Nella sessione di ieri si è tenuto l’esordio sul mercato della crypto CHIP, token di governance del protocollo decentralizzato USD.AI. Il lancio è stato subito ben accolto dagli investitori, che hanno spinto i prezzi della moneta ben oltre le stime di pre-market, registrando un incremento del +130% dalla valutazione iniziale.
CHIP ha lasciato molti addetti ai lavori felicemente sorpresi, sia per il momento speculativo non proprio favorevole, sia per le modalità con cui il token ha varcato le soglie del settore crypto. Difatti il lancio è stato accompagnato da una distribuzione airdrop e da un ICO riservata agli utenti dell’ecosistema: due elementi che in genere portano pressione di vendita al TGE, ma che questa volta sembrano non aver frenato l’entusiasmo degli operatori.
CHIP: arriva il token del protocollo stablecoin USD.AI
CHIP è un token molto particolare, così come lo è la sua piattaforma USD.AI, che possiamo descrivere come un protocollo DeFi in grado di unire in un unico concept componenti come le stablecoin, l’intelligenza artificiale e il credito on-chain. In pratica, il progetto introduce un’omonima stablecoin ancorata al dollaro statunitense chiamata “USDai”, le cui riserve sono composte sia da titoli del Tesoro sia da hardware AI, come GPU Nvidia.
L’idea alla base di questo modello è offrire prestiti decentralizzati a grandi operatori del settore AI, che possono utilizzare i propri asset fisici come collaterale. Allo stesso tempo, gli utenti che forniscono liquidità al sistema mintando USDai hanno diritto a un rendimento (se il token viene messo in staking) derivante da queste attività di lending.
CHIP funge da token di governance per tutto questo apparato, ed è definito dal progetto stesso come il token che fissa il tasso d’interesse dell’AI. I detentori del crypto asset partecipano infatti alle decisioni che determinano i parametri economici del protocollo, come ad esempio le commissioni dei prestiti, i margini di interesse e le condizioni di riscatto.
Il progetto USD.AI aveva annunciato l’introduzione di CHIP a gennaio, rilasciando le prime specifiche del token, ma solo ieri c’è stato l’effettivo TGE e listing dedicato sui principali crypto exchange del settore.
Debutto da applausi per CHIP: prezzi sopra le aspettative dei farmers
Mentre scriviamo il token CHIP è quotato $0,083, in rialzo di circa il +130% rispetto alle stime di lancio iniziali di pre-market. La capitalizzazione è di 166 milioni di dollari, mentre l’FDV ammonta a 830 milioni, con circa il 20% della supply totale rilasciata attualmente sul mercato.

L’esordio della crypto ha superato ogni previsione, in particolare tra i partecipanti dell’ICO, che hanno avuto l’opportunità di acquistare il 7% della supply al prezzo fisso di $0,03 per moneta, e che ora possono realizzare un grande gain.
Ma anche tra i farmers di airdrop, che hanno accumulato punti all’interno dell’ecosistema, c’è stato un discreto ritorno economico. Questi utenti hanno ricevuto complessivamente il 3% della supply, con una particolarità interessante: al momento del lancio potevano scegliere se ricevere i token CHIP oppure optare per un buyout in USDC, a una valutazione fissa compresa tra 350 e 420 milioni di dollari di FDV.
In entrambi i casi, sia per gli acquirenti dell’ICO che per i destinatari dell’airdrop, il lancio della criptovaluta si è rivelato estremamente positivo e capace di offrire ottimi rendimenti. Tale risultato è assolutamente atipico per la fase che stiamo vivendo, dato che la maggior parte degli airdrop e dei nuovi token offerti tramite launchpad finiscono subito per perdere valore al debutto.
Per la cronaca: qualche mese fa vi avevamo parlato di USD.AI e del suo programma airdrop, spiegando come fosse un farming da non perdere.
Listing sui principali CEX e DEX del mondo crypto
CHIP è disponibile per il trading su molteplici piattaforme di scambio. Tutti i principali exchange centralizzati hanno infatti listato la moneta appena dopo l’evento di TGE, presentando il token ai rispettivi investitori e favorendo un volume di scambio record da 700 milioni di dollari nelle prime 24 ore, per un valore di oltre 4 volte la sua market cap.
Troviamo mercati spot per CHIP su Binance, Bybit, Coinbase, Upbit e Kucoin, oltre a diverse altre piazze futures, tra cui quelle di Bitget, Hyperliquid, OKX e Aster. Ovviamente la moneta è presente anche sui DEX decentralizzati, con il proprio contratto “0x0C1c1C109FE34733fca54b82d7B46B75CFb71F6e” deployato sulla blockchain di Arbitrum.
Non possiamo negare che ci sia stata un’ottima organizzazione da parte di USD.AI e molteplici accordi in grado di garantire una presenza capillare su tutti i migliori mercati del mondo crypto.
Per i più smanettoni, in queste ore potrebbero esserci diverse occasioni per sfruttare arbitraggi di prezzo tra piattaforme diverse o per posizionarsi in ottica delta neutral e guadagnare dallo spread dei funding rate.

Attenzione a questa caratteristica di CHIP
Finora è stato tutto molto positivo per il token CHIP, ma ci sono anche alcuni elementi che vanno portati all’attenzione. Innanzitutto, al di là del suo ruolo nel definire i parametri del lending su USD.AI, la moneta rimane comunque un token di governance con poca vera utilità da un punto di vista economico monetario.
Poi c’è anche una peculiarità descritta nei documenti del progetto che forse preoccupa leggermente di più. CHIP può essere usato come token di backstop nel caso USDai andasse incontro a scenari di insolvenze sui prestiti o malfunzionamenti degli oracoli.
Questo vuol dire che gli staker di CHIP potrebbero essere “slashati” dalla propria posizione, con i token che verrebbero poi venduti sul mercato per compensare il deficit del protocollo. Non è proprio il massimo per un token di governance che già in condizioni normali soffre di una pressione di vendita implicita, e non di certo il massimo su un protocollo che utilizza hardware AI come collaterale per i prestiti.
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