici nelle metriche del Total Value Locked (TVL) e della supply di stablecoin, entrambe estremamente importanti in quanto danno un’indicazione chiara del livello di attività economica e della quantità di capitale che sta confluendo all’interno dell’ecosistema.
Gli ultimi record della chain sembrano essere il risultato dell’integrazione di uno specifico protocollo decentralizzato, che ha attirato una grande mole di utenti nell’ultimo periodo. Ora tutti questi numeri potrebbero avere implicazioni positive per il token $MNT, reduce da una fase piuttosto complessa sulle borse, come d’altronde un po’ tutto il mercato crypto.
Mantle stampa nuovi record in DeFi
In poco più di un mese il TVL della blockchain Mantle è aumentato di circa $750 milioni, praticamente triplicando la quantità di denaro precedentemente bloccata nell’infrastruttura. Solo negli ultimi 7 giorni si è registrato un incremento del +33,86%, pari a ben $250 milioni aggiunti. Come anticipato, il merito è quasi esclusivamente di un singolo protocollo, che è stato lanciato sulla rete riscuotendo subito un grandissimo successo.
Non è in realtà un protocollo qualsiasi, ma quello più affermato dell’intero movimento DeFi, ossia Aave. Il money market è stato deployato su Mantle ad inizio dicembre, ed in poco più di 3 mesi ha conquistato la quota di mercato maggiore della chain. Guardando infatti ai dati di DeFiLlama ci accorgiamo che Aave vanta un TVL di $479 milioni, circa 3 volte in più rispetto alla seconda DApp in classifica.

Segnaliamo anche una grande affluenza di capitali presso Mantle Index Four, un prodotto DeFi lanciato da Securitize che consente agli utenti di investire in un paniere di criptovalute dell’ecosistema Mantle (principalmente $BTC, $ETH e $SOL) attraverso un asset tokenizzato.
Mantle cresce anche nelle stablecoin
Un altro dato emblematico della scalata on-chain di Mantle arriva dalla sezione stablecoin, dove solo nell’ultima settimana la rete ha visto aumentare la liquidità del +13,98%, per un incremento di $120 milioni. Rispetto allo scorso anno, oggi vediamo più del doppio della massa monetaria in circolo, con un totale che raggiunge circa $981 milioni.
Le stablecoin più affermate in questo contesto sono USDT di Tether con $756 milioni, USDe di Ethena con $132 milioni, e USDC di Circle con $58 milioni. Ricordiamo che la crescita del segmento stable su Mantle è dovuta, almeno in parte, alla forte integrazione con l’exchange Bybit, che si occupa dello sviluppo infrastrutturale della chain e che ha creato un ponte di onboarding/offboarding molto comodo ed efficace.

Bene anche sugli asset RWA
Mantle viaggia in positivo anche per quello che riguarda il comparto RWA, cresciuto in maniera esponenziale dopo l’ingresso di Mantle Index Four, di cui accennavamo sopra. Negli ultimi 30 giorni i capitali riversati negli asset tokenizzati disponibili sulla chain sono aumentati del +6,94%, segnando un totale di $160 milioni.
Il secondo grosso prodotto tokenizzato deployato su Mantle è la stablecoin USDY di Ondo, che raccoglie poco meno di $30 milioni di fondi da utenti retail. Ci sono in realtà anche altri prodotti, in particolare quelli basati su azioni ed indici, ma la loro presenza è molto più ridotta.

Volumi on-chain su Mantle non aiutano le speculazioni
Purtroppo gli ottimi numeri registrati sui comparti TVL, stablecoin ed RWA non hanno dato un grosso boost alle negoziazioni del token $MNT, moneta nativa dell’ecosistema Mantle. Seppur con le ultime 3 settimane in verde, il token rimane comunque in forte downtrend rispetto al massimo di ottobre 2025, con un calo complessivo di circa il -75%.
Ci sono tanti fattori che spiegano questa debolezza grafica, di cui il più importante riguarda verosimilmente il calo dell’attenzione speculativa su tutto il settore delle crypto altcoin a seguito dell’enorme liquidazione di ottobre. C’è però anche altro che completa il quadro, come ad esempio la riduzione dei volumi DEX, che evidenziano una bassa attività di scambio sulla rete.

Gran parte del valore che è entrato nella chain negli ultimi mesi, riflesso nelle metriche che vi abbiamo mostrato sopra, non è poi confluito sul token $MNT, ma solo in strategie di yield basate su stablecoin.
Attenzione a questo dato su $MNT
Ad ogni modo, tutto questo non vuol dire che $MNT stia vivendo un brutto momento e che non sia più interessante sotto un profilo di investimento. A questi prezzi infatti, secondo i dati Glassnode, il token di Mantle si trova in una condizione di forte esaurimento della pressione di vendita.
Il grafico relativo al NUPL, mostra un livello di perdite non realizzate molto elevato, che in genere nel settore crypto anticipa un possibile recupero delle quotazioni. In passato il token $MNT ha trovato dei minimi locali quando il valore dell’indicatore era più alto di quello attuale, mentre i prezzi si trovavano su livelli inferiori rispetto a quelli di oggi.
Questo ci fa capire come il ribasso attuale possa sembrare eccessivo, e che magari da qui in avanti ci sarà un graduale recupero.

Anche osservando altri indicatori come l’MVRV Z-score, la moneta sembra trovarsi in una fase di sottovalutazione rispetto al suo set storico. Ciò non vuol dire che ci aspetti immediatamente una fase bullish su Mantle, ma che in un’ottica di medio/lungo periodo queste quotazioni potrebbero risultare favorevoli.
Per ritrovare slancio sui grafici, $MNT dovrebbe attirare innanzitutto più volumi di scambio, sia nelle borse spot che futures, e portare parte della propria ricchezza in stablecoin sugli order book.
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