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Bitcoin bull market indicatore segnale

Bitcoin: momento decisivo per i prezzi. Questo indicatore ci dice quando riparte il bull market

L'outlook speculativo su Bitcoin è in miglioramento, ma ci sono ancora delle incognite da risolvere prima di puntare al bull market.
Bitcoin bull market indicatore segnale

Per Bitcoin la fase attuale è tra le più delicate del ciclo: i prezzi sono in lieve recupero dal bottom di febbraio e l’appetito per il rischio sembra riprendere gradualmente terreno, ma gli investitori si trovano ancora complessivamente in condizione di stress, con la maggior parte delle posizioni spot sotto il costo medio di carico.

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In tanti parlano di ripartenza e di ritorno in bull market, ma la situazione è ancora parecchio in bilico. La buona riuscita di questo movimento resta incerta, almeno finché un indicatore non darà definitivamente il via libera segnando l’inizio di un nuovo capitolo sui grafici di Bitcoin. Parliamo della metrica del True Market Mean (TMM).

Bitcoin True Market Mean: cos’è e come funziona?

Si tratta di un indicatore on-chain che viene costruito con un calcolo abbastanza complesso, ma che riesce a stimare in modo estremamente preciso il “prezzo medio di carico aggregato” degli investitori Bitcoin. In genere nell’analisi blockchain si prende come riferimento il “Realized Price” – già di per sé particolarmente utile ai fini previsionali – per individuare l’ultimo prezzo a cui tutte le monete in circolazione di un asset sono movimentate recentemente e costruire da questo dato il costo medio del mercato.

Il True Market Mean aggiunge un’informazione in più, riuscendo a filtrare gli indirizzi che sono meno rilevanti in termini economici, magari poiché meno attivi o frutto di coins dormienti. Possiamo leggere questa metrica come un prezzo di break-even, sotto al quale in genere Bitcoin negozia in territorio di bear market, e sopra al quale invece i prezzi viaggiano in zona di bull market.

Dal 2014 ad oggi il True Market Mean ha scandito con sorprendente precisione i punti di ingresso e di uscita dalle fasi più critiche del ciclo, fungendo spesso da livello di riferimento nei momenti di stress e da supporto dinamico nelle fasi di espansione. Al momento, siamo vicini al breakout di questa soglia, con il TMM che si trova a $78.100, distante poco meno del 5% dalle quotazioni che vediamo alla stesura dell’articolo.

True Market Mean indicatore on-chain Bitcoin
True Market Mean BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Bitcoin è in procinto di tornare in bull market?

In realtà, alcuni elementi fanno pensare che Bitcoin non riuscirà a rompere al rialzo il livello del True Market Mean, o che perlomeno, se dovesse riuscirci non arriverebbe ad estendere il movimento a lungo raggio. Uno di questi riguarda il tempismo dei cicli di mercato della criptovaluta: storicamente quando Bitcoin è sceso sotto al TMM, le fasi ribassiste sono durate da pochi giorni fino a oltre 11 mesi, accompagnate da drawdown molto profondi fino ad addirittura il -57%.

Un altro aspetto rilevante è che, dopo ogni top di mercato, la prima rottura ribassista del True Market Mean ha sempre dato il via a una fase in cui Bitcoin è rimasto sotto il livello per diversi mesi, prima di riuscire a invertire in modo strutturale. Ad esempio, nel bear market del 2018-2019 è rimasto ben 282 giorni sotto la soglia, e nella successiva fase bear del 2022-2023 sono passati 339 giorni prima di un vero e proprio recupero.

Questa volta invece sono passati appena 75 giorni da quando Bitcoin ha rotto al ribasso il TMM, più precisamente il giorno 31 gennaio 2026. Le oscillazioni di prezzo non sono state neanche così estreme, con solo il -20% di excursus, contro movimenti ribassisti ben più marcati in passato.

Bitcoin dati storici calo sotto al TMM
Max drawdown e durata dei cali di Bitcoin sotto al TMMFonte dati: https://x.com/CryptoVizArt

Già solo questo ci fa intendere come una continuazione del rally sopra i $78.000 e un graduale recupero verso un territorio bullish sarebbe da leggere come un evento molto raro e fondamentalmente unico rispetto ai bear market storici. Qui vi parliamo anche di altri 4 indicatori da monitorare che potrebbero anticipare la fine del ciclo.

Altro problema: i long-term holders sono meno attivi negli ultimi mesi

C’è anche un secondo fattore che va considerato, ossia il fatto che l’attività dei long-term holders di Bitcoin si è ridotta sensibilmente negli ultimi mesi. Questo dato è particolarmente rilevante perché il True Market Mean – come anticipato prima – si costruisce attraverso metriche che tengono conto dell’età delle coins circolanti sul mercato.

In parole più semplici, se i long-term si muovono di meno, il TMM mostra un livello di prezzo più basso rispetto a una condizione di forte attività degli indirizzi e delle monete più anziane. Ergo, considerando questa situazione, il livello dei 78.100$ rischia di offrire una lettura un po’ troppo ottimistica del contesto in cui si trova Bitcoin.

Ebbene, in questo momento la metrica del Coin Days Destroyed (CDD), ci mostra chiaramente che da novembre 2025 in poi ci sia stato un calo significativo del tasso di partecipazione dei long-term. Siamo passati dagli 1,6 milioni di BTC fino agli attuali 330.000 BTC, per un calo del 79% circa (media a 30 giorni).

CDD Bitcoin indicatore on-chain
Coin Days Destroyed BitcoinFonte dati: https://x.com/Darkfost_Coc

A questo si aggiunge il fatto che i long-term holders dovrebbero avere ancora – almeno stando allo storico di Bitcoin – un’occasione per capitolare al ribasso prima di trovare un punto di ripartenza dei prezzi. In questo ciclo manca ancora la fase più dolorosa per gli LTH, cosa che in passato ha sempre accompagnato il bottom e la successiva ripartenza.

Qualcuno potrebbe obiettare che il ciclo dei 4 anni è ormai morto e che dovremmo riconsiderare certi timing, ma sembra comunque troppo ottimistico pensare che il bear market si fermerà ad appena il livello 0,3 del NUPL.

NUPL Bitcoin indicatore on-chain
Profitti e perdite non realizzate LTH BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Considerazioni finali: dove è diretto Bitcoin?

Alla luce di quanto visto finora, e contestualizzando le metriche con l’outlook di Bitcoin, possiamo trarre delle conclusioni interessanti: la criptovaluta si trova relativamente vicina ad un cross rialzista del TMM che sancirebbe potenzialmente la fine della fase bear e l’ingresso in una fase di consolidamento prima di una ripartenza bullish.

Altri indicatori – non citati oggi ma vi abbiamo fornito in recenti analisi – suggeriscono un ritorno dell’appetito per il rischio generalizzato tra gli investitori e una maggiore domanda di investimento, soprattutto dalle borse USA (Coinbase Premium Index). Ci sono dunque le basi per ripartire ma vediamo anche delle questioni che complicano il successo del recupero, tra cui:

  • -Tempistiche di un ritorno in bull market molto anticipate rispetto al passato.
  • -Livello del TMM probabilmente distorto al ribasso e da riposizionare più in alto, indicativamente sopra gli $80.000/$85.000.
  • -Volumi spot ancora bassi su Bitcoin e funding rate sui futures che segnalano una leva improntata verso lo short selling.
  • -Contesto macro imprevedibile e ancora parecchio incerto, da cui potrebbe scaturire il via libera per un altro sell-off.

Non possiamo dare per scontato che da qui Bitcoin ritornerà ai massimi storici senza incontrare imprevisti, ed anzi – ad avviso di chi vi scrive – è probabile che torneremo a soffrire sui grafici prima del ritorno effettivo in bull market. Ad ogni modo, non sembra esserci comunque troppo spazio per una discesa, e difficilmente si andrà a perdere il livello dei $54.000, che attualmente coincide con il Realized Price. 

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