Xi Jinping ha citato la Trappola di Tucidide in relazione ai rapporti con gli USA e al possibile peggioramento degli stessi. Una formula che in tanti avevano sentito nominare e che sintetizza una delle dinamiche più interessanti dei cicli dei grandi imperi e delle grandi potenze. Quando una nuova potenza si affaccia sulla scena, il rischio è che ogni crisi minore diventi detonatore di un conflitto su più larga scala, anche per fattori più squisitamente psicologici. Tutti avrebbero interesse a evitarla, anche se non sempre si riesce. Questa sintesi si applica anche al recente scontro tra Banca Centrale Europea, banche commerciali e stablecoin, con le ultime due che hanno creato una curiosa e un tempo impensabile alleanza.
Ma cos’è questa Trappola di Tucidide? Perché Xi Jinping ha fatto ricorso a una formula così dotta (davanti a un presidente USA che non sembra apprezzarle particolarmente)? Perché dovrebbe interessare anche gli investitori?
La trappola di Tucidide
Il concetto è stato popolarizzato da Graham Allison nel suo Destinati alla Guerra, anche se fa riferimento allo storico greco Tucidide, vissuto più di 2.400 anni fa. Il concetto è semplice e affascinante: quando una potenza nuova emerge, la vecchia prima potenza può percepire ogni attività come minaccia alla sua egemonia. Una reazione che può portare a conflitti su vasta scala anche se:
- Non convengono a nessuno
- Sono costosi anche per soggetti non direttamente coinvolti
Il messaggio di XI Jinping è stato dunque chiaro: anche se stiamo allargando la nostra influenza, anche se cresciamo, anche se stringiamo sempre più alleanze, gli USA non dovrebbero percepirci come una minaccia, rischiando così di trasformare ogni conflitto in una possibile guerra su vasta scala. Messaggio chiaro, che non sappiamo però se sia stato recepito. Un mellifluo Xi Jinping ha parlato di USA e Cina che hanno molto più da condividere di quanto sembri. I falchi USA (di entrambi gli schieramenti) non la pensano così da tempo.
Un curioso parallelo nel mondo crypto europeo
La Trappola di Tucidide può essere applicata anche alle curiose interazioni tra Banca Centrale Europea, banche commerciali e anche grandi società delle stablecoin.
Non è un mistero che la Banca Centrale Europea viva l’emissione di stablecoin, in particolare se ancorate al dollaro, come una minaccia alla sua sovranità monetaria. O almeno questa è l’ultima narrativa che esce dai palazzi di Francoforte e che viene utilizzata per convincere i politici ad agire prima che sia troppo tardi.
La reazione di BCE, proprio come la grande potenza di cui sopra, è stata forse esagerata. Con l’euro digitale vuole infatti diventare ancora più centrale nel sistema monetario dell’UE, controllandone in questo caso anche i binari, ovvero i canali attraverso i quali avviene questo spostamento di denaro.
Un’attività che indispettisce non solo le emittenti di stablecoin (che comunque in Europa hanno scarsa copertura politica e dunque sono sacrificabili), ma anche le banche commerciali. Diverse di queste:
- Temono che l’euro digitale sottragga loro depositi;
- Vogliono emettere stablecoin (come nel caso del consorzio Qivalis);
La possibile guerra totale tra istituzioni per ora è rientrata con i contentini che BCE ha garantito alle banche. Se le cose però dovessero farsi più complicate di così, il rischio di una guerra tra settore privato e istituzione monetaria pubblica rimane dietro l’angolo, anche se non converrebbe davvero a nessuno.
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