Bumo Sarang ha un business fantastico: vende funerali, riceve pagamenti mensili però da chi è ancora in vita. Ovvero da chi si preoccupa di non lasciare nulla da pagare a figli e parenti. Accumula così miliardi di won (che in euro sono milioni) che può anche investire per guadagnare qualcosa in attesa che i clienti… muoiano. Peccato però che di funerali difficilmente se ne riusciranno a organizzare, perché Bumo Sarang ha perso quasi tutto… investendo in società crypto.
Cosa hanno fatto i gestori di questa enorme società di onoranze funebri? Hanno ben pensato di investire in un ETF 2x su Bitmine, società che accumula Ethereum a qualunque prezzo e che non ha altre entrate. Una delle tante DAT massacrate dall’ultimo ciclo. E di conseguenza, anche Bumo Sarang ne è uscita massacrata. Anzi, ne usciranno massacrati i suoi clienti.
Perdite per 30 milioni di euro circa
Le perdite sono consistenti, anche se non ancora realizzate. L’azienda ha in cassa, secondo l’ultimo bilancio pubblicato, quote dell’ETF 2x di T-REX per 59.527.627.000 di won coreani, ovvero circa 35 milioni di euro.
Questo il valore all’acquisto delle quote, che però oggi valgono soltanto 10.203.355.000 won coreani, ovvero 5,8 milioni di euro circa. Perdite dunque per quasi 30 milioni di euro di denari che erano dei clienti e che sarebbero serviti a pagare tanti funerali. Non è chiaro come l’azienda pensi di poter recuperare quel denaro. La posizione non è stata ancora chiusa, ma servirà un +600% (ovvero un +300% da parte delle azioni BMNR) per recuperare.
Non solo Bumo Sarang ha deciso di investire in un titolo rischioso, ma ha addirittura deciso di farlo tramite un ETF USA che ne replica l’andamento 2x. A fronte di performance non esattamente brillanti di BMNR (il titolo ha perso oltre l’80% dai massimi), il patatrac è servito.
Una mania tutta coreana
Non è la prima volta che società coreane di questo tipo (non finanziarie, ma con enormi capitali dei clienti a disposizione) seguono questa strada. Nel 2024 aveva tenuto banco un caso simile, di investimenti poi in startup o società fresche di quotazione.
Una mania tutta coreana – confermata anche dalla grande presenza dei cittadini della Corea del Sud nel mercato crypto con le leve più pesanti.
Questo ennesimo caso con ogni probabilità spingerà il parlamento coreano a stringere sulle società non finanziarie che però hanno in gestione capitali di terzi importanti, che hanno ampia libertà di investire come preferiscono, anche in azioni “Ethereum” a leva 2x.
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