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Saylor Strategy STRC cash DeFi rendimenti

Investe 6 milioni su Michael Saylor, ma tramite la DeFi. Ecco cosa rischia questo investitore

Un'operazione complessa, che arriva in un momento altrettanto complesso per Bitcoin. Questa balena punta ai dividendi STRC di Strategy, ma lo fa nel mondo on-chain.
Saylor Strategy STRC cash DeFi rendimenti

Una balena del mondo crypto ha appena investito 6 milioni di dollari nei prodotti legati a STRC di Strategy, puntando a catturare un rendimento implicito annualizzato del 8,95% nell’arco dei prossimi 3 mesi. L’operazione, tuttavia, non è avvenuta tuttavia nei mercati tradizionali, ma tramite infrastrutture DeFi che replicano l’esposizione a tali flussi di dividendi, più precisamente attraverso la stablecoin USDat di Saturn Credit e i mercati tokenizzati di Pendle.

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Il passaggio non è dei più semplici per chi è nuovo in questo tipo di esposizioni “lego”, poiché implicano più livelli e strumenti incastrati tra di loro. Il concetto alla base però è che qualcuno ha scommesso pesantemente sulla solvibilità di Saylor e della struttura che è attorno a STRC, e lo ha fatto in modo indiretto tramite le piattaforme DeFi.

Balena punta sui rendimenti di Strategy: 6 milioni sul piatto

La notizia è stata diffusa stamattina da Pendle Finance, che in un post su X ha riferito di come una grossa balena abbia acquistato 6 milioni di dollari del prodotto PT-USDat, che come detto poco fa, è una forma complessa e indiretta per esporsi sui rendimenti legati a STRC di Strategy.

Andiamo per gradi: USDat è la stablecoin di Saturn Credit, un protocollo DeFi di credito digitale che cerca di offrire un rendimento on-chain basato su Bitcoin. Questa moneta è garantita 1:1 da US T-bills, e funziona come una normale stablecoin, che non eroga automaticamente yield. Il vero rendimento arriva nella sua versione staked sUSDat, che è coperta per la maggior parte da STRC – l’azione privilegiata emessa da Strategy – custodita direttamente da Saturn Credit. Quest’ultima stablecoin yield-bearing offre un ritorno nativo del 14,3%, se semplicemente detenuta on-chain.

La balena in questione però non si è limitata a comprare il token di Saturn, ma ha optato per acquistare un prodotto sintetico di Pendle – il cosiddetto Principal Token (PT) – legato a USDat. Senza scendere troppo nei tecnicismi, parliamo di uno strumento tokenizzato che separa la componente del capitale da quella del rendimento futuro: in poche parole è un asset che viene acquistato con uno sconto incorporato e che converge alla parità con il valore nominale alla scadenza.

Per semplificare al massimo, è come acquistare 1 dollaro a un prezzo inferiore di 1 dollaro, con il valore che tende progressivamente alla parità con il passare del tempo. Ovviamente tutto ciò non è esente da rischi e richiede di esporsi a molteplici controparti.

Rischi e prospettive di guadagno per la balena

La balena ha bloccato la bellezza di 6 milioni in 12 tranche diverse da 500.000 dollari ciascuna (il post di Pendle cita 13 tranche ma è probabilmente un refuso, ndr) negli ultimi 3 giorni, acquistando PT-USDat con scadenza 27 agosto 2026, dunque tra circa 3 mesi. Lo yield fissato dall’operazione è dell’8,95%, il che vuol dire che a scadenza – se non ci dovessero essere complicazioni – l’utente riscatterà circa 6,14 milioni di dollari.

Si tratta di un profitto di 2,5 volte maggiore rispetto a quanto si otterrebbe semplicemente detenendo titoli di debito statunitensi a breve termine.

L’alta profittabilità della strategia incorpora però anche un rischio, che possiamo riassumere nella “sostenibilità futura dei flussi di STRC” e nella capacità della stablecoin USDat di mantenere il peg. Tecnicamente USDat è garantita da US T-bills, ma l’intera struttura del credito digitale di Saturn funziona se STRC mantiene nel tempo la sua parità con il NAV (100$), o che quantomeno non oscilli troppo al ribasso da quel valore.

Dunque, seppur in maniera meno dipendente da sUSDat (in quel caso il rendimento implicito sarebbe stato più alto), la strategia richiede che tutto il flusso di rendimento di Strategy rimanga intatto, e che di conseguenza l’azienda rimanga solvibile, almeno entro la scadenza.

Ci sono poi anche i rischi relativi al mondo DeFi da non sottovalutare, tra cui quello degli smart contract e potenziali problemi di liquidità nei mercati secondari. Detto ciò, Pendle fino ad oggi è apparso come un protocollo solido dal punto di vista infrastrutturale, dunque non è questo il principale point of failure.

La domanda per i prodotti DeFi basati su STRC di Strategy

C’è molta attenzione in questo preciso momento da parte del pubblico DeFi verso i prodotti on-chain incentrati sui dividendi della stock STRC di Strategy. Lo vediamo sia dall’aumento della supply delle stablecoin di Saturn Credit, sia dalla crescita del TVL in protocolli competitor come Apyx.

Su quest’ultimo, il valore delle monete che replicano l’esposizione a STRC è salito fino ad oltre 300 milioni di dollari. Il TVL complessivo della piattaforma – considerando anche collaterali in cash ed equivalenti – sale addirittura a 500 milioni, con un dato raddoppiato rispetto a solo un mese fa.

Tutto ciò mostra chiaramente come anche nei sottoboschi della DeFi ci siano grossi capitali delle balene pronti a scommettere sulle promesse di Michael Saylor e sulla sostenibilità di Strategy. Tra l’altro, l’ultimo grosso investimento di cui vi abbiamo parlato in questo articolo è arrivato proprio alla prima vendita pubblica di Bitcoin da parte di Saylor, che però – vista la size contenuta – non sembra aver spento gli animi degli investitori.

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