La settimana non si apre nel migliore dei modi per il settore crypto: già a partire dalle prime ore della seduta odierna il mercato dei perpetual futures ha registrato grosse liquidazioni di posizioni long, per lo più incentrate su Bitcoin, Ethereum, e qualche altcoin blue chip. Il dato nelle ultime 24 ore supera i 600 milioni di dollari, il peggiore dal dump del 23 febbraio.
Sia Bitcoin che Ethereum avevano iniziato il mese di maggio con ottimi rialzi, preceduti da altrettanti movimenti positivi ad aprile, ma negli ultimi 4 giorni gli orsi sembrano aver preso il sopravvento sui tori. Dal 15 maggio BTC perde circa il -5%, mentre ETH affonda del -7%.
Liquidazioni crypto superano i 600 milioni: Bitcoin ed Ethereum gli asset più colpiti
Sono per la precisione 609 milioni le liquidazioni long che hanno interessato il settore degli asset digitali nelle ultime 24 ore, contro appena 68 milioni di posizioni short. Come accennato, Bitcoin ed Ethereum risultano le monete più colpite, coerentemente con la quota maggiore di open interest che queste due crypto detengono rispetto al resto del mercato sul fronte dei perpetual futures.
Stupisce tuttavia il fatto che ETH, nonostante un OI nettamente inferiore rispetto a BTC, abbia subito liquidazioni più intense. Parliamo di 256 milioni di dollari liquidati sulla seconda moneta in classifica per capitalizzazione, mentre sul re vediamo 188 milioni. Il resto delle posizioni long danneggiate nelle ultime ore appartiene a XRP, DOGE, SOL, BCH, XAU e altre monete minori.
Le poche eccezioni di questa sessione all’insegna del ribasso riguardano ZEC e HYPE, entrambe in positivo sia sui prezzi che sul bilancio dell’OI, insieme a qualche sporadico caso di altcoin a bassa capitalizzazione.

Nel complesso la situazione appare particolarmente sbilanciata a favore degli orsi, soprattutto perché questo scarico al ribasso si è verificato all’interno di un quadro parecchio incerto per i prezzi di Bitcoin ed Ethereum.
Da segnalare oltretutto come un volume così alto di liquidazioni long non si registrava dal 23 febbraio, quando BTC aveva perso il -4,4% in una singola sessione, precipitando al di sotto dei $64.000. Il lato positivo è che ora le quotazioni sono sensibilmente più elevate, ma questo non cambia il fattore di forte deterioramento del sentiment da parte degli investitori.

Questa balena continua a puntare short su Bitcoin ed Ethereum
Nel frattempo, Arkham Intelligence ci segnala che una grossa balena del mondo crypto sta scommettendo short su Bitcoin ed Ethereum, con posizioni che complessivamente superano i 100 milioni di dollari di valore nozionale. Si tratta dell’utente noto come “pension-usdt.eth”, che nel corso degli ultimi 6 mesi ha realizzato profitti per oltre 19 milioni dal trading di derivati.
Le sue posizioni short si trovano su Hyperliquid, mercato dove in realtà le balene non sono mai state così bullish come ora, con un bilancio complessivo di gran lunga esposto verso i long e verso i volumi taker buy. Il trader in questione sta andando dunque controcorrente rispetto a molti suoi colleghi, con un bias potenzialmente influenzato dalla situazione complessa sul fronte geopolitico e macroeconomico.
Ad ogni modo, la posizione short su Bitcoin sta perdendo circa 9 milioni di dollari, essendo stata aperta ad un prezzo inferiore rispetto alle quotazioni attuali, mentre quella su Ethereum segna un profitto non realizzato di circa 400.000 dollari.
La leva utilizzata è contenuta al 3X, e questo consente all’operatore di poter sopportare potenzialmente molta volatilità, con prezzi di liquidazione fissati a $104.000 per BTC e $3.500 per ETH. Secondo Polymarket c’è appena il 35% di chance che le due monete raggiungano questi target entro la fine dell’anno.
L’attività dei retail su Bitcoin scende a nuovi minimi
A complicare ulteriormente l’outlook speculativo del mercato crypto è il fatto che neanche i retail sembrano essere dalla parte dei tori in questo momento. Secondo quanto riportato da CryptoQuant, la loro attività on-chain è in forte calo negli ultimi mesi, con inflow sugli exchange che hanno raggiunto i valori più bassi degli ultimi 9 anni.
Su Binance ad esempio, gli account degli investitori con meno di 1 BTC hanno registrato oggi complessivamente depositi per appena 314 BTC. Per fare un paragone, al top locale di marzo 2024 la stessa metrica segnava 1.200 BTC, mentre al bottom dell’ultimo bear market la media era di 1.800 BTC.
Questa forte riduzione si spiega almeno in parte con la migrazione di molti piccoli investitori verso strumenti regolamentati come gli ETF. Non a caso è dal 2024 in poi che l’andamento degli inflow dei retail è progressivamente diminuito, proprio perché molti retail preferiscono holdare la criptovaluta tramite prodotti quotati piuttosto che su exchange.

Ad ogni modo, l’ultima contrazione è anche il risultato di una minore appetibilità di Bitcoin a livello speculativo rispetto ad altri asset globali. In particolare, da ottobre in poi sembra che molti operatori si sono tuffati sui mercati degli indici azionari e delle materie prime, scartando la criptovaluta che nel frattempo ha visto perdere gran parte della sua componente volatile, che è proprio la caratteristica che i retail ricercano in un asset ad alto rischio.
Ovviamente Bitcoin ha ancora una chance per riprendere il trend bullish delle scorse settimane. Se volete approfondire il discorso, nel weekend vi abbiamo parlato di cosa manca in questo momento per tornare a correre in bull run.
Criptovaluta.it® Ultime Notizie Bitcoin e Crypto News | Criptovalute Oggi

