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Bitcoin crypto trader leva missile

Bitcoin: i trader tornano ad investire con la leva – ecco cosa significa per i prezzi

I tori sono tornati, e questa volta portano con sé una buona dose di leva finanziaria. Questo è ciò che serve a Bitcoin per tornare a spingere.
Bitcoin crypto trader leva missile

Uno degli elementi più osservati dagli analisti on-chain nell’ultimo ciclo di Bitcoin riguarda il forte calo dell’open interest registrato dal crollo del 10 ottobre, evento che ha innescato una vera e propria fase di deleveraging. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 il posizionamento degli investitori è stato pesantemente influenzato da queste dinamiche, portando a tanti mesi di price action soffocata al ribasso. Ora però, sembrano essere arrivati i segnali di una possibile inversione.

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Il mercato dei derivati ha sempre più influenza sull’andamento di Bitcoin: i volumi dei futures BTC attualmente sono 5 volte maggiori rispetto ai volumi spot negoziati sul sottostante. Dunque comprendere come stanno evolvendo le varie metriche di queste piazze è fondamentale per capire dove potrebbe essere diretta la criptovaluta.

Bitcoin: la fase di deleveraging potrebbe essere terminata

Dopo svariati mesi di calo continuo e doloroso dell’open interest su Bitcoin, alternati da brevi periodi di lateralizzazione, finalmente la metrica sembra essere tornata a dare un cenno di espansione. All’epoca di quel violento 10/10, giorno in cui BTC aveva perso oltre il -17% intraday anticipando l’inizio di una fase fortemente ribassista, vi avevamo mostrato i dati del deleveraging reset.

Dati che evidenziavano appunto una rapida contrazione della leva, causata da liquidazioni multiple su diversi exchange per oltre 19 miliardi di long evaporati, e una riduzione parallela dell’open interest. Da quel momento in poi, fino ad inizio marzo, i futures Bitcoin hanno perso altri 10 miliardi di valore nei contratti, accompagnando uno dei più rapidi e intensi bear market della storia.

Al momento tuttavia il sentiment diffidente degli investitori sembra essersi disteso, e negli ultimi 2 mesi c’è stato un recupero per oltre 6 miliardi di OI. Ora, sebbene la situazione resti ancora incerta e mancano conferme per il ritorno in bull market, questo ripristino parziale della leva sembra essere un buon segnale premonitore per una ripartenza dei prezzi.

Lo possiamo intuire dando uno sguardo al grafico della media mobile a 180 giorni dell’open interest sovrapposto alla chart di Bitcoin. Secondo quanto mostrato da CryptoQuant infatti, spesso nel corso della storia un cross dell’open interest al di sopra della media indicata, dopo un contesto di deleveraging prolungato, ha poi innescato una fase bullish per le quotazioni della criptovaluta.

Bitcoin deleveraging segnale leva
Recupero dell’OI dopo il deleveraging di BitcoinFonte dati: https://x.com/Darkfost_Coc

Da inizio maggio la tendenza dell’open interest sembra aver finalmente cambiato direzione. Ciò non vuol dire che si ripartirà subito verso nuovi massimi, ma è comunque un ottimo spunto positivo.

Le prese di profitto tornano a dominare sulle perdite 

Un altro input interessante arriva dall’analisi on-chain dei dati relativi alle condizioni di profittabilità degli holder di Bitcoin. In genere nei mercati bullish si osservano spesso prese di profitto progressive degli investitori, con i detentori long-term che mano a mano scaricano le proprie monete acquistate mesi/anni prima.

Nelle fasi bearish invece accade il contrario, ovvero si registrano perdite costanti finché la maggior parte della supply si trova underwater e si inizia ad invertire struttura. Al momento ci troviamo in situazione in cui il rapporto tra profitti e perdite realizzate su una media di 30 giorni è passato dal territorio negativo a quello positivo.

Come visibile dalla metrica Glassnode, dopo aver toccato il bottom locale a $60.000, i prezzi di Bitcoin sono gradualmente aumentati, dando l’opportunità agli operatori di ricostruire poco per volta nuove posizioni (da qui anche l’aumento dell’OI) e di tornare a realizzare complessivamente profitti.

Profitti perdite realizzate 30 giorni Bitcoin
Rapporto tra profitti e perdite realizzate a 30 giorni su BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

La media mobile a 30 giorni si trova in questo momento al livello di 1,8, con il punto 1 che indica la zona di breakeven, in un range che storicamente va da 30 a 0,2. Bitcoin non ha ancora raggiunto un livello tale per affermare che la domanda sia tornata sufficientemente da alimentare un nuovo rally, ma l’outlook è notevolmente migliorato rispetto a poche settimane fa.

Bitcoin pronto a ripartire, ma potrebbero volerci ancora mesi

Il rientro della leva sui futures e la ricomparsa delle prese di profitto da parte degli holder suggeriscono che Bitcoin potrebbe essere sul punto di stampare un nuovo rally al rialzo. Ad ogni modo la situazione rimane ancora particolarmente incerta, soprattutto alla luce dell’ultima reazione dei prezzi in zona $81.000/$82.000

Durante l’ultimo tentativo di breakout infatti, Bitcoin è stato bloccato proprio in un’area chiave per la risoluzione della price action, dove si è palesata la coorte degli short-term holders, ossia degli investitori posizionati nel breve periodo (fino a 6 mesi). Il calo della scorsa settimana è dipeso proprio dalle vendite di questi investitori, che hanno approfittato per chiudere in pareggio dopo mesi di logoranti perdite.

Ora Bitcoin si trova appena al di sotto del livello del True Market Mean, altro target decisivo per i prezzi che andrebbe difeso con le unghie e con i denti per ipotizzare in uno scenario di continuazione rialzista. Storicamente quest’area ha spesso definito i punti di ingresso e di uscita dai bull e bear market, ed è quindi fondamentale che la moneta riesca a consolidare le quotazioni sopra di essa. 

Bitcoin risk indicator livelli chiave
Livelli chiave per la price action di BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

Non sarà comunque facile riprendere in breve tempo la scalata al rialzo: tendenzialmente fasi del genere pre-rialziste richiedono diverse settimane o mesi di consolidamento sopra il True Market Mean per poi passare ad un cambio di regime. A meno che ci sia un forte pump nelle prossime sessioni, tale da cambiare le carte in tavola sul fronte on-chain, sarà più verosimile un inizio di estate piatto e privo di accelerazioni.

Conclusioni: i livelli chiave da monitorare

Per concludere, l’outlook di Bitcoin appare significativamente più incoraggiante rispetto alla situazione disastrosa di febbraio, e tanti indicatori sembrano segnalare la possibilità di un recupero rialzista piuttosto che un nuovo ingresso in bear market.

Siamo comunque ancora nel mezzo dell’incertezza, almeno finché il crypto asset non riuscirà a prendere una chiara direzione sul grafico. Direzione che sarà anche e soprattutto influenzata dalle complesse dinamiche geopolitiche e macroeconomiche.

Fatto sta che come target da raggiungere per aumentare sensibilmente le chance di un ritorno bullish, Bitcoin dovrebbe toccare almeno gli $86.900, che combacia con il realized price (una sorta di media aggregata di ingresso) della coorte degli investitori a 3-6 mesi, cioè quelli che hanno acquistato tra novembre 2025 e febbraio 2026.

Invece la perdita dei $71.400, che consiste nella media di prezzo degli holder che hanno acquistato tra febbraio e aprile 2026 (1-3 mesi), getterebbe le basi per una quasi inevitabile caduta in territorio bear market.

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