C’è carenza di entusiasmo tra gli appassionati della blockchain di Ethereum. I prezzi continuano a spingere al ribasso, con ETH crollata sotto i $1.900, e il sentiment di mercato appare tra i più depressi degli ultimi anni. Questa situazione così delicata sui mercati decentralizzati, mentre nel frattempo le borse tradizionali vanno in direzione opposta macinando record su record, sta alimentando una fuga di capitali non indifferente dalla seconda rete più grande e capitalizzata dello spazio crypto.
Negli ultimi 7 giorni, secondo quanto riportato dai dati Artemis, la rete Ethereum avrebbe registrato un’uscita di circa 250 milioni di dollari, segnando l’outflow più intenso di tutto il comparto blockchain. A queste perdite si aggiungono poi i flussi – anche questi pessimi – degli ETF spot, e un quadro altrettanto poco incoraggiante per quanto riguarda i volumi di trasferimento di Ether da/verso gli exchange.
Ethereum sotto pressione: i capitali iniziano a defluire
Tra tutte le chain L1 e L2 attive, Ethereum è quella che ha osservato la maggiore uscita netta di capitali negli ultimi 7 giorni. I numeri sono oltretutto molto distanti dalla seconda peggior rete della metrica, che in questo caso risulta essere Hyperliquid, la quale ha beneficiato però nel frattempo di inflow molto positivi su Arbitrum, che è il network da cui tipicamente avvengono i depositi sulla piattaforma.
Se consideriamo invece la terzultima rete per netflow della settimana, ossia Ink – L2 di Kraken – il divario diventa ancora più rilevante e significativo del brutto momento che sta vivendo il principale ecosistema EVM. 250 milioni di dollari che escono dai propri indirizzi in appena una settimana, mentre se estendiamo il conteggio all’ultimo mese di scambi, il danno si amplifica a 338 milioni.

Ethereum resta comunque la blockchain con più valore bloccato in tutta la DeFi, con 40,2 miliardi di dollari in circolazione rispetto ai 75,5 miliardi di tutte le piazze on-chain. Anche qui però, dobbiamo segnalare un forte deficit rispetto ai numeri della scorsa settimana – sia per ETH che per tutto l’ecosistema – e più in generale una traiettoria discendente che prosegue imperterrita sin dal top locale di ottobre.
Tutto il comparto decentralizzato dunque soffre questo periodaccio, con molti capitali che stanno verosimilmente abbandonando i confini del mondo crypto per passare ai mercati tradizionali, dove Wall Street sta festeggiando nuovi massimi storici.
Flussi in uscita su Ethereum anche dagli ETF
Si respira un clima incerto su Ethereum non solo in DeFi, ma anche sul fronte degli ETF spot, dove nella sola sessione di ieri ci sono stati oltre 90 milioni di dollari di deflussi. La scorsa settimana invece si è chiusa con una perdita complessiva di circa 240 milioni dai vari fondi quotati in borsa ETH, che hanno seguito il trend degli ETF basati su BTC, anche loro fortemente sbilanciati verso il lato vendite.
Ampliando lo sguardo, nell’intero mese di maggio i prodotti su Ethereum hanno registrato un outflow di 540 milioni di dollari, il terzo peggior mese della storia degli ETF Ether, dopo novembre e dicembre 2025. Preoccupa soprattutto la continuità di queste uscite, con questa che si appresta a diventare la quarta settimana consecutiva di trading in rosso sui titoli a tema crypto di Wall Street, dopo che la scorsa settimana sono stati bruciati 2 miliardi in 5 giorni.

L’AUM complessivo degli ETF su Ethereum rimane tuttavia ancora a 10,5 miliardi, un valore significativo che accompagna gli 11,2 miliardi di inflow cumulativi registrati dal lancio di questi prodotti. In ogni caso, dal top di ottobre la criptovaluta ha visto evaporare ben 20 miliardi di dollari di controvalore dai fondi statunitensi regolamentati.
I volumi di trasferimento da/verso gli exchange seguono il calo dei prezzi di ETH
Un altro dato non proprio entusiasmante che fotografa alla perfezione lo stato attuale del mercato di Ethereum riguarda l’intensità dei volumi di trasferimento in ETH da e verso gli exchange centralizzati. Un modo per valutare quanto gli operatori sono attratti da un crypto asset è infatti quello di analizzare l’andamento dei depositi e prelievi su CEX, dove gli investitori ancora oggi confluiscono gran parte delle loro attività di trading.
In particolare, notiamo che la media a 14 giorni dei volumi di trasferimento è in forte contrazione negli ultimi mesi, sia per gli ingressi che per le uscite di ETH all’interno degli exchange. Il trend segue l’andamento dello scorso bear market, durante il quale la riduzione dei volumi aveva accompagnato il forte ribasso dei prezzi. Oggi notiamo una dinamica molto simile, con la metrica dei prelievi scesa dai 2,7 miliardi del top di agosto 2025 fino agli attuali 560 milioni di dollari.
Ad ogni modo, confrontando il dato con lo storico di Ethereum notiamo che queste operazioni non hanno ancora toccato il minimo di dicembre 2022, quando i volumi ammontavano ad appena 210 milioni di dollari.

Questo spiega come l’interesse speculativo per ETH sia relativamente basso rispetto ai momenti di hype dello scorso ciclo: gli investitori sono poco motivati a movimentare la moneta da e verso gli exchange, segno di una partecipazione complessiva molto fiacca. Finché questa traiettoria non inizierà a invertire, sarà difficile ipotizzare un ritorno a condizioni pienamente rialziste.
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