Nessun accordo in Pakistan tra USA e Iran, con il vice-presidente degli Stati Uniti, JD Vance, che è già in viaggio verso casa. Almeno secondo quanto trapela in queste prime ore, l’Iran non avrebbe alcuna intenzione di rinunciare al suo programma nucleare. Gli unici mercati aperti, quelli delle criptovalute, correggono pur rimanendo su livelli di prezzo elevati rispetto a quelli di una settimana fa.
Bitcoin rimane comunque vicino ai 72.000$, con le correzioni che sono state piuttosto modeste e con i mercati che – essendo ottimisti ma fino a un certo punto – si aspettavano un processo di eventuale accordo più lungo di un semplice incontro.
Bitcoin e crypto: perdite modeste sulle 24 ore
Dopo un sabato che aveva riacceso l’entusiasmo, nel cuore della notte è arrivata la prima brutta notizia del weekend. Non ci sarà accordo, almeno in tempi brevissimi, tra USA e Iran per la cessazione delle ostilità. Sabato che aveva cavalcato l’entusiasmo delle prime notizie che arrivavano dal Pakistan (luogo dell’incontro tra la delegazione USA e quella iraniana).
Bitcoin rimane comunque in quota 71.600$ nel momento in cui scriviamo, così come Ethereum rimane sopra i 2.200$, segnale che nonostante una breve battuta d’arresto in seguito alla diffusione della notizia, per i mercati nulla ancora sarebbe compromesso.
Petrolio ancora su livelli di prezzo bassi, almeno su Hyperliquid
Gli exchange decentralizzati crypto rimangono uno dei pochi fari sull’andamento del prezzo del petrolio. La notizia del mancato accordo tra Iran e USA ha impattato sul prezzo del barile, che è tornato sui livelli delle chiusure di venerdì, dopo che era sceso anche sotto i 90$.

Una situazione che però, come noto ai nostri lettori, dovrà essere valutata di nuovo una volta che saranno aperte le contrattazioni sulle piazze tradizionali, dove i volumi sono più importanti e dove la risposta che arriva dai mercati è più netta.
La situazione rimane tesa, ma in chiaro miglioramento, per quanto non sia ancora venuto fuori un accordo tra USA e Iran, che avrà bisogno probabilmente (nel migliore dei casi) di ancora diversi incontri.
Intanto dall’Europa e in particolare dall’Italia arrivano allarmi continui e costanti: nella giornata di ieri si è espresso anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che ha parlato di chiari rischi recessione se la situazione non dovesse risolversi a breve.
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