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whale Bitcoin vendono BTC

Bitcoin: le whale restano bearish: -180.000 BTC venduti nell’ultimo anno

Bitcoin stamattina è in lieve ripresa sui grafici, ma le whale continuano a ridurre la propria esposizione. Ecco cosa dicono i dati.
whale Bitcoin vendono BTC

Le whale di Bitcoin, ossia gli indirizzi che detengono partecipazioni multimilionarie del crypto asset, continuano a mantenere un approccio molto diffidente sul mercato. Dopo aver sostenuto il rally del 2024 con una forte accumulazione – dinamica che ha contribuito a spingere i prezzi verso i massimi storici – i grandi investitori sono tornati a distribuire, con oltre 180.000 BTC venduti negli ultimi 12 mesi.

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C’è stato in realtà qualche breve segnale di inversione nel primo trimestre del 2026, grazie anche a una ripresa dei flussi istituzionali e a un aumento degli inflow stablecoin sugli exchange, ma il quadro generale rimane ancora improntato verso un bias ribassista. Diverse balene persistono a vendere, e lo fanno – tra le altre cose – realizzando ingenti perdite.

Le whale sono ancora bearish su Bitcoin: l’analisi on-chain

Quando parliamo di whale, ci riferiamo in questo contesto a tutti gli indirizzi che presentano un bilancio compreso tra i 1.000 e i 10.000 BTC, ovvero investitori di grandi dimensioni che possiedono decine – se non centinaia – di milioni di dollari in Bitcoin (BTC).

Secondo quanto riportato in un recente report di CryptoQuant, questi operatori sono passati da essere accumulatori seriali per gran parte del 2024 a venditori netti nel corso dell’ultimo anno. Più nello specifico, la variazione annuale delle loro partecipazioni è passata da +200.000 BTC al primo test dei massimi storici a marzo 2024, fino ad arrivare a -180.000 BTC ad oggi.

Parliamo di una differenza estremamente marcata, che spiega soprattutto chi ha contribuito al forte calo dei prezzi di Bitcoin dal top del ciclo di luglio 2025. Da quel momento in poi infatti, il bilancio delle whale è sceso drasticamente, tentando addirittura un recupero ad inizio febbraio che è però fallito miserabilmente.

Whale Bitcoin variazione annuale bilancio
Whale Bitcoin variazione bilancioFonte dati: https://x.com/cryptoquant_com

Qualche settimana fa vi avevamo parlato anche di come alcuni flussi di investimento stessero dando qualche segnale incoraggiante. A metà marzo avevamo assistito all’inflow di stablecoin più grande degli ultimi 5 mesi, ma quella liquidità evidentemente non è stata impegnata per nuove compere.

Anche il Coinbase Premium Index, indicatore di cui spesso discutiamo – che riflette la pressione di acquisto o vendita degli investitori istituzionali statunitensi – dopo una breve parentesi positiva a marzo è scivolato nuovamente in territorio negativo nelle ultime settimane.

Le whale vendono in perdita

Un altro fattore che complica ancora di più l’outlook speculativo di Bitcoin, riguarda il fatto che le whale oltre a distribuire grosse quantità di BTC, lo fanno anche in condizioni di perdita. Osservando la metrica del “Realized Loss”, suddivisa per size degli indirizzi, emerge infatti come gli investitori che detengono da 100 a 10.000 BTC stiano vendendo in modo significativo sotto il proprio costo di carico.

I dati parlano di perdite realizzate medie per oltre $330 milioni al giorno nel corso del Q1 2026, con un totale lasciato sul piatto da queste entità di circa $30,9 miliardi su base aggregata. In confronto, gli investitori retail con holdings più contenute, hanno registrato perdite enormi durante il sell-off di novembre 2025, ma negli ultimi mesi sono stati decisamente meno presenti tra i venditori.

Perdite realizzate Bitcoin
Perdite realizzate whale BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com/

Questa metrica diventa ancora più interessante se contestualizzata con l’andamento dei profitti e delle perdite non ancora realizzati dai cosiddetti long-term holders, ossia investitori che non hanno movimentato le proprie coins negli ultimi 6 mesi. Questo dato aiuta a capire, in linea generale, in che condizione si trovano gli investitori più orientati al lungo periodo.

Notiamo che il dato sta seguendo perfettamente il pattern già visto in passato nel corso dei precedenti bull market, dove questo genere di operatori è passato dall’alta profittabilità fino a toccare livelli estremamente compressi, in concomitanza con i minimi di ciclo. In questo momento i long-term holders mantengono ancora qualche profitto non realizzato, ma si stanno avvicinando complessivamente alla zona di break-even, area in cui storicamente si è vista un’accelerazione ribassista molto marcata.

long term holders NUPL Bitcoin
Profitti/perdite non realizzati LTH Bitcoin Fonte dati: https://studio.glassnode.com

I piccoli holders di Bitcoin tornano a farsi sentire

Nel frattempo i piccoli attori del mercato, ossia gli indirizzi con bilanci pari o superiori a 0,1 BTC, sembrano approfittare dello sconto di prezzo in corso su Bitcoin per aumentare le proprie partecipazioni. Da dicembre 2025 in poi questi holders si sono comportati praticamente in maniera opposta alle whale, andando ad accumulare a ritmo sostenuto mentre i grandi detentori scaricavano.

Parliamo di un incremento di poco meno di 50.000 nuovi indirizzi di quella taglia, il che implica una supply acquistata relativamente contenuta rispetto allo scarico dei -180.000 BTC delle balene. Resta però interessante osservare come il numero di questi portafogli sia tornato ora agli stessi livelli di novembre 2024, periodo in cui si registrava una forte uscita dal mercato da parte della categoria.

Numero address Bitcoin almeno 0,1 BTC
Indirizzi Bitcoin con almeno 0,1 BTCFonte dati: https://studio.glassnode.com

Aggiungiamo che gli indirizzi con un bilancio ancora più modesto di almeno 0,01 BTC sono anch’essi in fase di lieve accumulazione, con un trend che parte già da luglio 2025 e un numero di address che sfiora attualmente i massimi storici di gennaio 2024.

Invece, gli investitori leggermente più benestanti, che possiedono monete per almeno 1 BTC, sono rimasti pressoché fermi dalla fine dello scorso anno, senza nuove accumulazioni ma nemmeno nuove fasi di distribuzione. Ad ogni modo, da ottobre 2024 il trend è palesemente in ribasso, come risultato verosimile di operatori che si sono progressivamente spostati su strumenti off-chain come gli ETF.

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