Canton Network è uno dei progetti più discussi del momento nello spazio crypto, a causa dei suoi numeri incredibili che stanno superando anche quelli registrati dal rinomato DEX Hyperliquid. I ricavi a 30 giorni sono saliti a 65 milioni di dollari, portandosi al terzo posto nella classifica dei protocolli più redditizi, dietro solo agli emittenti stablecoin Circle e Tether.
La metrica dei ricavi lordi è importantissima perché definisce quanto un’applicazione o una chain riesce a guadagnare dalle proprie attività, e diventa ancora di più rilevante quando – come nel caso di Canton – quegli introiti finiscono per fare buyback e burn del proprio token nativo. Stavolta però dietro ai numeri sembrerebbe nascondersi un trucchetto che solo i più attenti tra gli analisti sono riusciti a individuare.
Sorpasso di Canton su Hyperliquid: come produce revenue il progetto?
Canton è una blockchain concettualmente diversa dalle altre reti del settore. Si tratta infatti di un network dedicato principalmente a banche e istituzioni finanziarie, dove gli operatori possono operare tramite una sottorete privata in modo che le transazioni e i dati rimangano riservati – il tutto però gestito da un unico layer sincronizzato e scalabile.
Il progetto produce revenue sostanzialmente dalle commissioni applicate alle transazioni che avvengono all’interno della chain. Nello specifico, guadagna fees nel token CC (moneta nativa di Canton) ogni qual volta avvengono trasferimenti, interazioni tra applicazioni e altre operazioni di settlement.
La particolarità di questo modello è che le stesse fees non finiscono in tesoreria ma vengono bruciate, così da ridurre progressivamente l’offerta circolante di CC. A primo impatto, sembrerebbe un enorme driver speculativo per il token, soprattutto considerando che Canton ha registrato oltre 65 milioni di revenue negli ultimi 30 giorni – più del doppio di quanto portato a casa dal colosso Hyperliquid nello stesso lasso di tempo.
Utilizziamo il condizionale “sembrerebbe” perché a guardare più da vicino – come anticipato prima – c’è una sorta di trucchetto che ha boostato i ricavi del progetto, permettendogli di sorpassare addirittura una piattaforma così popolare come quella di Hyperliquid.

Qual è il trucco di Canton?
Tutto ruota attorno al sistema di incentivi gestito da Canton. Il progetto infatti assegna una grossa fetta delle emissioni del token CC a tutti i validatori, alle applicazioni e ai servizi che generano utenza e contribuiscono a portare attività on-chain. Queste distribuzioni di token avvengono secondo quanto stabilito dalla tokenomics, con reward che vanno diminuendo progressivamente con il passare degli anni e l’espansione dell’infrastruttura.

Il problema, se così lo vogliamo chiamare, è che gli incentivi sono particolarmente ingenti, forse anche troppo. Secondo DeFiLlama si parla di una somma pari a 1,15 miliardi di dollari in termini annualizzati, una delle cifre più elevate tra tutti i protocolli che organizzano campagne di ricompense o programmi di bootstrap sulla liquidità.
Questo ci porta a dover rivedere le metriche delle revenue lorde di Canton, in quanto se dovessimo togliere dal conteggio gli incentivi emessi a sostegno dell’infrastruttura, i ricavi netti effettivi sarebbero molto più bassi. Anzi sarebbero addirittura negativi, con un deficit di circa -30 milioni di dollari ogni mese – chiaramente pagato dagli holders di CC.
Token CC: i ricavi non sono un driver rialzista
Quanto appena visto spiegherebbe anche il fatto che il prezzo del token CC sia in fase discendente da febbraio, nonostante abbia registrato un grande rally a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Gli investitori non stanno prezzando le grandi revenue riportate da Canton proprio perché, a conti fatti, l’effetto burn viene compensato dalle nuove emissioni, fornendo un bilancio negativo.
Questo non è comunque di per sé un dato da vedere con diffidenza: nel mondo crypto tanti progetti utilizzano il proprio token nativo come reward, producendo inflazione per sostenere l’attività on-chain e incentivare la crescita dell’ecosistema. Anche Ethereum per esempio, al momento presenta un tasso di inflazione dello 0,8% circa.
Per Canton il tasso è leggermente più aggressivo, ma con esso il progetto sta riuscendo a portare sempre più in alto l’utilizzo della rete. Sia il numero di utenti attivi che di transazioni giornaliere è al momento ai massimi storici, con tante altre metriche in forte crescita negli ultimi mesi.

Il punto fondamentale è capire se la blockchain di Canton sarà in grado di mantenere lo stesso appeal anche quando gli incentivi scenderanno di valore economico. Hyperliquid su questo ha molto da insegnare, essendo uno dei rari casi di progetti DeFi che dopo una straordinaria campagna airdrop è riuscito addirittura ad aumentare la mole di attività, con numeri che parlano da soli, mentre la stragrande maggioranza dei competitor è finita per perdere rilevanza nel tempo.
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