Il tema più discusso della settimana da parte dei bitcoiner (oltre al calo dei prezzi di BTC) è stato la perdita del peg di STRC, preferred stock di Strategy, dal suo valore nominale di $100. Questo evento – che è in un certo senso normale vista la configurazione del prodotto – ha scatenato a sua volta un depeg a cascata delle stablecoin DeFi che cercano di replicare l’esposizione a STRC, come ad esempio apxUSD di Apyx e sUSDat di Saturn Credit.
Chi aveva acquistato quei prodotti prima del crollo di STRC si è trovato con uno sconto di oltre l’8% rispetto al valore che si aspettava di mantenere ancorato al sottostante, ed ha passato molto probabilmente dei brutti giorni sul piano psicologico ed emotivo. Molti di loro però non sanno che esiste un nuovo protocollo DeFi – chiamato Royco – che permette di dividere il rischio e ottenere potenzialmente un’esposizione meno dipendente da questi eventi traumatici.
Shock STRC: il titolo di Strategy crolla sotto i $100
Quando leggerete queste righe il prezzo di STRC potrebbe aver recuperato il suo ancoraggio, o al contrario potrebbe aver ampliato il gap dal valore nominale dei $100. Non è tuttavia questo il focus dell’articolo: non ci interessa tanto commentare l’andamento di questo titolo, visto che l’ha già fatto per voi il nostro caporedattore Gianluca Grossi mentre giovedì STRC crollava sotto i $95, quanto più comprendere il rischio associato a questa esposizione.
STRC è una preferred stock che emette dividendi mensili – proposti di recente da Strategy con cadenza bisettimanale- con tasso annualizzato pari all’11,5%. Il suo prezzo dovrebbe tecnicamente rimanere il più vicino possibile a $100, ma in condizioni di stress per i mercati – o in scenari di difficoltà finanziaria per Strategy – potrebbe perdere quella stabilità. Rimane infatti pur sempre un’azione il cui prezzo dipende da domanda e offerta, e che seppur coperta da delle riserve di Bitcoin (e fiducia degli investitori) può oscillare sensibilmente.
È già successo che in passato perdesse il suo “peg” e da lì ha sempre recuperato, ma non è detto che questa volta – o nelle prossime occasioni – riuscirà sempre a tornare alla parità. Questo vuol dire che gli investitori che si trovano a detenere quote di STRC in un momento di depeg, come quello osservato negli ultimi giorni, hanno sostanzialmente due strade da percorrere:
- Vendere in perdita l’asset ed evitare di andare incontro a drawdown più significativi, lasciando sul piatto mesi di yield accumulato.
- Aspettare e sperare che il titolo si riprenda.
Insomma, una brutta situazione che richiede di prendere delle scelte complesse, in un momento emotivo altrettanto complesso, senza la possibilità di proteggersi in alcun modo e gestire il rischio in maniera più strutturata.
Il depeg delle stablecoin DeFi basate su STRC e la soluzione di Royco per spacchettare il rischio
La stessa condizione è scattata per i detentori di apxUSD e sUSDat, rispettivamente le stablecoin di Apyx e Saturn Credit, che proprio nel mezzo del crollo di STRC hanno subito un brutto depeg. Queste monete sono infatti garantite parzialmente da azioni STRC custodite dagli emittenti, e il loro ancoraggio al dollaro dipende molto dall’andamento del titolo. Entrambe, nel momento in cui scriviamo l’articolo, hanno subito cali compresi tra il -7% e il -10%.
Ebbene, come anticipato nell’introduzione, esiste un protocollo che permette di farsi trovare preparati in questi momenti di caos, potendo scegliere in anticipo la tipologia di esposizione a cui si vuole sottostare. Parliamo di Royco, una piattaforma multichain che sviluppa un sistema di “risk tranching” on-chain, in cui una qualsiasi fonte di rendimento in DeFi viene spezzata in due profili di rischio differenti, chiamati Senior e Junior.
Si tratta sostanzialmente di una soluzione che consente di rendere il rischio esplicito e non uniforme a tutti i partecipanti. La tranche Senior avrà più protezione a fronte di un rendimento più contenuto, mentre la parte Junior sarà più esposta a oscillazioni di prezzo, beneficiando però di ritorni maggiori.
Come funziona Royco nel concreto: la situazione per i detentori di posizioni Junior e Senior su STRC
A livello pratico su Royco troviamo diversi mercati, ognuno basato su una fonte di rendimento (stablecoin delta neutral, posizioni RWA, ecc.) e diviso in sezioni Senior e Junior. Chi vuole investire in una strategia di yield, può semplicemente scegliere se depositare fondi nella Senior tranche, ossia quella più sicura dove si ha una protezione dalle perdite, oppure nella Junior tranche, che invece è la prima parte del capitale a subire potenzialmente perdite, in cambio di un risk premium maggiore.
In altre parole, il Junior fa da “cuscinetto” per proteggere il capitale del Senior nel caso di situazioni di stress come il calo di STRC e il depeg di apxUSD. Questo non vuol dire che i Senior sono esenti dal rischio, ma che semplicemente vengono tutelati per primi. Anche loro potrebbero incorrere in perdite qualora il buffer della sezione Junior non sia più sufficente a garantire la solvibilità.

Quando si verifica un depeg come accaduto a STRC e apxUSD, il mercato di riferimento di Royco entra in modalità osservazione. In questa fase nessuna delle due tranche perde denaro, ma si stabilisce una finestra di 30 giorni in cui si osserva il movimento del sottostante. Se al termine del periodo di osservazione c’è ancora il depeg, allora la tranche Junior subisce le prime perdite, con eventuali propagazioni nella parte Senior nei casi più gravi.
Invece, se dopo i 30 giorni la posizione ha ristabilito il peg, nessuno subisce perdite. Royco sceglie questo lasso temporale perché di solito molte stablecoin tendono a recuperare movimenti erratici proprio a distanza di pochi giorni dallo stress.
Il settore DeFi matura: nuove soluzioni per rischi e rendimenti prevedibili
Royco non è di certo un protocollo rivoluzionario che sta attirando miliardi: il TVL è ancora molto risicato e tecnicamente non introduce nulla di nuovo rispetto a quanto già accade nei mercati tradizionali. Allo stesso tempo però aggiunge una variabile importante nella determinazione del rischio e del rendimento che fino ad oggi in DeFi non avevamo visto in questa forma.
Il settore sta passando finalmente da strutture lineari, in cui yield e rischio sono condivisi in maniera uniforme tra tutti i partecipanti, a soluzioni più personalizzate e adatte a varie tipologie di esposizione. Negli ultimi anni abbiamo avuto un assaggio di questa maturazione della DeFi con i prodotti tokenizzati di Pendle, che dividono il rendimento di un asset in porzioni (capitale e ritorni futuri), negoziabili separatamente. Non è un caso infatti se qualche balena qualche giorno fa ha avuto il coraggio di investire 6 milioni nei prodotti DeFi di STRC, senza tra l’altro subire perdite in questa fase, proprio perché ha scelto un prodotto più conservativo.
Un altro esempio di come l’industria sta evolvendo riguarda il lancio della piattaforma Midnight da parte di Morpho, che introduce mercati di credito on-chain a tasso fisso e scadenza fissa, con condizioni più prevedibili lungo tutta la curva del rendimento.
Insomma, la direzione a cui si sta andando incontro è quella di una DeFi meno omogena e più flessibile, dove gli investitori potranno scegliere sempre più facilmente quale profilo di esposizione assumere. Bear market o bull market, questa è una novità che non possiamo ignorare.
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