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Polymarket crypto insider trading

Su Polymarket 500 insider hanno guadagnato 20 milioni con un banale trucco matematico

Vuoi riuscire a battere il banco su Polymarket? Non ti basterà la fortuna. Ecco come operano gli investitori professionali.
Polymarket crypto insider trading

Tutti conoscono Polymarket ma in pochi sono realmente in grado di produrre risultati positivi nel lungo periodo aprendo scommesse sulla piattaforma. In particolare,  il pubblico retail – che continua a considerare il prediction market come una venue on-chain alternativa per il gambling – non sembra aver ancora compreso il trucchetto che permette agli smart money di operare in modo sistematicamente profittevole.

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Si parla spesso di insider trading come l’unico metodo per battere il banco e trarre davvero vantaggio da Polymarket, ma in realtà non è così: c’è anche un’altra strategia che non ha nulla a che vedere con la presenza di informazioni privilegiate o con altre forme di magna magna. Il problema? la strategia non è praticabile dall’investitore al dettaglio, a meno che esso non abbia un know how tecnico molto ampio, oltre a capitali e infrastrutture estremamente costose.

Polymarket: il metodo dei nuovi “insider” per generare profitti

Per parlarvi di questa presunta tecnica, ci colleghiamo ad un interessante thread redatto dall’utente X @ridark_eth. L’autore afferma di aver analizzato 500 wallet su Polymarket risultati costantemente profittevoli nell’arco degli ultimi 30 giorni, e di aver scoperto un fattore in comune tra di loro.

In totale, i portafogli tracciati avrebbero guadagnato oltre 20 milioni di dollari in un anno di trading sul prediction market, operando secondo una precisa logica matematica, ossia quella dell’arbitraggio tra mercati differenti. 

Thread dell’autore sulla tecnica dei 500 portafogli vincenti di Polymarket


Per comprendere questo passaggio, è importante innanzitutto comprendere che qualsiasi evento su Polymarket, coerentemente con la struttura binaria di tale piazza di scambio, presenta una proprietà fondamentale: la somma delle probabilità implicite dei due esiti (“YES” e “NO”) dovrebbe tendere a 1. 

Di conseguenza, se prendiamo ad esempio l’evento su Polymarket “Presidential Election Winner 2028”, e compriamo il “YES” per il candidato JD Vance, e successivamente compriamo il “NO” su un altro prediction market (esempio Kalshi), abbiamo la certezza di risultare vincenti in una delle due piazze.

Se la somma dei due esiti su cui abbiamo scommesso è inferiore a $1, allora abbiamo trovato una potenziale opportunità di arbitraggio, in cui il guadagno è semplicemente la differenza tra 1 e la somma dei due prezzi, al netto delle commissioni.

Polymarket elezioni presidenziali USA
Polymarket, elezioni presidenziali USA 2028Fonte dati: https://polymarket.com

L’arbitraggio quantitativo su Polymarket

C’è anche in realtà una seconda tipologia di arbitraggio, leggermente più complessa, che rappresenta la tecnica a cui fa riferimento l’autore del thread, e tramite la quale i 500 wallet in questione sarebbero riusciti a guadagnare 20 milioni su Polymarket senza ricorrere a  informazioni privilegiate.

In questo caso non si parla di una semplice incoerenza tra due prezzi diretti, ma di relazioni tra più mercati collegati tra loro. Su Polymarket infatti molti eventi non sono indipendenti, bensì strettamente connessi l’un con l’altro.

Per esempio, oltre al mercato principale “Presidential Election Winner 2028”, potrebbero esistere altri mercati più specifici in cui si chiede di indovinare con quale scarto, in termini di punteggio, eventualmente JD Vance vincerà le elezioni americane del 2028. Questi due mercati sono teoricamente collegati: infatti se il candidato vince con un ampio margine, allora è scontato che vincerà anche l’elezione nel mercato generale. 

Il punto però è che questa coerenza non è sempre matematicamente perfetta. Essendo due mercati diversi con due orderbook differenti, può capitare che le quotazioni vengano prezzate con dei piccoli disallineamenti. 

Sfruttare queste incoerenze è detto arbitraggio quantitativo, ossia una forma più avanzata di arbitraggio che richiede un ragionamento diverso rispetto al semplice confronto tra due prezzi, la cui somma fa sempre 1. Ed è esattamente da questa strategia che tanti smart money hanno guadagnato fortune su Polymarket, operando senza un vantaggio informativo.

Il problema dell’arbitraggio su Polymarket: non è adatto al pubblico retail

Purtroppo, né con la forma di arbitraggio più semplice, né con la variante quantitativa, l’utente retail medio riesce effettivamente a replicare questo tipo di strategie in modo sistematico e profittevole.

Il problema è che spesso le inefficienze durano per un lasso di tempo molto ristretto, tipicamente di secondi o frazione di secondi, in cui altri operatori più esperti o sistemi automatizzati riescono già a intercettarle e correggerle. In altre parole, l’investitore al dettaglio, senza strumenti adeguati, non può competere con chi gestisce bot ad alta frequenza in grado di reagire in tempo reale alle variazioni dei prezzi.

Addirittura, per quanto riguarda esplicitamente l’arbitraggio di tipo quantitativo, l’autore del thread evidenzia come questo richieda non solo velocità di esecuzione, ma anche una vera e propria infrastruttura tecnica capace di mappare in tempo reale le relazioni tra mercati diversi e individuare le incoerenze nel sistema di prezzi.

Tutto ciò richiederebbe la gestione di nodi personali su Alchemy/Polygon per dati con risoluzioni inferiori al secondo, modelli LLM per evidenziare dipendenze di prezzo, risolutori come Gurobi o Highs per trovare le combinazioni di trade più efficienti ed eseguire gli ordini. Tutte implementazioni che richiedono, come detto all’inizio, competenze elevate e un capitale d’ingresso spesso proibitivo per la maggior parte dei trader su Polymarket.

L’utente retail su Polymarket

Non è un caso se, secondo un recente studio accademico della London Business School, su Polymarket, appena il 3,14% dei portafogli attivi su Polymarket avrebbe ottenuto il 30% di tutti i guadagni sulla piattaforma dal 2023 al 2025, con un volume di scambio complessivo analizzato pari a 13,76 miliardi di dollari.

Invece i cosiddetti Unskilled Losers, ovvero gli utenti tendenzialmente perdenti, rappresentano il 67% dei portafogli attivi e hanno assorbito la stragrande maggioranza delle perdite. Oltretutto, sono pochi gli utenti “fortunati” che hanno mantenuto un ritmo di operazioni profittevoli nel lungo periodo, con appena il 44% dei portafogli inizialmente classificati come skillati che riesce a confermare la propria performance su lunghi time frame.

Polymarket metrica trader vincenti
Statistiche sui trader attivi di Polymarket Fonte dati: https://papers.ssrn.com

Alla luce di questi dati, è chiaro che per il retail medio, Polymarket dovrebbe essere visto come un qualsiasi mercato di scommesse, con la sola differenza che la formazione del prezzo non è fatta da un bookmaker esterno ma dall’orderbook e dagli ordini degli utenti.

Pensare di battere il banco nel lungo termine, senza una reale strategia matematico-quantitativa, è nella maggior parte dei casi un’ipotesi statisticamente sfavorevole.

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