Qualunque giornale crypto si apra (e lo stesso vale per i social) è ovunque un lungo dibattere della crisi di Michael Saylor e delle sue azioni preferred, $STRC. Alla chiusura delle contrattazioni a Wall Street il titolo – che cerca di mantenere una parità a 100$ – era sotto i 95$. Segnale di stress, di fuga degli investitori e in ultimo dell’impossibilità per Saylor di portare avanti, per ora, la sua strategia.
La situazione è complicata – ed è resa ancora più difficile dal fatto che, intorno al titolo, si sono radunati due schieramenti fideistici, due sette che non hanno alcuna intenzione di guardare ai fatti prima di comunicare al mondo la propria opinione.
Un po’ di verità sullo storico di STRC
Prima sorpresa: abbiamo già visto in passato $STRC sotto livelli di prezzo importanti. Il titolo, tra il 19 e il 20 novembre aveva addirittura perso i 91$. Il 5 febbraio era sceso fino ai 93$. Oggi scambia a 94,5$.
Nelle due precedenti occasioni ha recuperato – con interventi esterni (dividendo, creazione del cuscinetto) e non è detto che non lo faccia anche questa volta.

Seconda sorpresa: il titolo non è stabile come Saylor racconta in televisione. Quando è per periodi relativamente lunghi intorno ai 100$, Saylor fa il giro di giornali e TV per raccontare quale grande prodotto ha creato. In questi momenti invece è più silenzioso.
A chi vi scrive certe operazioni di marketing di Michael Saylor non sono mai piaciute, ma non è questo il punto della discussione.
Lo storico dice che il titolo, ciclicamente (e in genere quando il prezzo di Bitcoin cala a picco) fa capatine in basso, terrorizza chi aveva dato retta a Saylor e al suo teorema della stabilità e poi torna verso i 100$.
Ora però è più difficile
A preoccupare di più, questa volta, è il fatto che la situazione finanziaria di Strategy è peggiore di quella delle volte precedenti. Si è liberato di un debito in scadenza tra due anni (e che non pagava interessi), riducendo però grandemente il suo cuscinetto di cash per pagare i dividendi.
Con le azioni ordinarie $MSTR che stanno offrendo performance pessime – ci sta che qualcuno sia più preoccupato del solito. Dovrà pagare dividendi, ha cash per farlo per soli sei mesi. Dove prenderà i soldi? Ridurrà il dividendo di STRC, lasciandola di fatto morire? Venderà Bitcoin? Venderà di nuovo MSTR a mercato?
L’incertezza sta giocando contro Saylor, Strategy e gli azionisti che non hanno ancora mollato. In tanti la chiamano gestione attiva, per i mercati ora ha invece le sembianze della disorganizzazione più pura.
Saylor può fallire?
A tanti sfugge un altro punto: Saylor è liberissimo di non pagare dividendi STRC. Può farlo unilateralmente, con delle conseguenze reputazionali pesanti, ma che non sono la fine del mondo. E che comunque non comportano il fallimento della società.
Per intenderci: Saylor non dovrà portare i libri in tribunale se – e ripetiamo se – il meccanismo di STRC dovesse incepparsi. Al massimo perderemmo una fonte di domanda considerevole per Bitcoin, che però in caso di ritorno di un accenno di bull market, sarà molto meno fondamentale.
In cosa deve sperare sul breve Saylor?
Un recupero di Bitcoin di livelli di prezzo più alti darebbe una grossa mano. Per il resto, Saylor si gioverebbe grandemente dell’eventuale ritorno di un sentiment bullish sul mercato. Non si può accendere e spegnere con un interruttore, e per ora, incastrato in una situazione di mercato non ideale, non potrà che fare buon viso a cattivo gioco e decidere, volta per volta, chi punire.
Ovvero se comprimere ulteriormente MSTR, se lasciare STRC correre verso il basso oppure se vendere quote più consistenti di $BTC, rischiando però di peggiorare la situazione. Nel frattempo Bitmine gli tira la volata, lanciando preferred nel mondo $ETH, in quello che è il caos tipico che tanto piace agli investitori crypto.
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